TERAMO – Hanno portato via i gioielli, ma il furto più doloroso non si misura in denaro. Tra gli oggetti spariti da una casa di Villa Mosca ci sono il cappello da alpino, le medaglie e alcuni ricordi appartenuti al marito della proprietaria, morto anni fa.
È accaduto domenica mattina. Ignoti sono riusciti a entrare nell’abitazione di un’anziana del quartiere teramano approfittando evidentemente dell’assenza o di un momento favorevole, rovistando all’interno e portando via diversi preziosi.
Nel bottino sono però finiti anche oggetti che per la proprietaria rappresentavano qualcosa di molto più importante: il cappello di feltro con la penna nera appartenuto al marito alpino e le sue medaglie, conservati gelosamente dopo la sua scomparsa.
Una piccola memoria familiare che la donna aveva custodito all’interno di una sorta di cappelletta dedicata al marito, insieme ai ricordi più cari della loro vita.
Il furto assume un significato ancora più particolare per una singolare coincidenza. Proprio mentre a Teramo venivano portati via quei simboli, una rappresentanza della sezione Abruzzo degli Alpini, con gli alpini teramani guidati dal presidente Tonino Di Carlo, si trovava a Vessillo Lanzada, in Valtellina, nell'ambito del gemellaggio con Lanzada e per commemorare la tragedia dello Scerscen, nella quale persero la vita cinque alpini abruzzesi.
Una giornata dedicata alla memoria delle penne nere che, a centinaia di chilometri di distanza, si è incrociata con il dolore privato di una famiglia teramana.
La signora, raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione, è profondamente amareggiata. Il pensiero non va tanto al valore dei gioielli rubati quanto a ciò che nessuna assicurazione e nessun risarcimento potranno mai sostituire.
Per questo ci ha chiesto di lanciare un appello.
Chi ha preso il cappello e le medaglie potrebbe anche disfarsene, magari considerandoli oggetti senza particolare valore. Per quella donna, invece, sono una delle ultime presenze concrete del marito.
E allora l’appello è semplice: restituite almeno il cappello con la penna nera e le medaglie. Anche senza farvi riconoscere, anche lasciandoli in un luogo dove possano essere recuperati.
Perché un gioiello può essere ricomprato. Un ricordo no. E quella vecchia penna nera, per una vedova di Villa Mosca, non è un cappello qualsiasi: è ancora suo marito.
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