L'ultimo studio sul quartiere Gammarana è del consigliere comunale Maurizio Verna.
Si legge " Gli interventi in fase di progettazione e realizzazione nel quartiere Gammarana, attraverso l’applicazione delle schede di integrazione urbana previste dal Piano regolatore del 2006, denotano in generale una bassa qualità, oltre che la mancanza di una visione di sviluppo unitaria. Il tutto rimanda a qualità e tipologie tipiche di un sobborgo commerciale di altre realtà abruzzesi, come nell’hinterland pescarese. Un’area come quella della Gammarana non può essere considerata tale perché riveste un’importanza strategica per il resto della città capoluogo. Inoltre, ritengo che l’Amministrazione non possa accontentarsi del mero risanamento ambientale, ma debba andare oltre. Bisogna innanzitutto coordinare le varie schede con una visione unitaria aprendo una discussione con i cittadini del quartiere, esplicitare le necessità pubbliche per poi arrivare all’elaborazione di un dettagliato piano di zona, nel quale dovranno essere rivisitati soprattutto le funzioni e gli spazi pubblici e le connessioni viarie, pedonali e ciclabili.
Le proposte che in questi giorni arrivano dai Comitati mi sembrano interessanti e da plasmare all’interno di un modello di pianificazione partecipata. Altro impegno che l’amministrazione dovrebbe assumere è quello di prevedere dei concorsi di idee e bandi di progettazione per cercare di elevare la qualità urbana degli interventi nell’area. La ragione della nascita delle schede di integrazione urbana nel Piano regolatore, alla Gammarana come in altre parti della città, è stata finora quella di arrivare ad una riqualificazione ad ogni costo, spesso meramente di facciata. Oggi non possiamo più permettercelo. Inoltre, all’interno di questa pianificazione di zona sarebbe fondamentale considerare tutte le opzioni possibili per un eventuale prolungamento della linea ferroviaria verso ovest, con la speranza che la metropolitana di superficie diventi più importante nel sistema di trasporto pubblico provinciale.
Ci siamo spesso occupati di un'area industriale abbandonata che insiste proprio nel cuore del quartiere della Gammarana.
Valdo Di Bonaventura ci racconta i motivi di un intervento sociale e sanitario, atteso da anni.
Il video https://www.youtube.com/watch?v=XgDC-eCN-0U
Commenta
Commenti
Sig. Assessore,
nell'apprezzare l'impegno dell'Amministrazione comunale a bonificare aree degradate - compito sicuramente non facile - si deve purtroppo constatare che non sempre le richieste dei cittadini al riguardo vengono ascoltate, come ad esempio le istanze relative al decespugliamento e alla bonifica della scarpata tra Via Flajani, Via Tordino e Via Piave, diventata una piccola foresta pluviale a seguito delle abbondanti piogge dei mesi scorsi e - probabilmente - una discarica se occhio riuscisse a vedere all'interno della fitta vegetazione. Gli "orti" abbandonati retrostanti agli alloggi ex IACP delle "casette basse" di Via Piave hanno, invece, bisogno - sostanzialmente - solo di decespugliamento. Ovviamente il compito spetta all'Ater che, però, fa orecchie da mercante. Ma, allora, perché il Settore V del Comune non diffida l'Azienda a provvedere, pena l'applicazione delle sanzioni previste dall'art. 42 del Regolamento edilizio, come richiesto l'ultima volta in data 17 ottobre u.s.? Occorre, inoltre, Sig. Assessore, come già fatto presente nella citata nota, procedere all'abbattimento di un albero di noce secco, cresciuto su territorio "ateriano", e che incombe minaccioso sullo "stradone".
"Fusse che fusse la vorta bbona"! soleva esclamare il grande Nino Manfredi...
invece dell' accanimento terapeutico di cui é vittima il Centro storico , tipo rifare i Corsi,solo un grande spreco, e i vari parcheggi catacombe sovrastimati e inutili, concordo che manca una "visione unitaria" della cittá tutta .Goldrake,funivia sopra al Michelangelo ,la cittá sotterranea di Chiodi , museo del gatto , queste al momento le aperi-visioni di Teramo