Sul sito del comune di Teramo c’è scritto tutto e il tutto è anche un invito alla visita. « L’area archeologica è stata localizzata nel 1961 nei pressi della chiesetta rurale di S. Maria della Cona ed stato in seguito nuovamente scavato a partire dal marzo del 2000. Le strutture riemerse appartengono ad una vasta area sepolcrale interessata da deposizioni che coprono un arco cronologico dall’VII sec. a.C. fino ad età imperiale. Si tratta di una necropoli italica del VII-VI sec. a.C. e di una necropoli romana ad incinerazione di età repubblicana, il cui utilizzo, con tale rito, è noto fino ai primi decenni del II sec. d.C., quando si riafferma l’inumazione con tombe alla cappuccina. Della necropoli italica, sono stati individuati due nuclei di sepolture monumentali distinti per tipologia e localizzazione». E poi ancora «All’interno della sepoltura furono recuperati frammenti a transenna e una statua in marmo bianco databile al I sec. d.C. raffigurante il defunto in veste di togato, ora perduta. un’anfora». L’apertura su richiesta e qui ci permettiamo di sorridere perchè a chi si dovrebbe fare tale richiesta? E nessuno rispose.
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Commenti
Non è necessario tenere aperte a forza le
necropoli antiche, sono pleonastiche
Basta e avanza quella moderna, a cielo aperto, la necropoli del triduo pasquale fatta di sepolcri e Gin Tonic, di sdijuno e coca
La necropoli permanente della Teramo da bere
Tanto chi ci va? I teramani si fanno le tazze e mangiano le mazzarelle
C'è poco da vedere, solo erbacce e pietre antiche....
Un plauso a Massimo che ha colto nel segno! Ogni tanto si pubblicano articoli di denuncia sui siti archeologici chiusi ( e alcuni politici ne fanno un cavallo di battaglia ) ma quando i medesimi siti vengono aperti se si arriva ad una decina di visitatori è grasso che cola! Doverosa precisazione: nella seconda foto compare il Tempio della Cona non visitabile in quanto è un cantiere e non è nella gestione comunale.