Nel nostro immaginario rimane la Banca Tercas, la Cassa di Risparmio di Teramo, in realtà, è la Banca Popolare di Bari che arriva da un lungo periodo di inchieste, di arresti, di strani equilibri. I sindacati a firma Fabi, First Cisl, Cgil Fisac, Uilca, Unisin, a seguito di estenuanti ed infruttuosi tentativi di corrispondere delle affinità elettive nelle relazioni industriali e di risolvere una serie di problemi hanno registrato l’assenza di una minima apertura aziendale tranne l’enorme ottimismo
sulla possibilita’, in un futuro peraltro indeterminato, di aumentare il valore dei buoni pasto per il personale dipendente. Una concessione che fa parte da sempre delle rivendicazioni previste per il rinnovo del contratto nazionale. Nonostante le note problematiche e difficolta’ della Banca Popolare di Bari i
sindacati ricordano l’accordo stipulato nel giugno 2020 che prevede pesanti ripercussioni economiche e finanziarie per i lavoratori della Popolare (applicazione della solidarieta’ difensiva, esodi anticipati e applicazione del fondo esuberi, tagli sul salario corrente e sulla contribuzione previdenziale, solo come esempi).
L’accordo sarebbe dovuto essere propedeutico ad un progressivo “risanamento” delle condizioni aziendali, ma a causa di un comportamento quantomeno distratto da parte aziendale e alla luce delle mutate condizioni economiche generali (guerra, caro vita, inflazione, aumento dei tassi) non e’ piu’ attuale e necessita di una importante rimodulazione. Le sigle sindacali della Banca Popolare di Bari hanno chiesto ripetutamente alla capogruppo di dare risposte concrete ed energiche sui seguenti punti fondamentali ed inderogabili:
1) chiaro piano industriale
2) corrette relazioni industriali;
3) organizzazione aziendale rafforzamento del personale per carenza delle risorse dovuta alle uscite previste dal predetto accordo del 2020, quindi eventuali nuove assunzioni con conseguente benefici occupazionali, superamento di alcuni istituti dell’accordo medesimo, percorsi formativi adegua-
ti, potenziamento delle strutture informatiche e tecnologiche, migliore vivibilita’ degli ambienti e dei locali fruiti dal personale della banca...... 4) armonizzazione e uniformita’ delle condizioni economiche di tutto il personale della struttura bancaria (rimodulazione della solidarieta’, difensiva erogata dai dipendenti).Per questi e altri motivi, i dipendenti della Banca Popolare di Bari scenderanno in strada Lunedì 17 Aprile dalle ore 10 per l’intera giornata con presidi a Bari, Corso Cavour ,19 e Teramo in Corso San Giorgio, 36.
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Commenti
I dipendenti della Tercas, sono come i passeggeri del Titanic
Oh Poverini ! Siccome lavorate troppo ! Ma per FAVORE!!!!
Mi chiedo,ma è mai possibile che un datore di lavoro,come in questo caso la Banca Popolare di Bari,debba costringere i propri collaboratori a scioperare?
Siamo nel terzo millennio e purtroppo,il concetto del non rispetto dei diritti dei lavoratori,e non di collaborazione, fra datore di lavoro e collaboratori è ancora distante anni. luce.
Rispondo a Gian Carlo che evidentemente parla senza cognizione di causa su questioni interne alla Banca e quindi farebbe bene a tacere e ad occuparsi del suo eventuale faticoso lavoro.