Sono mamma di una ragazza autistica di 21 anni, anche noi come tanti coinvolti nei scandalosi tagli effettuati ad agosto dal comune di Teramo.
Abbiamo molto in comune con le altre famiglie che da più di una settimana lottano per il riconoscimento dei diritti all'assistenza dei disabili. Ma abbiamo anche una storia diversa, fatta di ipocrisie e false speranze da parte degli addetti ai servizi sociali.
Mia figlia per 21 anni non ha mai avuto l'assistenza domiciliare gratuita.
È una ragazza molto dolce, riesce a comunicare e ad interagire, a modo suo, con il mondo che la circonda, ma essendo io il suo punto fisso, l'unica persona insieme a mio marito che accompagna le sue giornate, ha creato con noi un rapporto indissolubile, quasi ossessivo che spesso sfocia nel suo completo isolamento verso il resto del mondo e nella sua incapacità di relazionarsi con gli altri, che provoca in lei attacchi di ansia e rabbia completamente ingestibili da parte nostra.
Nel 2012 mi recai al Comune per chiedere che fosse erogato il servizio di assistenza domiciliare anche a mia figlia, ma la risposta fu subito negativa in quanto non vi erano fondi per poterlo effettuare.
Due anni fa mi fu diagnosticato il tumore al seno e il mio primo pensiero fu quello di mia figlia, cioè chi si sarebbe preso cura di lei nella mia assenza dovuta all'operazione a cui dovevo sottopormi e durante il periodo della delicata convalescenza.
Mio marito lavora e i permessi che ha non bastavano per potersi occupare di mia figlia.
Tornai cosi nuovamente in Comune e fui invitata a ripresentare il nuovo isee in quanto l'assessore Misticoni aveva introdotto una nuova riformulazione atta anche all'inserimento di nuovi casi in lista di attesa come ad esempio mia figlia.
Mi fu detto che dato il mio isee esiguo saremo sicuramente rientrati a beneficiare dell'assistenza.
Gli ultimi giorni di luglio, quando uscì la graduatoria, ci fu una grande sorpresa.
Il nostro isee sforava il tetto dell'isee di 1000 euro e per questo abbiamo visto erogarci solo 2 misere ore di assistenza gratuita a settimana, e a pagamento le restanti ore.
Inutile spiegare la delusione! Avevamo aspettato così tanto e l'aiuto, dato la mia condizione precaria di salute attestata da una invalidità al 100 per 100, serve sempre di più. Ho chiesto spiegazioni. Ho chiesto perché solo queste 2 ore che certo non possono aiutarmi minimamente!
Dalla parte dei servizi sociali non ho trovato nulla se non indifferenza.
Siamo ancora soli e le istituzioni non ci degnano di una parola, anzi.
Ho notato una certa insistenza nel chiedermi addirittura di rinunciare alle ore di servizio a cui dovevo compartecipare con una spesa di 16 euro l'ora. L'amaro in bocca non passa. Il nostro tetto isee è basso, mia figlia non usufruisce di nessun altro servizio. Eppure ancora una volta mi sento sola e sento che mia figlia non ha la tutela che le è garantita per legge.
Perché tutto questo silenzio ?
Perché ancora una volta siamo stati abbandonati da chi ci aveva promesso di aiutarci?
Lettera Firmata
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