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Bambino di pochi mesi ricoverato all'estero, l'appello alla Farnesina: «Aiutateci a riportarlo in Italia»

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Una vacanza estiva trasformata in un incubo. È il dramma che sta vivendo una famiglia residente nel Teramano, che lancia un appello urgente alla Farnesina affinché venga autorizzato il trasferimento del proprio bambino in Italia per ricevere cure specialistiche.

Il piccolo, nato a Teramo nell'agosto del 2025, si trovava in Macedonia del Nord insieme ai genitori quando è stato colpito da un grave virus intestinale. Dopo il ricovero in pronto soccorso, le sue condizioni si sono aggravate rapidamente fino a rendere necessario, nella notte, il ricorso alla dialisi peritoneale.

La famiglia si è già attivata per il trasferimento al Bambino Gesù di Roma, struttura che sarebbe pronta ad accogliere il bambino. L'ostacolo, però, riguarda il trasporto sanitario. Secondo quanto riferiscono i genitori, l'ambasciata avrebbe comunicato che, essendo il piccolo nato in Italia ma in possesso del passaporto macedone, non è possibile procedere al trasferimento gratuito nel nostro Paese.

Una situazione che, secondo il racconto della famiglia, si intreccia con un ulteriore problema: il sistema sanitario macedone non riconoscerebbe al bambino il diritto alle cure in quanto nato in Italia. Un cortocircuito burocratico che rischia di compromettere la tempestività dell'assistenza.

Nel frattempo, l'ospedale di Skopje avrebbe disposto il trasferimento del piccolo in una struttura di Belgrado per ulteriori cure. Un percorso che, secondo quanto riferito dai familiari, comporterebbe una spesa di circa 30 mila euro.

Da qui il disperato appello rivolto al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale affinché venga individuata al più presto una soluzione che consenta il trasferimento del bambino in Italia, dove la famiglia spera possa ricevere le cure necessarie nel più breve tempo possibile.

Foto IA

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