Caro dott. Brucchi, direttore sanitario dell'asl di Teramo.
Ho appena chiuso una telefonata con una ragazza che ha visto il proprio padre, 80enne paziente oncologico, mi scusi, grave paziente oncologico con un problema a un catetere a tre vie posizionato male, rimanere all'interno del pronto soccorso di Giulianova per diverse ore per poi essere trasferito all'Ospedale Mazzini di Teramo, transitare per il Pronto Soccorso e avere finalmente un consulto in urgenza con un Urologo.
Vuole che le descrivo la sofferenza di un paziente oncologico grave con l'aggiunta di un problema per un catetere posizionato male?
Vuole che le racconti la vita di questo uomo onesto e per bene che non ha mai chiesto nulla a nessuno per dignità e affetto verso il diritto a una salute comune?
Vuole che le racconto come è stato trattato all'Ospedale di Giulianova?
Vede dott. Brucchi, lei deve delle scuse a questa famiglia, non per sua diretta responsabilità ma per sua apicale responsabilità.
L'umanizzazione degli operatori sanitari di Teramo deve essere la priorità.
La gentilezza e l'educazione la prima forma di cura; la deontologia una litania da ascoltare come una profezia; l'accoglienza di un lavoro che non sarà mai un lavoro ma una missione nel nostro immaginario di un uomo Rock come Ippocrate.
Vede dott. Brucchi se fosse stato suo padre o un suo amico o lei stesso, le cose sarebbero cambiate?
Vede dott. Brucchi la figlia di questo paziente, di questo uomo con una grande voglia di vivere, voleva chiamare i carabinieri ma è stata costretta a inseguire quell'ambulanza che portava il padre al Mazzini di Teramo.
Lo farà.
Sofferenza su sofferenza. Dolore su dolore. Spallucce su spalluce. Tanto è un malato oncologico anziano e terminale, vero?
Vede dott. Brucchi lei ora mi chiamerà, mi chiederà il numero della Signora, si farà raccontare attentamente la storia con data e ora e poi prenderà le sue decisioni aziendali ma il dato è stato tratto.
Quale sanità; quali uomini; quali donne, avete formato?
Chi ci dovrebbe accogliere e curare?
Il nostro abbraccio all'Urologo del Mazzini di Teramo che è stato professionale, attento ma soprattutto, umano.
Chapeau, dottore, anzi, Dottore.
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Anche se l'Azienda La chiamerà (forse), Le diranno che ci sarà (forse) una indagine, Le diranno che verranno (forse) presi provvedimenti.
Ecco, mi dispiace per Suo padre, per Lei e tutte le persone oneste e gentili. Non sarà così! La gentilezza e la professionalità nella Asl di Teramo stanno scomparendo. Dipendenti sanitari e non, gentili e professionali, appena possono, cercano una diversa via di fuga lavorativa. L'immagine dell'Azienda è ai minimi storici (motivo per cui fuggono o non attrae Primari di eccellenza). I Dirigenti, sia medici che amministrativi, non attivano nessun procedimento disciplinare per evitare conflitti, che non saprebbero gestire, con i sindacati e con il dipendente.
Per questo, quello che racconta non sarà né il primo né l'ultimo episodio che accade.
Se non si agisce sulla qualità e sulla professionalità Dirigenziale nonché sulla qualità e preparazione del personale tutto, stiamo qui ad elencarci disservizi più svariati possibili.
Un abbraccio a Suo padre.
questo è il risultato della mancanza di reparti, a giulianova urologia non c'è più da 20 anni e passa....