Sette anni di reclusione, interdizione dai pubblici uffici e risarcimento danni per le parti civili costituite. Questa la sentenza di condanna emessa dal Giudice del Tribu nale di Teramo, Lorenzo Prudenzano, nei confronti di Davide De Felicibus, 34 anni, di Atri, che la notte del 22 agosto,
travolse e uccise la 22enne rosetana Flavia Di Bonaventura che, in bicicletta, stava tornando a casa in compagnia di due amici. La richiesta della pubblica accusa, rappresentata dal pubblico ministero Davide Rosati, era stata di 6 anni e 9 mesi. La condanna è stata più alta di quanto richiesto nella requisito-
ria. I giovani erano stati investiti dalla Panda condotta da De Felicibus, che guidava l’auto della sorella, sprovvista di copertura assicurativa. Per di più, il giovane, aveva un tasso alcolemico superiore al consentito. Il 34enne fu arrestato e messo ai domiciliari. Ieri si è presentato nell’aula “Mignozzi” del
Tribunale di Teramo accompagnato dal suo legale, l’avvocato Ida Nardi: aveva chiesto e ottenuto il rito abbreviato, nel corso del quale, con l’ausilio di un video, ha provato a dimostrare che c’era scarsa visibilità al momento dell’impatto, che avvenne sulla Statale 16 Adriatica, sul ponte che si trova a Scerne di Pineto, al confine con il comune di residenza di Flavia. L’avvocato aveva chiesto l’assoluzione per il De Felicibus, dopo l’istanza di condanna della pubblica accusa sostenuta anche dall’avvocato di parte civile Claudio Iaconi, in rappresentanza dei genitori e della sorella di Flavia, oltre che dei due ragazzi coinvolti nell’incidente. Due ore circa di discussione nell’aula a porte chiuse e poi mezzora di camera di consiglio con la sentenza emessa, intorno alle ore 15 di ieri. I familiari della ragazza con il papà Antonio e la
mamma che escono tra le lacrime e De Felicibus che, come detto, oltre ai sette anni di reclusione viene condannato anche al risarcimento delle parti civili e interdetto dai pubblici uffici che lascia l’aula visibilmente scosso per la condanna, accompagnato dal suo legale, l’avvocato Ida Nardi, che adesso attende di leggere le motivazioni della sentenza nei prossimi giorni e valutare l’eventuale ricorso in appello.
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