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Teramo, tensione ai Giardini Marcozzi: rissa nel pomeriggio, passanti costretti a cambiare strada

di Giancarlo Falconi
1 minuto

TERAMO – Un giardino pubblico che dovrebbe rappresentare un luogo di incontro, passeggiate e tranquillità, ma che continua a essere al centro di segnalazioni preoccupanti. Ai Giardini Marcozzi di Teramo, secondo quanto riferito da alcuni frequentatori, si registrerebbe un continuo viavai di persone, alcune delle quali straniere, che si sposterebbero in bicicletta e avrebbero contatti frequenti con soggetti indicati come piccoli spacciatori e consumatori di sostanze stupefacenti.
 

L'ultimo episodio risalirebbe al pomeriggio di ieri, venerdì 6 novembre, quando all'interno dei Giardini Marcozzi sarebbe scoppiata una breve rissa tra alcune persone. La tensione avrebbe spinto diversi passanti a cambiare direzione, preferendo allontanarsi piuttosto che rischiare di trovarsi coinvolti nello scontro.
Un episodio che riporta al centro dell'attenzione il tema della sicurezza e della possibilità, per i cittadini, di frequentare liberamente gli spazi pubblici senza il timore di assistere a comportamenti violenti.

Il continuo movimento di biciclette, gli incontri sospetti e la presenza di persone che, secondo le segnalazioni, gravitano attorno al consumo e al piccolo spaccio di droga alimentano un clima di crescente preoccupazione. Naturalmente, saranno gli eventuali accertamenti delle autorità a stabilire se dietro questi movimenti si nascondano effettivamente attività illecite.
Resta soprattutto un interrogativo: è accettabile che alcuni cittadini debbano modificare il proprio percorso per evitare una rissa all'interno di un giardino pubblico?
 

I Giardini Marcozzi appartengono alla città e ai suoi abitanti. La loro frequentazione non dovrebbe essere condizionata dalla paura o dalla necessità di evitare determinate zone. Servono attenzione, controlli e una presenza capace di restituire tranquillità a chi desidera semplicemente attraversare o frequentare uno spazio verde.
 

Perché quando sono i cittadini a dover cambiare strada per evitare situazioni potenzialmente pericolose, il problema non riguarda più soltanto il decoro urbano, ma il diritto di vivere la propria città in sicurezza.

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