Il precetto pasquale costituisce il terzo comandamento della Chiesa (“ricevere il sacramento dell’Eucaristia almeno a Pasqua”) e garantisce un minimo nella ricezione del Corpo e
del Sangue del Signore, in relazione al periodo pasquale, origine e centro della
liturgia cristiana. Ieri mattina, nella ex sede della Banca Tercas, dell’ospedale Mazzini di Teramo, il vescovo di Teramo e Atri, sua eccellenza, monsignor Lorenzo Leuzzi ha ricordato l’importanza della preghiera, dell’ascolto, del ruolo dei sanitari, della presenza di Dio nella sofferenza, dell’eterno dualismo tra fede e scienza. Una omelia incentrata sulla carità e sulla capacità di aiutare gli altri attraverso la possibilità di sentire la presenza di Dio. Una parola e la richiesta di una preghiera per Carlo
Vicentini e la sua famiglia. Un piccolo passaggio veloce e cattolico. Stessa sintonia per il direttore generale dell’asl di Teramo, Maurizio Di Giosia che non ha aggiunto altro al ricordo sulla famiglia
Vicentini che un istituzionale e intenso saluto. Luana Di Silvestre, storica infermiera del reparto di Urologia ha avuto la possibilità di leggere una lettera alla fine della funzione. « Il cuore devastato
per la perdita della famiglia Vicentini».Fa i nomi Luana, i nomi di Carlo, Carla, Massimo e Alessandra senza giudicare, condannare e senza cercare una giustificazione che non può esistere ma solo esprimendo il grande, immenso, dolore per quello che è successo. Luana ha parlato e letto anche per i suoi collegh ie colleghe, uniti nel dramma di una Pasqua vestita a lutto e di riflessioni.
Nel messaggio di Papa Francesco per la santa Pasqua si leggeva « Risuona nella Chiesa sparsa in tutto il mondo l’annuncio dell’angelo alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. E’ risorto ... venite guardate il luogo dove era stato deposto» (Mt 28,5-6).Questo è il culmine del Vangelo, è la Buona Notizia per eccellenza: Gesù, il crocifisso, è risorto! Questo avvenimento è alla base della nostra fede e della nostra speranza: se Cristo non fosse risorto, il Cristianesimo perderebbe il suo valore; tutta la missione della Chiesa esaurirebbe la sua spinta, perché è da lì che è partita e che sempre riparte. Il messaggio che i cristiani portano al mondo è questo: Gesù, l’Amore incarnato, è morto sulla croce per i nostri peccati, ma Dio Padre lo ha risuscitato e lo ha fatto Signore della vita e della morte. In Gesù, l’Amore ha vinto sull’odio, la misericordia sul peccato, il bene sul male, la verità sulla menzogna,la vita sulla morte.
Per questo noi diciamo a tutti: «Venite e vedete!». In ogni situazione umana, segnata dalla fragilità, dal peccato e dalla morte, la Buona Notizia non è soltanto una parola, ma è una testimonianza di amore gratuito e fedele: è uscire da sé per andare incontro all’altro, è stare vicino a chi è ferito dalla vita, è condividere con chi manca del necessario, è rimanere accanto a chi è malato o vecchio o escluso... “Venite e vedete!”.» La sala era gremita e negli occhi degli operatori sanitari, nonostante l’omelia, il conforto, si sentiva ancora la disperazione. Chi ci ha avvicinato ha detto di provare rabbia e chi ci ha chiesto di aiutare a trovare una ragione, sapeva che neanche Dio avrebbe potuto rispondere ma qui entra in gioco la fede o la scienza. Noi preferiamo il silenzio.
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