TERAMO – La sicurezza di una città non può essere misurata soltanto sulla capacità di intervenire quando un episodio si è già verificato. La vera sfida resta quella della prevenzione, della presenza sul territorio e della capacità di intercettare per tempo situazioni di degrado e disagio sociale.
Questa notte, nel pieno centro storico di Teramo, tre persone hanno dormito nei sacchi a pelo nei pressi del Duomo, mentre un altro uomo ha trascorso la notte in piazza Sant’Agostino.
Episodi che, al di là delle singole condizioni personali e sociali, riportano ancora una volta l’attenzione sulla gestione degli spazi pubblici durante le ore notturne.
Soltanto nella notte precedente erano stati inoltre segnalati diversi schiamazzi riconducibili a situazioni di ubriachezza molesta, episodi che non risultano direttamente collegati alle persone trovate a bivaccare.
Due fenomeni differenti, dunque, ma che finiscono per porre la stessa domanda: quale modello di prevenzione vuole adottare Teramo per il proprio centro storico e per i quartieri?
Il tema dovrebbe entrare con forza nel prossimo tavolo sulla sicurezza, coinvolgendo in maniera strutturale anche la Polizia Locale, chiamata a svolgere un ruolo sempre più importante non soltanto sul fronte della viabilità ma anche nel controllo urbano e nella prevenzione del degrado.
Tra le ipotesi da valutare potrebbe esserci l’istituzione di una vera squadra antidegrado, affiancata da una presenza più costante sul territorio di agenti della Polizia Locale e dal rafforzamento del modello dei poliziotti e carabinieri di quartiere.
Perché intervenire dopo una segnalazione è necessario. Ma una città realmente sicura deve provare soprattutto ad arrivare prima: conoscere le aree più sensibili, presidiare i luoghi maggiormente esposti e affrontare insieme sicurezza, degrado e disagio sociale prima che diventino emergenza.
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