Secondo voi l'articolo di Fabio Pavesi su Il Sole 24 ore, ci ha sorpreso?
L'ennesima conferma di un sistema bancario fragile che si basa su certezze aleatorie.
Si legge " Il sistema nel suo complesso è solido, ben capitalizzato, tre punti in più della media del sistema bancario nazionale e le crisi le risolve in casa, senza ricadute sulla collettività. I vertici del mondo del credito cooperativo non perdono occasione per ricordare le peculiarità (positive) del loro universo. Tanto più in questi giorni in cui la riforma del sistema è in dirittura d’arrivo. Ci sono buone ragioni oggettive in questa perentoria autodifesa. Ma se si esce per un attimo dalle visioni generali e dal gioco delle “medie di sistema”, allora la musica cambia e qualche elemento di gracilità emerge con forza"
"I non performing loans (prestiti non performanti) sono attività che non riescono più a ripagare il capitale e gli interessi dovuti ai creditori.
Si tratta in pratica di crediti per i quali la riscossione è incerta sia in termini di rispetto della scadenza che per ammontare dell’esposizione.
I non performing loans nel linguaggio bancario sono chiamati anche crediti deteriorati e si distinguono in varie categorie fra le quali le più importanti sono gli incagli e le sofferenze.Banca d’Italia definisce le sofferenze come crediti la cui riscossione non è certa da parte degli intermediari che hanno erogato i finanziamenti perché i soggetti debitori risultano in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni equiparabili. Per ovviare a questo genere di rischi di solito gli intermediari creditizi accantonano delle riserve apposite in proporzione al credito a rischio e alla sua condizione.
Gli incagli rappresentano delle esposizioni nei confronti di soggetti in situazione di difficoltà obiettiva, ma temporanea. A differenza delle sofferenze pertanto gli incagli rappresentano dei crediti che in un congruo periodo di tempo si suppongono recuperabili. In una scala del rischio dunque gli incagli si pongono un gradino al di sotto delle sofferenze e richiedono pertanto accantonamenti inferiori nelle riserve contro il rischio.
Un altro genere di crediti deteriorati è costituito dalle esposizioni ristrutturate. Si tratta in genere di esposizioni che una banca (da sola o in pool) modifica cambiando le condizioni contrattuali e subendo una perdita. Il cambiamento è dettato da un deterioramento delle condizioni finanziarie del debitore e può risolversi, per esempio, in un riscadenziamento del debito.
Un altro tipo di credito deteriorato è costituito dalle esposizioni scadute e/o sconfinanti: si tratta in genere di esposizioni che non risultano inquadrabili nelle categorie precedenti e risultano non onorate da oltre 180 giorni. Per alcuni crediti di questo tipo le disposizioni di Vigilanza fissano in 90 giorni soltanto il termine massimo".
Pavesi scrive" Sono ben 37, infatti, le piccole banche cooperative, di fatto una su dieci, che poggiano su gambe fragili. Una su dieci tra le 368 Bcc attive in Italia mostra prestiti deteriorati a un livello sopra il 20% dell’intero portafoglio crediti: basti pensare al record assoluto (negativo) della Cassa rurale e artigiana di Camerano con il suo rischiosissimo tasso del 37,9% di crediti deteriorati, o la Cassa di Pinzolo al 26,3%; o la Banca di Teramo (32,9%)".
Tutto il resto è il prossimo comunicato stampa.
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