Caro Direttore, vorrei raccontarle in poche righe la morte di mio figlio.
Poche ore fa ho deciso di scriverle dopo aver letto sul Corriere della Sera, l'incipit di un articolo di Alessandro D'Avenia, " Qualche giorno fa una ragazza si è tolta la vita con una sciarpa nel bagno di un’università milanese: nel biglietto d’addio chiedeva scusa per i suoi fallimenti. Vorrei andare oltre la critica alla cultura della performance per capire piuttosto come curare in tempo le ferite che uccidono, fisicamente o spiritualmente, i futuri ventenni.".
Mio figlio ha deciso di non voler continuare a vivere, ( nel mondo quasi 46.000 adolescenti muoiono a causa di suicidio ogni anno - più di uno ogni 11 minuti. La maggior parte delle 800.000 persone che muoiono per suicidio ogni anno sono giovani e questa è la quinta causa di morte tra i 15 e i 19 anni.) lasciandomi sola, senza che mi fossi accorta del suo malessere adolescenziale. Qualche segnale di silenzi nel tempo, di un carattere introverso ma non siamo riusciti a comprendere in tempo.
Dopo la sua morte io e mio marito ci siamo lasciati. Quella stanza vuota era diventata l'eco dei nostri momenti intimi. Ho provato ad indagare con alcuni suoi compagni di scuola fino a quando ho capito.
Mio figlio aveva paura della sua omosessualità. Caro Giancarlo, lei non sa quanto mi abbia fatto male. Mio figlio si è ucciso perchè aveva paura di raccontare la sua omosessualità? La mia non è una ripetizione in poche righe ma il mio tormento.
Mio figlio non c'è più e sempre parlando con alcuni suoi coetanei ho compreso anche che in tanti condividevano queste paure. Li possiamo aiutare?
Giancarlo ci aiuta?
Possiamo salvare i tanti mio figlio che sono ancora in bilico? Io ci sono e sono convinto che lei con il suo modo di essere e fare, potrà aiutarci. Grazie perchè per me la morte di Luca è una ragione di vita.
Lettera Firmata
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Povera signora... Ma in passato questo era un problema grave, passibile di risvolti penali, mentre oggi la diversità è accettata di buon grado (se ne fanno addirittura scenette in pubblicità), e chi la pensa diversamente sta ben zitto se vuole essere accettato dalla società... Questi ragazzi che rinunciano a vivere hanno problemi di depressione primaria. L'omosessualità non spiega del tutto il tragico gesto.
Omosessualità indotta dal movimento woke. Diciamole le cose se vogliamo cambiarle.
Si devono salvare da soli.....hanno un cervello.
Purtroppo il mondo è pieni di imbecilli che credono che un omosessuale sia da deridere, da bullizzare, da maltrattare, non capendo, per scarsa o nulla intelligenza, che sono persone come noi, con i loro sentimenti, la loro anima, il loro modo di vivere l'amore e la sessualutà in modo diverso dal crisma del popolo. Povero ragazzo. Capisco bene lo sfogo e l'amarezza della madre di Luca, e accuso tutti quelli che maltrattano e deridono un omosessuale.