CAMPLI – Un disavanzo più che raddoppiato nel giro di poche settimane, incarichi amministrativi contestati, un parere favorevole accompagnato da cinque riserve e una procedura di riequilibrio destinata a condizionare le scelte del Comune fino a venti anni. È questo il quadro sul quale il Consiglio comunale di Campli sarà chiamato a esprimersi il prossimo 14 agosto.
Alla vigilia della seduta, i consiglieri comunali del gruppo Svolta Campli hanno presentato una segnalazione preventiva indirizzata al sindaco, al segretario comunale, al presidente del Consiglio, a tutti i consiglieri e al responsabile economico-finanziario. Il documento è stato trasmesso, per conoscenza, anche alla Prefettura di Teramo, alla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti e al revisore dell’Ente.
Durante la seduta l’assemblea dovrà approvare il rendiconto della gestione 2025 e deliberare il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale prevista dall’articolo 243-bis del Tuel.
La minoranza precisa che l’iniziativa non rappresenta una contestazione di provvedimenti già adottati, ma un avvertimento affinché il Consiglio possa votare nella piena conoscenza dell’assetto organizzativo nel quale sono stati predisposti gli atti e del contenuto del parere espresso dall’Organo di revisione.
Il disavanzo sale a oltre 6,6 milioni di euro
La ricostruzione prende le mosse dal 31 marzo, quando il responsabile titolare dell’Area economica venne nominato fino alla fine del 2026. Il 30 aprile lo stesso responsabile depositò la documentazione tecnica relativa al riaccertamento dei residui e allo schema di rendiconto.
Dopo l’inizio della sua assenza, le funzioni sostitutive furono inizialmente esercitate dalla responsabile dell’Area I. Con le deliberazioni di Giunta del 29 maggio venne indicato un disavanzo da ripianare pari a 3.086.266,64 euro.
Il quadro sarebbe però cambiato radicalmente il 15 luglio. Con una nuova proposta consiliare, il disavanzo della parte disponibile è stato rideterminato in 6.616.880,10 euro, a seguito dell’imputazione al Fondo crediti di dubbia esigibilità di residui attivi per oltre 3,5 milioni di euro, dei quali non sarebbe stato possibile stabilire con ragionevole certezza l’esigibilità.
L’incarico vicariale da quindici ore settimanali
Uno dei principali rilievi riguarda l’incarico vicariale affidato a una dipendente a tempo indeterminato con un rapporto di lavoro part-time di quindici ore settimanali.
Secondo i consiglieri di Svolta Campli, i decreti sindacali avrebbero attribuito tutte le funzioni sostitutive del responsabile dell’Area economica senza indicare espressamente alcuni riferimenti del Tuel relativi al conferimento delle funzioni gestionali e senza qualificare l’incarico come Elevata qualificazione.
La minoranza chiede quindi in forza di quale titolo siano stati espressi i pareri di regolarità tecnica e contabile e siano state esercitate le funzioni proprie del responsabile finanziario.
Nel documento viene inoltre evidenziata quella che i firmatari definiscono una sproporzione tra l’orario di servizio e la complessità degli adempimenti affidati: revisione del rendiconto, analisi dei residui attivi, incremento del Fondo crediti di dubbia esigibilità, rideterminazione del disavanzo e predisposizione di proposte e pareri destinati alla Giunta e al Consiglio.
Svolta Campli osserva anche che l’esclusione del segretario comunale dalle funzioni sostitutive sarebbe stata motivata con il suo rapporto di lavoro part-time al 50 per cento, mentre l’incarico più delicato dell’Ente sarebbe stato assegnato a una dipendente in servizio per un numero di ore ancora inferiore.
Il vuoto amministrativo tra il 16 e il 19 luglio
Un ulteriore punto riguarda la continuità dell’incarico. Il primo decreto di nomina sarebbe scaduto il 15 luglio, mentre quello successivo, definito come proroga, avrebbe avuto efficacia soltanto dal 20 luglio.
Per il gruppo di opposizione, il periodo compreso tra il 16 e il 19 luglio risulterebbe quindi privo di copertura formale.
La minoranza contesta anche il mantenimento della soluzione vicariale dopo il rientro in servizio della responsabile dell’Area I, che, in base al decreto originario, avrebbe dovuto sostituire normalmente il responsabile dell’Area economica.
Alla data della seduta del 14 agosto, inoltre, sia l’assenza del responsabile titolare sia l’incarico vicariale risulterebbero scaduti il 12 agosto. Il rendiconto potrebbe quindi arrivare al voto con l’Area economica nuovamente affidata al funzionario che aveva curato l’istruttoria iniziale, successivamente modificata in maniera sostanziale.
Il revisore approva, ma pone cinque condizioni
Particolare attenzione viene riservata alla relazione dell’Organo di revisione, che ha espresso un parere favorevole con riserve sul rendiconto 2025.
Le condizioni riguardano gli esiti dei controlli interni, non ancora disponibili; l’approvazione contestuale delle misure di rientro o l’avvio della procedura di riequilibrio; la verifica delle poste residuali, della cassa e della posizione Iva; l’adozione di un programma per migliorare la riscossione e monitorare gli equilibri; la corretta registrazione dei dati Pnrr sulla piattaforma ReGiS.
Secondo la minoranza, una delle condizioni sarebbe dunque dichiaratamente non soddisfatta, poiché gli esiti dei controlli interni non sarebbero ancora conosciuti.
Svolta Campli sostiene inoltre che la proposta di deliberazione non conterrebbe una motivazione specifica sulle ragioni per le quali il Consiglio dovrebbe approvare il rendiconto nonostante le riserve formulate dal revisore.
Squilibri, Iva e crediti difficilmente esigibili
Nella relazione del revisore vengono richiamati diversi elementi critici: un equilibrio complessivo negativo per oltre 3,5 milioni di euro, una disomogeneità tra gli importi indicati per il Fondo crediti di dubbia esigibilità, l’assenza delle segnalazioni obbligatorie sugli equilibri, il mancato allineamento dei dati ReGiS e un presunto irregolare o mancato versamento dell’Iva da split payment per 512.896,85 euro.
Viene inoltre segnalato che il fondo per le perdite delle società partecipate sarebbe rimasto fermo a 20mila euro, a fronte di un accantonamento quantificato dalla Corte dei conti in 132.512 euro.
Per il gruppo consiliare non si tratterebbe, quindi, di osservazioni puramente formali, ma di rilievi che investono direttamente la tenuta finanziaria e organizzativa del Comune.
«Ogni consigliere voti nella piena consapevolezza»
Nel documento la minoranza non chiede il rinvio o la sospensione del Consiglio comunale. Domanda invece che l’Amministrazione chiarisca in aula, prima della votazione, tutti i profili sollevati e che la posizione del gruppo venga integralmente verbalizzata.
Il voto riguarderà un rendiconto che presenta un disavanzo disponibile di 6.616.880,10 euro e il possibile accesso a una procedura di riequilibrio che potrebbe impegnare l’Ente per un periodo fino a venti anni.
L’indagine sull’Unione dei Comuni
Sul già delicato quadro finanziario si innesta, nel frattempo, un’indagine per truffa che ruoterebbe attorno a un dipendente indicato come il comune denominatore tra il Comune di Campli e l’Unione dei Comuni.
Gli accertamenti riguarderebbero, fino a questo momento, una somma compresa tra 800mila euro e un milione di euro. Una vicenda ancora da chiarire, ma che apre inevitabilmente un ulteriore interrogativo sulle verifiche amministrative e contabili: chi avrebbe dovuto controllare?
Il 14 agosto i consiglieri non saranno dunque chiamati soltanto ad approvare cifre e documenti contabili. Dovranno assumersi la responsabilità politica e amministrativa di scegliere il percorso con il quale Campli tenterà di superare una delle crisi finanziarie più profonde della sua storia recente, mentre sulle procedure, sugli incarichi e sui controlli continuano ad accumularsi domande alle quali la comunità attende risposte.
Giancarlo Falconi
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