“Riteniamo che sia giusto che vengano affrontate anche le posizioni”, ha sottolineato Monticelli, “delle altre 12 associazioni del territorio che operano nel mondo culturale. Nel teramano potrei parlare del Braga, della Riccitelli. Cosa propone la Regione per salvare quelle che sono diventate delle vere e proprie istituzioni?”.
Una rivoluzione culturale, va bene una rivoluzione, va bene un rigurgito etico, un rigurgito, dell' ex sindaco di Pineto, Luciano Monticelli.
Tutto tranne a Teramo.
Il Governatore D'Alfonso è democratico nel suo impostare, imporre i dettami politici dell'Abruzzo.
In nome della sua Ragione c'è la Regione.
Una critica della Ragion avuta.
Tutto il resto è l'azione critica dell'Assessore Pepe, il prototipo del politico D'Alfonsiano perfetto.
Non una parola fuori posto, il senso dell'annuimento senza l'ammutinamento.
Monticelli ha detto basta, scusate, Monticelli sarebbe pronto a dire basta.
Avrebbe dovuto comunicare le proprie dimissioni molti punti nascita fa, ma questa è un'altra storia, scusate, la solita storia.
Luciano D'Alfonso è sempre più commissario liquidatore del teramano dove tutto è un colpo di mano regionale.
Teramo sarà accorpata a L'Aquila.
Teramo sarà seconda su due.
Terza su tre e forse, quarta su tre.
Tutto facile, tutto Regione Facile con Mariani & Pepe animati da veri silenziatori.
Il Governatore D'Alfonso in memoria di una lontana zia, deciderà di fare un'altra campagna acquisti per sostituire i dissidenti con il sorriso tra i denti.
Venti che non cambiano perchè questa politica è un miraggio senza l'agio sociale.
Il raggio di Luciano al quadrato si è rotto.
Sotto non c'era nulla.
Monticelli sarà sostituito in maggioranza.
Si apre il mercato di inizio stagione.
Questa è democrazia.
Avanti il prossimo.
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