La vicenda si muove su un terreno delicato, dove si intrecciano aspetti giudiziari, opportunità politica e responsabilità etica. Con una premessa necessaria: in uno Stato di diritto vige il principio del garantismo e una condanna di primo grado non rappresenta una sentenza definitiva. L'ordinamento prevede infatti ulteriori gradi di giudizio e la possibilità che il verdetto venga confermato, modificato o ribaltato.
Accanto al piano giudiziario, però, esiste quello della valutazione politica e morale. Ed è proprio su questo aspetto che si concentrano alcuni interrogativi rivolti al neo sindaco di Isola del Gran Sasso, Giancarlo Di Marco.
La domanda centrale riguarda la candidatura e la successiva elezione di Emiliano D'Agostino. Il sindaco era a conoscenza dell'esistenza di una sentenza di condanna in primo grado per lesioni nei confronti della convivente, attribuita a una persona con lo stesso nome del consigliere eletto? E, nel caso di identità accertata, quali valutazioni politiche hanno portato comunque alla sua candidatura?
Nel provvedimento emesso dal Tribunale di Teramo il 12 giugno 2024 si legge che l'imputato è stato dichiarato colpevole del reato contestato e condannato a un anno di reclusione, con pena sospesa, oltre al risarcimento del danno in favore della parte civile e al pagamento delle spese processuali.
Resta tuttavia da chiarire un elemento fondamentale: se il consigliere comunale eletto sia effettivamente la stessa persona destinataria della sentenza. Un eventuale caso di omonimia cambierebbe radicalmente il quadro e renderebbe necessaria una rettifica. Se invece l'identità dovesse coincidere, si aprirebbe inevitabilmente una riflessione sull'opportunità politica della candidatura e sulla consapevolezza della coalizione che ha sostenuto l'attuale amministrazione.
Gli interrogativi vengono estesi anche all'intero gruppo politico che ha sostenuto il sindaco e alla consigliera comunale Amelide Francia per sensibilità e stima. La coalizione era informata della vicenda giudiziaria? Sono state effettuate valutazioni preventive sull'impatto politico ed etico di quella candidatura?
Si tratta di domande che non riguardano il principio di presunzione di innocenza, che resta intatto fino all'esito definitivo del procedimento, ma il rapporto tra rappresentanza pubblica, credibilità delle istituzioni e sensibilità verso reati che coinvolgono presunte e accertate violenze all'interno delle relazioni affettive.
Per questo motivo si attendono eventuali chiarimenti da parte del sindaco Di Marco, del consigliere interessato e dell'intera maggioranza. Risposte che potrebbero contribuire a fare chiarezza su una vicenda destinata ad alimentare il dibattito politico locale nei prossimi giorni.
Se tutto ciò che abbiano esposto non ha il moto di provocare un solo dubbio sulla condotta politica, il sindaco Di Marco potrebbe delegare il consigliere D'Agostino alle Pari Opportunità.
Chiamatelo, se volete, mondo alla rovescia.
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