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Regione Abruzzo: D'Alfonso pronto a salutare il treno di Monticelli

di Giancarlo Falconi
1 minuto

“Riteniamo che sia giusto che vengano affrontate anche le posizioni”, ha sottolineato Monticelli, “delle altre 12 associazioni del territorio che operano nel mondo culturale. Nel teramano potrei parlare del Braga, della Riccitelli. Cosa propone la Regione per salvare quelle che sono diventate delle vere e proprie istituzioni?”.
Una rivoluzione culturale, va bene una rivoluzione, va bene un rigurgito etico, un rigurgito, dell' ex sindaco di Pineto, Luciano Monticelli.
Tutto tranne a Teramo. 
Il Governatore D'Alfonso è democratico nel suo impostare, imporre i dettami politici dell'Abruzzo.
In nome della sua Ragione c'è la Regione.
Una critica della Ragion avuta.
Tutto il resto è l'azione critica dell'Assessore Pepe, il prototipo del politico D'Alfonsiano perfetto.
Non una parola fuori posto, il senso dell'annuimento senza l'ammutinamento.
Monticelli ha detto basta, scusate, Monticelli sarebbe pronto a dire basta.
Avrebbe dovuto comunicare le proprie dimissioni molti punti nascita fa, ma questa è un'altra storia, scusate, la solita storia.
Luciano D'Alfonso è sempre più commissario liquidatore del teramano dove tutto è un colpo di mano regionale.
Teramo sarà accorpata a L'Aquila.
Teramo sarà seconda su due.
Terza su tre e forse, quarta su tre.
Tutto facile, tutto Regione Facile con Mariani & Pepe animati da veri silenziatori.
Il Governatore D'Alfonso in memoria di una lontana zia, deciderà di fare un'altra campagna acquisti per sostituire i dissidenti con il sorriso tra i denti.
Venti che non cambiano perchè questa politica è un miraggio senza l'agio sociale.
Il raggio di Luciano al quadrato si è rotto.
Sotto non c'era nulla.
Monticelli sarà sostituito in maggioranza.
Si apre il mercato di inizio stagione.
Questa è democrazia.
Avanti il prossimo. 

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Commenti

COSÌ PARLÒ BIG LUCIANO ".....voglio una regione gigantesca...venni, vidi, vinsi anche Varone....la gente me l'ha data ( la regione) ,guai chi la tocca......la Regione sono io e L'Aquila val bene una (pro)messa.....in Abruzzo nulla di me è più grande, io sono il dito di Dio! Ma forse Big Luciano sottovaluta i suoi docili alleati, forse ignora l'esistenza di uomini forti e nobili disposti ad accettare le sue dimissioni , andare a casa e rinunciare allo stipendio (il magico dono della fortuna incostante e precaria). Tuttavia lo spettacolo andrà avanti anche se dentro la Regione qualcosa si è fermata per sempre. Big Luciano voleva essere il sole portatore di forza vivificante e irradiante, l'emanazione di conoscenza e sapienza, ma non si è forse reso conto che, rapidamente, sta passando nell'altro emisfero "....come, in sì poc'ora, da sera a mane, ha fatto il sol tragitto....".
Ciuff Ciuff si è fermato il treno . È ora di partire. Luciano ma chi ti consiglia ? Diffida . Ti stanno finendo politicamente.
Lucia' quass se po ti fa fore. Ammandi' che se no ti tocca arveni' a la stazione.
Questo D'Alfonso fa veramente pena!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! La sua incapacità amministrativa la si nota in modo particolare nelle nomine della classe dirigente di quesata Regione. L'Abruzzo ha bisogno di dieci, cento, mille Monticelli.