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Disabili: Cari teramani vi scrivo per raccontarvi la Verità...

di Anonimo
5 minuti

Carissimi teramani,

a scrivervi è una vostra concittadina, Sabrina Serafini, che da settimane sta lottando con le unghie e con i denti per vedere riconoscere i diritti fondamentali del proprio figlio. Il suo nome è Franco Di Luciano, ha 18 anni e dalla tenera età di due anni è affetto da una grave forma di autismo che gli impedisce di parlare e vivere una vita serena e spensierata. L’incapacità di esprimersi lo porta spesso a vivere momenti di irrequietezza e aggressività difficili da gestire per me e per tutti coloro che gli stanno intorno. All’irrequietezza fa seguito un’ iperattività tuttaltro che facile da controllare oppure un estremo distacco. Esistono poi altri sintomi, strettamente connessi all’autismo, che rendono mio figlio totalmente dipendente da me. Le assistenti domiciliari, figure di supporto e progresso per la condizione di Franco, rappresentano quindi il perno fondamentale per la sua esistenza e quella di noi familiari. Lo spiego a voi, certa di essere compresa, perché le istituzioni e nello specifico la Giunta comunale di Teramo sembrano aver alzato un muro insormontabile davanti all’assistenza domiciliare e in generale di fronte ai diritti dei disabili gravi come mio figlio e tanti altri. Di fatto l'attuazione dei nuovi requisiti ha portato l'impossibilità da parte delle famiglie nel sostenere l'onere economico imposto, dovendo quindi rinunciare ai servizi e anche per chi è esente dal pagamento le ore sono drasticamente diminuite.

Probabilmente gli attuatori di questo decreto erano certi che, con l’afa di agosto e le vacanze in corso, nessuno si sarebbe accorto di questa ignobile decisione. Ma per un disabile che si trova senza il minimo sostegno, per le famiglie abbandonate al loro dramma quotidiano, non esistono ferie e il Ferragosto è un giorno difficile come tutti gli altri. Dove troverà mio figlio il contatto con il mondo esterno rappresentato unicamente dalle figure delle operatrici? Chi potrà gestire i suoi momenti di aggressività? Come potrà coltivare i lievi progressi compiuti grazie al lavoro instancabile delle assistenti? Il vuoto, ecco cosa è riuscito a generare questo decreto: un grande ed incolmabile vuoto per i disabili. Io però non mi sono data per vinta, ho capito che questa volta la rassegnazione si sarebbe trasformata nell’alibi morale e nel successivo menefreghismo di chi governa questa città. Io non ci sto a vedere mio figlio perdere i diritti e regredire nell'isolamento sociale. Ho deciso quindi di lottare e a coloro che hanno definito questa mia battaglia come una semplice spettacolarizzare del problema io auguro, con tutto il cuore, di non avere mai figli o nipoti come Franco perché sono certa che cambierebbero immediatamente opinione in merito alla mia protesta. Il 3 agosto io, mio figlio, gli operatori, i disabili e le loro famiglie, abbiamo dimostrato pacificamente la nostra indignazione sotto la sede del Comune di Teramo. Giornali, emittenti locali, esponenti politici, associazioni di settore, hanno partecipato e continuano a supportarci nella lotta.

E voi? Non rispondetemi: «noi ci siamo col cuore» perché il cuore non basta più ma occorre metterci la faccia e far sentire la propria voce oltre i confini della città e della regione. Ma per questo c’è bisogno del vostro aiuto, un’intera città al fianco di chi non può difendersi da solo e ha bisogno del sostegno di tutti. Occorre uscire dalla spirale di che involontariamente alberga in ognuno di noi e unirsi per far cancellare l’infame decreto che condanna i disabili teramani. Il tempo è poco, le operatrici continuano ad aiutare mio figlio in maniera completamente volontaria cercando di fare il possibile. Tuttavia la carenza di ore settimanali si percepisce e mio figlio è ogni giorno più aggressivo e gradualmente tende ad chiudersi in sé stesso con conseguente abbattimento morale e fisico per me e la mia famiglia. E’ una battaglia civile e morale poiché l’assistenza domiciliare è riconosciuta anche dalla Carta Onu sui diritti dei disabili (art. 19). Sono certa che ognuno di voi, in particolare coloro che non sono toccati dal problema, la combatterà: ciò che apparentemente non ci riguarda un giorno potrà toccarci da vicino e solo in quel momento capiremo, con grande rimpianto, la colpa della nostra indifferenza. Non aspettate che venga quel giorno, sollevate ora la vostra voce indignata insieme a me, a Franco e a tutti i disabili. Certa del vostro prezioso sostegno

Sabrina Serafini ( la voce di Franco)  

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Con voi oggi e sempre. Quali iniziative volete prendere?
Cara Sabrina, a mia moglie oltre ad aver tagliato drasticamente le ore, quelle rimaste le dobbiamo pagare con (secondo loro) una piccola compartecipazione mensile di 160 Euro. Mia moglie ha iniziato a rinchiudersi in se stessa e comincia ad essere intollerante su tutto, una fase che io purtroppo già conosco. Lei in questo momento si sente di nuovo un peso per la famiglia, motivo di preoccupazione sono le 160 Euro che non sappiamo dove prenderli (Noi abbiamo accettato con il dopo si vedrà), motivo di malessere perchè ora deve chiedere uno sforzo in più alle sue figlie e a suo marito, privando loro, per colpa sua, del tempo libero e libere decisioni. Adesso io che sono suo marito le sarò il più vicino possibile, cercando di non coinvolgere le mie figlie che meritano di vivere la loro adolescenza. Ma ho paura che ricade in quel maledetto vortice che si chiama depressione, e non la depressione dovuta a una bolletta non pagata. Ho paura che ritorni la necessità di un ricovero, che sicuramene alle tasche del contribbuente costa giornalmente molto di più che di poche ore di assistenza. Ma per la Misticoni un ricovero sarebbe un tocca sana, perchè si interromperebbe l'assistenza domiciliare e quindi non pagherebbe più il comune ma la regione. Già, in fondo per loro, e solo questione di numeri. Cara Sabrina, Caro Franco, Spero e supplico le assistenti di aiutarci ad organizzare un incontro tra noi tutti , nessuno escluso, per poter decidere insieme una linea da seguire e nominare un o due nostri portavoce che dovrnno partecipare il giorno 25 all'incontro come promesso dal sindaco.
Una nazione che se ne frega dei propri cittadini e si preoccupa ogni santo giorno degli immigrati, è una nazione che merita solo la Rivoluzione, quella seria.
Io sto con voi ... Io sto con Virginia !!!
sono con voi, letteralmente allibito per l'assoluta mancanza di sensibilità
L'UNIONE FA LA FORZA.......tutti gli operatori delle cooperative combattono insieme per difendere i diritti degli anziani e disabili........ Sono un'attenta osservatrice e quello che vedo giorno dopo giorno non mi piace......i valori umani si sono persi via facendo...Cari politici pensate che noi ci fermeremo? vi sbagliate.....
Sono con voi...aggiornateci su eventuali iniziative da prendere