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Il Bando Te.Am è un problema di trasparenza

di Anonimo
3 minuti

 C'è qualcosa che non va nel nuovo bando del Comune di Teramo che detta i criteri per la scelta del partner privato della municipalizzata TE.AM.!  Come Legambiente  crediamo che si possa e si debba recuperare gli errori per ristabilire nuove e più efficaci modalità di gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti cittadini.

            L'ultimo Rapporto annuale dell'Osservatorio Provinciale di Teramo sui Rifiuti, relativo all'anno 2014, aveva rilevato il peggioramento della performance del Comune di Teramo, sia sulla crescita della produzione dei rifiuti, invece di diminuire, che sulla percentuale di raccolta differenziata, che scende invece di  aumentare. Inoltre, la spesa annuale media provinciale per abitante è di € 190,00, mentre a Teramo sale a € 225,00.                                                                                               In questo contesto Legambiente Teramo sottoscrive la petizione portata avanti dalle consigliere comunali Paola Cardelli e Maria Cristina Marroni per richiedere al Consiglio comunale di Teramo di stabilire nuovi e più avanzati criteri per lo svolgimento della prossima gara entro il 2015.             Quello che apprezziamo della petizione è soprattutto il richiamo all'introduzione della tariffa puntuale, come incentivo alla riduzione dei rifiuti, come "modalità più equa di far pagare ai cittadini il servizio di raccolta e smaltimento in base alla effettiva produzione di ciascun utente", superando i vecchi criteri basati indiscriminatamente sui metri quadri di superficie abitata.             In secondo luogo, come recita ancora la petizione "una assennata gestione del ciclo dei rifiuti  ha come priorità il raggiungimento di obiettivi avanzati di raccolta differenziata", pertanto non si deve derogare dai limiti di legge che imponeva la quota del 65% entro  il 2012 (!),poi condonato e slittato al 2016:un vincoloche la delibera comunale vorrebbe sospendere addirittura per i primi tre anni della nuova gestione... Sarebbe un provvedimento che premia gli amministratori che non rispettano gli obblighi di legge e penalizza quelli virtuosi.             Da tempo Legambiente premia i Comuni ricicloni, consorzi pubblici e aziende che si distinguono per le esperienze innovative di green economy: dagli ecodistretti alle cosiddette "fabbriche dei materiali", ai nuovi  strumenti per la valorizzazione della frazione organica, incluso il compostaggio domestico. Peccato che Teramo non si sia ancora distinta in alcun ambito della filiera dello smaltimento dei rifiuti.  Eppure, una economia "circolare" assicurerebbe più posti di lavoro, minori costi per la realizzazione degli impianti, minori costi di conferimento e nessun onere per lo smaltimento dei residui in discarica.             Il Consiglio comunale di Teramo accolga le osservazioni che provengono dalla società civile insieme ai richiami alla trasparenza amministrativa e ai principi di legalità che vanno estesi alle società partecipate come il caso della TE.AM.

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