Guardia Vomano – Cento anni di vita, di ricordi, di sacrifici e soprattutto di famiglia. Lucia Astolfi, nata a Notaresco il 10 agosto 1926, ha raggiunto il prestigioso traguardo del secolo di vita, circondata dall’affetto dei suoi cari e di quanti, negli anni, hanno avuto modo di conoscerla.
Nel giugno del 1948 sposò Mario Saccomandi, dal quale ha avuto tre figli: Carlo, Anna e Vittorio. Carlo si arruolò nell’Esercito a soli 17 anni e oggi vive a Treviso; Anna risiede a Falconara, mentre Vittorio è rimasto accanto alla madre. Lucia è rimasta vedova all’età di 54 anni.
Ultima di sette figli, cinque maschi e due femmine, fin da bambina si è distinta per la sua grande volontà e per l’attaccamento alla famiglia. Aiutava i genitori nella gestione di una cantina nella pianura di Guardia Vomano, nell’area dove oggi si trova il bar di Rocco. Insieme al padre raggiungeva Giulianova a bordo di un calesse trainato da un asino per acquistare sale e tabacchi da rivendere.
La costruzione di una propria famiglia non le impedì mai di continuare a lavorare. Aiutava il marito nei lavori di sartoria, poiché la coppia era proprietaria di un piccolo laboratorio, e partecipava alle attività agricole, in particolare alla raccolta delle olive e dell’uva.
Nel 1970, insieme ad altri soci, iniziò a gestire un piccolo borsettificio a Guardia Vomano. Successivamente arrivò un’altra importante esperienza professionale: il lavoro da bidella, inizialmente in appalto, presso la scuola di Torrio.
Lucia conseguì anche la licenza elementare da privatista, riuscendo poi ad ottenere un contratto che l’accompagnò fino alla pensione. Furono molti gli anni trascorsi tra i corridoi della scuola e ancora oggi tanti di quei bambini, diventati ormai adulti e genitori, conservano un ricordo affettuoso di lei. Non mancano occasioni per tornare a salutare quella che per tutti è rimasta semplicemente “zia Lucia”.
La sua è stata anche una vita segnata da grandi prove fisiche. Lucia ha affrontato con forza e tenacia 23 interventi chirurgici, senza mai perdere la voglia di occuparsi degli altri.
Con le sue mani ha realizzato lavori all’uncinetto per le nipoti, ha sempre avuto cura della propria famiglia e ancora oggi, nonostante l’età, continua a dispensare affetto, esperienza e consigli ai nipoti e ai pronipoti.
Un secolo di vita che racconta anche un pezzo di storia del territorio: quello delle famiglie numerose, dei viaggi in calesse, del lavoro nei campi e nelle piccole attività artigiane, fino agli anni trascorsi nella scuola.
Oggi, nel giorno di questo straordinario traguardo, attorno a Lucia Astolfi non ci sono soltanto cento candeline, ma cento anni di storie da raccontare e un patrimonio di ricordi che continua a vivere attraverso figli, nipoti, pronipoti e tutte le persone che le vogliono bene.
Commenta