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Giulianova, via Gorizia tra degrado e disagio sociale: il sottopasso trasformato in rifugio notturno

di Giancarlo Falconi
2 minuti

GIULIANOVA – Di giorno è un passaggio utilizzato da residenti, pendolari e turisti. Di notte, invece, il sottopasso di via Gorizia finirebbe sempre più spesso per trasformarsi in un dormitorio improvvisato.
A segnalarlo sono alcuni cittadini e, in particolare, il nostro amico L.C., che racconta una situazione riscontrata ormai in diverse occasioni.
«Siamo passati di lì già sei volte, in nottate differenti, e abbiamo trovato persone che dormivano nel sottopasso, in condizioni davvero pietose», è la testimonianza arrivata alla nostra redazione.
Un quadro che pone sullo stesso piano due problemi distinti ma inevitabilmente collegati: da una parte il degrado e la percezione di insicurezza di chi attraversa la zona nelle ore serali e notturne, dall'altra il dramma sociale di persone che sembrano non avere altro luogo in cui trascorrere la notte.
Da qui le domande dei cittadini: quelle persone sono state identificate? Sono stati effettuati controlli? Esiste un percorso di assistenza per evitare che il sottopasso diventi definitivamente un rifugio di fortuna?
«Possibile che nessuno riesca a fare nulla?», si legge nella segnalazione.
La questione assume un peso ancora maggiore considerando la posizione di via Gorizia, punto di collegamento utilizzato anche da chi deve raggiungere o lasciare la vicina stazione ferroviaria. Per questo viene richiesta una presenza più costante nelle ore notturne e un'attività di controllo capace di restituire tranquillità a chi attraversa la zona.
Ma ridurre tutto a una semplice questione di ordine pubblico sarebbe altrettanto sbagliato. Chi dorme a terra in un sottopasso racconta, prima ancora del degrado urbano, una condizione di marginalità che dovrebbe chiamare in causa anche servizi sociali, strutture di accoglienza e istituzioni competenti.
Via Gorizia non può diventare un luogo che i cittadini imparano ad evitare dopo il tramonto e, allo stesso tempo, non può rappresentare l'unica alternativa alla strada per chi non ha un tetto. Servono risposte, controlli e assistenza. Perché lasciare che la situazione si trascini significa soltanto trasformare un'emergenza visibile a tutti in una nuova normalità.

 

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