L’Istituto Zooprofilattico di Teramo è da giorni al centro della ribalta mediatica, e non sempre per meriti e successi scientifici. Sempre più spesso le notizie che lo riguardano sono collegate al processo di rinnovamento della Governance in corso, e alla manovra di avvicinamento condotta dall’Università di Teramo nei confronti dell’Istituto teramano. Dalle notizie riportate dalla stampa locale e che appare siano “ignote” all’attuale Direzione dell’IZS, l’Università di Teramo, che si esprime sempre e soltanto attraverso il suo Rettore, ha una concezione del significato degli accordi di collaborazione, doverosamente siglati fra due enti che condividono uno stesso territorio, e caratterizzati dal vivere di risorse pubbliche, diversa da quella universalmente accettata. A fronte di un accordo destinato a potenziare la massa critica dei due Enti attraverso una collaborazione tecnico-scientifica, e finalizzato a incrementare la possibilità di produzione e possibilmente di aggiudicazione di progetti, si assiste oggi ad un cambio di rotta monolaterale, che prospetta cambiamenti anche strutturali nell’assetto degli Enti interessati. Non avendo l’attuale Direzione dell’Istituto Zooprofilattico avvertito l’obbligo di condividere con i suoi dirigenti le possibili conseguenze delle manovre in corso, si può abbastanza tranquillamente concludere che questi non sia assolutamente coinvolto a livello decisionale in questo processo di modifica drastica degli assetti e dei rapporti fra Università ed Istituto
Certamente singolare appare inoltre l’assunto ricorrente che vede il nome di un professore universitario dell’Ateneo teramano costantemente individuato quale prossimo Direttore Generale dell’Istituto. Negli ambienti accademici questa convinzione ha superato lo stato d’ipotesi per assurgere a quello di certezza. La stessa convinzione si avverte negli ambienti della regione direttamente interessati alla conclusione della procedura di selezione del nuovo Direttore Generale di IZS.
Se quanto riportato alcuni giorni addietro da un famoso blogger teramano, secondo il quale il file relativo al bando di selezione del Direttore Generale è stato addirittura se non prodotto, sicuramente rivisto, da personaggi dell’Università di Teramo, ecco che passiamo direttamente alla frutta: • nell’ambito di un processo di collaborazione fra i due enti, basato su un rapporto di fiducia, uno dei due irrompe con proposte destinate a cambiarne radicalmente l’assetto, senza condividerle o quanto meno illustrarle alla Governance dell’ente partner • con uno sgarbo istituzionale degno di nota, l’università scrive le regole per la selezione della massima carica dirigenziale dell’Istituto, guarda caso dando risalto a requisiti normalmente in capo a coloro i quali possono vantare un curriculum accademico.
Sarebbe come se i requisiti per l’accesso alla carica di Rettore dell’Università di Teramo venissero individuati dal Direttore Generale della ASL. Una riflessione viene spontanea: ma che succede? I comportamenti una volta relegati al mondo politico, hanno tracimato e contaminato anche il mondo accademico e scientifico? Sarebbe il caso che l’attuale Direttore dell’Istituto, pur se responsabile di un ritardo che ha dell’incredibile, si riappropriasse delle sue prerogative e mettesse in campo azioni tese a salvaguardare l’autonomia dell’Ente, a valorizzare la sua classe dirigente, ed a contrastare con ogni mezzo l’assalto alla diligenza, favorito dall’attuale momento di profonda incertezza. Lo stesso è lecito attendersi dal Presidente D’Alfonso, per quanto riguarda la garanzia del rispetto delle regole, la peculiarità dell’Istituto e la valorizzazione della sue risorse umane. Questo non è il momento di risolvere i problemi di qualcuno, a scapito di altri. Bisognerebbe invece individuare per ciascun Ente un percorso di miglioramento e sviluppo, nel rispetto delle singole autonomie e prerogative. Altrimenti il principio della coperta troppo corta prenderà di nuovo il sopravvento, con il grande rischio di non riuscire a risolvere i problemi di nessuno.
IL SEGRETARIO UIL FPL
Alfiero Antonio Di Giammartino
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