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«Qui lo Stato deve farsi vedere»: Pettinari sfida le istituzioni sul degrado nelle periferie di Pescara

di Giancarlo Falconi
2 minuti

PESCARA – Non è più soltanto una denuncia sul degrado. È una richiesta diretta alle istituzioni perché intervengano con maggiore continuità e presenza sul territorio. Domenico Pettinari, consigliere comunale di Pescara ed ex consigliere regionale, torna a puntare i riflettori su alcune aree della città dove, secondo le segnalazioni raccolte, consumo di droga e presunto spaccio sarebbero ormai diventati parte della quotidianità.
Al centro dell’ennesima segnalazione c’è via Tavo, dove, secondo Pettinari e le testimonianze dei residenti, continuerebbero a verificarsi episodi di consumo di crack in strada, anche davanti alle abitazioni e alla presenza di famiglie e bambini.
«Sono anni che segnalo e denuncio a chi di dovere queste situazioni – afferma Pettinari – e non mi si venga a dire di chiamare le autorità preposte, perché lo facciamo da anni. E non sono il solo: insieme a me ci sono i residenti della zona, che riferiscono di chiamare costantemente e quotidianamente».
Una situazione che, sempre secondo la denuncia del consigliere comunale, non sarebbe circoscritta a via Tavo.
Pettinari richiama infatti l’attenzione anche su via Imele e sulle aree limitrofe. Qui i residenti segnalerebbero un continuo via vai di persone che ritengono collegato allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Secondo quanto riferito dagli stessi abitanti e riportato da Pettinari, il movimento arriverebbe in alcuni momenti persino a 150-200 ingressi e uscite nell’arco della giornata. Un dato che resta naturalmente affidato alle segnalazioni dei residenti e che richiederebbe accertamenti da parte delle autorità competenti.
Nella denuncia vengono indicate anche altre zone considerate particolarmente critiche: via Lago di Capestrano, via Lago di Borgiano, via Caduti per Servizio e via Aldo Moro.
Pettinari pone poi una questione politica e sociale: cosa accadrebbe se le stesse scene si verificassero quotidianamente nelle strade più centrali e prestigiose di Pescara?
«Se una scena simile si verificasse ogni giorno e ogni sera sotto un palazzo della cosiddetta “Pescara bene”, ad esempio in via Regina Elena, cosa accadrebbe? E se succedesse in piazza Italia, davanti al Comune, quanto tempo passerebbe prima di un intervento?».
Il consigliere precisa di non voler sostenere che il fenomeno dello spaccio riguardi esclusivamente le periferie, ma chiede che non esistano quartieri costretti a convivere stabilmente con degrado, droga e paura.
Il punto centrale della denuncia è proprio questo: evitare che l’eccezione diventi normalità, soprattutto agli occhi dei più giovani.
Ora la palla passa alle istituzioni. Perché, nelle parole di Pettinari, le periferie non chiedono privilegi ma la stessa attenzione riservata al resto della città. E quando le segnalazioni diventano quotidiane, il rischio è che il degrado smetta di fare notizia e inizi a sembrare inevitabile. È proprio questo, secondo il consigliere, che Pescara non può più permettersi.

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