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Carcere: Il suicidio di mio figlio

di Giancarlo Falconi
1 minuto

«Nel 2022 si sono suicidate 84 persone all’interno delle carceri italiane: 78 uomini e 5 donne – le donne rappresentano il 5% delle persone detenute nelle carceri. È il numero più alto di suicidi registrato in Italia dal 2000. I dati relativi agli anni Novanta suggeriscono che il tasso di suicidi non era mai stato così alto». Leggete i dati di Antigone.  Potrei continuare con altre cifre; un suicidio ogni 5 giorni nel 2023; il costo di ogni giorno di un detenuto? 137 euro. Quanto restituisce il carcerato allo stato ogni giorno? Circa cinque euro con dei lavori che sono quasi sempre destinati all’interno del carcere e non come in alcuni Istituti penitenzieri in alcune colonie agricole dove è possibile anche imparare e formarsi per un lavoro quando si finirà di scontare la pena detentiva.

La nostra storia è di una madre che aveva un figlio, giovane, appena 22 anni detenuto in un carcere italiano. Lei teramana, il marito pescarese. Ci raccontano che il figlio ora non c’è più,
da tempo. Uscito era un’altra persona.

Aveva commesso il reato di rapina con alcuni amici. Aveva sbagliato e pagato. Era completamente spento, depresso e devastato nell’anima. Si è ucciso nella sua camera dopo alcuni giorni. Dopo che non riusciva a dormire, dopo che aveva mostrato la dipendenza da alcuni psicofarmaci; dopo tanti attacchi di panico. Oggi, i genitori, aiutano con un’associazione, altri genitori con i figli in carcere. Psicologi a disposizione con incontri mirati all’ascolto. C’è bisogno di giustizia e della pietas umana.

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