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Polizia, il SAP di Teramo attacca il Ministero: “Piano di potenziamento inadeguato, organici allo stremo”

di Giancarlo Falconi
3 minuti

La Segreteria Provinciale del SAP di Teramo rinnova le proprie forti perplessità sul nuovo piano di potenziamento della Polizia di Stato, diramato dal Ministero il 12 gennaio 2026, che definisce il numero di operatori destinati ai vari uffici della provincia a partire dal prossimo mese di marzo. Secondo il sindacato, i numeri previsti sono del tutto insufficienti e rappresentano l’ennesima dimostrazione del disinteresse nei confronti del territorio teramano.

Il piano prevede l’assegnazione di cinque ispettori alla Questura e al Commissariato di Atri, due ispettori e due agenti alla Polizia Stradale, due ispettori alla Polizia Ferroviaria e un agente alla Polizia Postale. Una distribuzione che, secondo il SAP, non è in grado di compensare le gravi carenze di organico causate da oltre un anno di mancato turn-over per i pensionamenti.

La Segreteria Provinciale denuncia da tempo una situazione ormai divenuta insostenibile: la progressiva riduzione del personale ha comportato un aumento esponenziale dei carichi di lavoro, con ricadute dirette sia sull’efficienza del servizio sia sulla qualità della vita degli operatori. “Non siamo più di fronte a una cattiva programmazione – afferma il sindacato – ma a una totale indifferenza verso problemi noti e più volte segnalati, sia a livello locale che nazionale”.

Secondo il SAP, si continua a pretendere di garantire maggiore sicurezza con organici appena sufficienti a coprire le attività istituzionali minime, facendo affidamento esclusivamente sul senso di responsabilità del personale. Una strategia che viene definita miope e distante dalle reali esigenze del territorio, perché la prevenzione non può essere “fatta con la calcolatrice in mano” e senza una reale conoscenza delle condizioni operative locali.

Particolarmente pesanti, sottolinea il sindacato, sono le conseguenze sulle condizioni di lavoro degli operatori: turni estenuanti, rinunce sistematiche ai riposi e alle festività, doppi turni e un aumento della reperibilità ben oltre quanto previsto dalla normale programmazione. Una situazione che, oltre a incidere sulla vita privata e familiare, rischia di avere ripercussioni anche sulla salute del personale.

Alla luce di questo quadro, il SAP annuncia una linea dura: non saranno più tollerate violazioni contrattuali, demansionamenti o deroghe organizzative utilizzate per tamponare una carenza di organico che viene definita “consapevole”. Il sindacato avverte che, in assenza di una forza numericamente adeguata ed effettivamente disponibile, non sarà possibile garantire tutti i servizi.

Eventuali disservizi, precisa il SAP, dovranno essere attribuiti esclusivamente alle responsabilità dei vertici del Dipartimento e non agli operatori, lasciati soli a fronteggiare una domanda di sicurezza in costante aumento con risorse sempre più ridotte. Da qui l’appello alle istituzioni locali, ai sindaci e ai cittadini, affinché sostengano la battaglia del sindacato per ottenere rinforzi adeguati e garantire un servizio di sicurezza realmente efficace sul territorio.

Il monito finale è chiaro: “Nessuno potrà dire di non essere stato avvertito”.

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