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Teramo, il porticato dello Scientifico trasformato in dormitorio a cielo aperto: l’appello dei residenti di viale Bovio

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Ogni sera, quando il traffico rallenta e la città si svuota, il porticato dell’edificio scolastico che ospita il liceo scientifico di Teramo torna a trasformarsi in un riparo di fortuna. Materassi improvvisati, coperte, sacchetti e persone in attesa di un documento o di una risposta burocratica occupano l’area fino alle prime ore del mattino, in una situazione che i residenti definiscono ormai “fuori controllo”.
Da viale Bovio parte l’ennesima segnalazione indirizzata al sindaco Gianguido D'Alberto, con la richiesta di un intervento immediato non soltanto sul piano della sicurezza urbana, ma soprattutto sotto il profilo igienico-sanitario.
Al centro delle proteste c’è la mancanza dei bagni chimici che in passato venivano rimossi intorno alle 8 del mattino. Secondo quanto raccontano residenti e commercianti della zona, l’assenza di servizi igienici starebbe spingendo molte persone a utilizzare i vicoli adiacenti e perfino la Villa Comunale di Teramo come bagno pubblico, con inevitabili conseguenze sul decoro e sulla vivibilità dell’area.
Una situazione che, denunciano i cittadini, si ripete ormai da mesi tra degrado, emergenza sociale e senso di abbandono. A intervenire, spesso, sarebbero gli stessi titolari delle attività commerciali della zona, che mettono a disposizione i propri servizi igienici per gestire le urgenze quotidiane, supplendo di fatto alle carenze istituzionali.
Il tema torna così a riaccendere il dibattito cittadino sulla gestione delle fragilità sociali e sull’assenza di strutture adeguate per l’accoglienza notturna. Gli “invisibili”, come vengono definiti da molti residenti, continuano a vivere ai margini della città, mentre cresce il malcontento di chi abita e lavora lungo viale Bovio.
La domanda, ancora una volta, resta la stessa: chi interverrà?

Guardate https://youtu.be/QYc-OPC26nI?is=Zaw3erenDobiIlvn

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