TERAMO – Quando cala il buio, alcune zone del centro storico sembrano cambiare padrone. Prima i sacchi a pelo a pochi metri dal Duomo, poi un uomo che trascorre la notte in piazza Sant’Agostino e, alla vigilia di Ferragosto, altre presenze nei giardini Marcozzi. Fotografie diverse di uno stesso interrogativo: chi presidia davvero Teramo quando la città si svuota?
Dietro quelle presenze possono esserci storie di fragilità, solitudine e disagio sociale che meritano attenzione e risposte adeguate. Ma insieme alla dimensione umana resta inevitabile il tema della gestione degli spazi pubblici e della capacità di intervenire prima che determinate situazioni diventino abituali.
La settimana precedente erano stati segnalati anche diversi episodi di schiamazzi legati a situazioni di ubriachezza molesta. Circostanze che, è bene precisarlo, non risultano collegate alle persone trovate a dormire all’aperto.
Fenomeni differenti, dunque, ma che finiscono per riportare al centro del dibattito la stessa domanda: quale strategia di prevenzione vuole mettere in campo Teramo per il centro storico e per i quartieri?
Il tema potrebbe diventare uno dei punti centrali del prossimo tavolo sulla sicurezza, con un coinvolgimento sempre più strutturale della Polizia Locale. Non soltanto viabilità e sanzioni, ma presidio urbano, prevenzione e conoscenza quotidiana delle zone più delicate della città.
Tra le soluzioni da valutare resta l’istituzione di una vera squadra antidegrado, come promesso dall’assessore Ciapanna, accompagnata da una maggiore presenza degli agenti sul territorio e dal rafforzamento del modello dei poliziotti e dei carabinieri di quartiere.
Perché continuare a fotografare il degrado il mattino dopo non può diventare la normalità. La vera risposta si misura nelle ore precedenti, quando le piazze si svuotano, le strade cambiano volto e i primi segnali possono ancora essere intercettati. È in quelle ore che Teramo deve decidere se limitarsi a contare gli episodi o tornare realmente a presidiare i propri spazi.
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