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Teramo, il lungo fiume ostaggio dei cinghiali: “Area ormai insicura. Preoccupano anche le zecche"

di Giancarlo Falconi
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Continuano le segnalazioni e le telefonate dei cittadini alle Forze dell’Ordine, ma il problema dei cinghiali lungo il Parco Fluviale di Teramo resta senza una soluzione concreta. La zona del Vezzola e del Tordino viene ormai descritta da residenti e frequentatori come difficilmente praticabile in condizioni di sicurezza, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali.
L’ultimo episodio è stato segnalato ieri intorno alle 14:30, quando diversi cittadini hanno documentato con foto e video, poi finiti rapidamente sui social, la presenza di alcuni ungulati a ridosso dell’area verde frequentata da famiglie e bambini. Secondo quanto riferito dai residenti, gli animali sarebbero attratti dalla presenza di rifiuti abbandonati e dal cibo lasciato per altri animali.
A preoccupare non è soltanto il rischio di incontri ravvicinati con i cinghiali, ma anche le conseguenze igienico-sanitarie legate alla loro presenza costante. Nelle aree vicine ai tavoli picnic e alle giostre per bambini viene infatti segnalata un’alta presenza di zecche, favorita proprio dal passaggio e dal pascolo degli ungulati.
Tra i cittadini cresce la sensazione di assenza di un piano organico da parte degli enti competenti. Il timore è che una delle aree verdi più frequentate della città possa progressivamente essere abbandonata da famiglie, sportivi e residenti, trasformandosi da luogo di aggregazione a nuova emergenza urbana e ambientale.

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