Nasce la prima rete integrata universitaria in Italia per la ricerca e l’innovazione.
Proprio nei territori tragicamente colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016 abbiamo scelto di promuovere la prima rete integrata per la ricerca e l’innovazione, che coinvolge tutte le Università ed i principali centri di ricerca di un territorio.
Finanzieremo l’iniziativa con 60 milioni di euro provenienti dal fondo complementare #Pnrr Aree #Sisma, che si aggiungono ad altri 60 milioni gestiti dall’ Agenzia della Coesione del Ministero per il sud. Dopo l’ordinanza emanata a fine dicembre scorso, ieri abbiamo mosso i primi passi con l’insediamento del Comitato di Indirizzo, dove sono rappresentati , oltre alle Regioni, al MUR e alle strutture del #Governo, gli atenei di Camerino, L’Aquila, Teramo, Chieti- Pescara, Perugia, Macerata, Roma La Sapienza, Tuscia, la Politecnica delle Marche, l’Università per stranieri di Perugia, e Gran Sasso Science Institute, Parco Tecnologico dell’Alto Lazio, Istituto di Geofisica e Vulcanologia e l’Istituto di Fisica Nucleare, che vi aderiscono.
L’obiettivo è la collaborazione e la sinergia di questi atenei e centri di ricerca in alcuni settori chiave: economia circolare e salute (Lazio), #digitalizzazione, valorizzazione, conservazione e fruizione dei beni culturali e ambientali (Umbria), sicurezza e tecnologie agroalimentari, con il completamento del centro Agro-BioSERV (Abruzzo), scienza e tecnica delle ricostruzioni (Marche), in una logica di “hub&spoke”, con quattro poli di coordinamento ed il coinvolgimento di tutte le altre Università per la creazione di una rete di conoscenze anche per favorire la nascita di sistemi imprenditoriali locali.
Oltre ai quattro centri di ricerca, la stessa misura del Pnrr finanzia, con altri 20 milioni di euro, la creazione di una sede decentrata della Scuola Superiore della Pubblica amministrazione all’Aquila.
Si tratta di un progetto in cui credo fortemente e che mi auguro darà una grande speranza ai territori interessati.
Giovanni Legnini
Commissario Straordinario per la Ricostruzione
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Tutto all'Aquila....scuola nazionale vigili del fuoco, centro nazionale protezione civile, scuola allievi ufficiali, camera di commercio del Gran Sasso. Con il terremoto l'Aquila chiave e fotte a Teramo e in Abruzzo. D'Alberto e la sua Giunta pubblicano post su Facebook e parlano di futuro che Teramo non vedrà da capoluogo.
Credo sia doveroso ringraziare persone come il sig. Giorgio. Se non fosse per chi la pensa come lui, l’Abruzzo sarebbe avanti, le opportunità di sviluppo non sarebbero al palo da anni e anni, attraendo idee e progettualità che invece si limitano a girarci intorno e poi scappano.
Le opportunità di sviluppo e gli investimenti, di cui si parla con clamore ogni tanto, per poi sparire dai riflettori, dovrebbero essere seguite nel tempo per capire che risultati hanno e, se non sono positivi, i motivi. Chi fa questo? Nessuno. Sono investiti bene i soldi con obiettivi di crescita collettiva chiari e misurabili? Oppure finiscono per alimentari cerchie ristrette di beneficiari?
Questo mi piacerebbe sapere da abruzzese.
Infine, trovo corretto che le risorse, oltre a essere bene investite, siano anche equamente distribuite sul territorio. Non mi pare che chi si permette di far notare l’eccesso di investimenti pubblici a L’Aquila, che non è un bene a lungo termine neanche per gli aquilani, possa essere incolpato delle carenze e dei ritardi dell’Abruzzo.