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La storia di Giorgio e della sua famiglia...

di Giancarlo Falconi
4 minuti

Quel sentimento religioso che vive tra fede e scienza e sopravvive nella battaglia per la vita di una intera famiglia teramana. Un vero e proprio unicum al mondo. Paolo, Manuela, Bianca e Giorgio.
Ripetete con noi. Paolo, Manuela, Bianca e Giorgio. Quel giorno Bianca rimase immobile. Sembrava imprigionata di colpo nel suo corpo. Metà corpo. Giorgio non era ancora nato e Manuela e Paolo avevano in quel viso d’angelo, riposto tutto il loro desiderio di genitori. La corsa in ospedale, gli esami di rito tra professionisti deludenti, una sanità non pronta e medici non all’altezza di un antico giuramento. La diagnosi fu infausta. Tumore al cervello. Le cure, le visite, le lacrime, la vittoria, i controlli e quel mostro, messo all’angolo. 
Altri medici bravi e seri professionisti.
Il tempo deciderà la storia. Nasce Giorgio. Il debito con la vita sembrava ben pagato per la lotta insieme a Bianca. E invece? Giorgio cominciava ad avere cedimenti nella camminata e spesso per bilanciarsi metteva le mani in tasca. Quei sassi sempre più pesanti.  Esami contro esami. La paura. Manuela studiava tutti i sintomi fino a quella zona rossa ciliegia nella parte posteriore degli occhi. La sua diagnosi, Tay Sachs. Confermata dagli specialisti. Non c’è cura. Troppo rara. I casi in Italia si contano nelle dita di una mano. Una sola mano. Meno di una sola mano. Da poco tempo un piccolo angelo di tre anni è volato via.

 
La malattia di Tay-Sachs è una rara condizione neurodegenerativa ereditaria, in grado cioè di colpire il sistema nervoso in modo progressivo. La condizione ha solitamente esito fatale raggiunti i 3-5 anni di età, spesso a causa delle complicazioni di un’infezione polmonare. I migliori ospedali e i migliori protocolli al mondo. Da Roma a Milano.

Fino alle varie cure sperimentali a cui Giorgio non ha potuto avere accesso perché  con i suoi sei anni risultava in una fase troppo avanzata. Colpa del covid che ha maledettamente rallentato la lotta per la vita dei “casi speciali” con una vera e propria isteria sanitaria. Quella sera Paolo era a Roma in ospedale con Giorgio. Sentiva il bisogno di pregare. Aveva una strana sensazione. C’era molto altro ancora da affrontare. 
Manuela era a Teramo. Pronta per raggiungere la Capitale dopo alcuni personali accertamenti medici. Il covid aveva raggiunto i suoi cari. Poi, il telefono. Un esame che aveva fatto in precedenza aveva avuto esito positivo. Cancro al seno. Doveva essere curata con urgenza ma l’anima di una moglie e di una madre sa che il marito e il figlio avevano bisogno di lei. La corsa verso Roma e quell’abbraccio. La Chemioterapia, la radioterapia, i farmaci biologici e le notti a far respirare Giorgio. Nel frattempo, la forza di un matrimonio fatto di fedi e tanto coraggio. Quel giorno si sono semplicemente ripetuto il loro amore fatto di ogni giorno e di ogni disperazione. Una notte Paolo e una notte Manuela e quel cicalio che anticipa le crisi di Giorgio. Paolo che ha imparato da Giorgio a essere libero dagli schemi di una società che porta al lamento e all’autocommiserazione. Quella mattina in chiesa a Teramo. Uno schema di vita. Pura transizione tra il sentire e il divenire, divino.
Giorgio avvolto tra le braccia di Manuela. La statua della Madonna, a pochi passi.

 Giorgio apre gli occhi e intima sottovoce “ Maria”. Lo avrebbe ripetuto pochi istanti dopo davanti a un padre Cattolico. “ Maria”- Una fitta nel cuore e Manuela mentre sorride a Giorgio che sente e vede il calore della sua mano, ci guarda e ci dice “ La vita è meravigliosa Stiamo provando tanto amore”.  

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Mistero della fede