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Quando un abbraccio vale più di mille parole: il grazie di una famiglia a un infermiere

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Ospedale Mazzini di Teramo.

Ci sono gesti che non finiscono in una cartella clinica e non rientrano nei protocolli sanitari, ma che lasciano un segno indelebile nella vita delle persone. È il caso di un giovane infermiere che, al termine del proprio turno di lavoro, ha deciso di fermarsi accanto a una famiglia appena colpita da un grave lutto.
A raccontare l'episodio sono i familiari della persona scomparsa, che hanno voluto rendere pubblico il loro ringraziamento. Dopo una lunga malattia affrontata con forza, cure e grande dignità, la perdita del loro caro aveva lasciato tre fratelli nel più profondo sconforto.
In quel momento, mentre le lacrime prendevano il sopravvento, il giovane infermiere li ha notati. Si è presentato, si è seduto accanto a loro e, senza alcun obbligo, ha offerto ciò che in quell'istante era più prezioso: un abbraccio, la disponibilità ad ascoltare e il tempo necessario per lasciar parlare il dolore.
«La nostra non è una lettera dettata dal pietismo – scrivono i familiari – ma il desiderio di dire grazie a una persona che, pur essendo fuori servizio, ha scelto di restare accanto a noi nel momento più difficile».
Una testimonianza che mette in luce il volto più autentico della sanità: quello fatto di professionalità, ma anche di sensibilità e vicinanza umana. Perché ci sono cure che non passano attraverso farmaci o strumenti, ma attraverso l'ascolto e la capacità di condividere, anche solo per pochi minuti, il peso della sofferenza. E sono proprio questi gesti, silenziosi e sinceri, a restituire fiducia e speranza nell'umanità.

Immagine IA

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