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Il Gran Sasso. Non giocate con l'Acqua teramana...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Chi ha voglia di leggere?
Chi ha voglia di leggere e ascoltare?
Chi ha voglia di ricordare?
La memoria non fa affogare l'uomo nei propri errori, nei rimorsi, nei rancori.
Tiene a galla il presente attraverso le aspettative del giorno dopo ma con una visione che sia figlia della programmazione.
Chi conosce l'ombra del vecchio Ruzzo?
Chi ha assistito alla riunione dei sindaci che apre la strada verso i 18 mesi che separano il nuovo affidamento per la gestione dell'acqua pubblica ?
L'acqua teramana, la stessa acqua che questa estate è servita alla provincia di Pescara; la stessa acqua che ha minori perdite nelle proprie reti; la stessa acqua che si è giovata di milioni di euro di investimenti; la stessa acqua di un mare adriatico limpido che significa Pil e turismo;  la stessa acqua che si bandirà dei progetti del Pnrr per le infrastrutture idriche; la stessa acqua che ha sorgenti di vita proprie da tutelare come risorse dell'umanità; la stessa acqua che  non può rischiare minimamente di essere assorbita da un gestore unico regionale.
Le parole dei sindaci, tutti i sindaci, in primis il sindaco di Teramo devono essere ponderate e lontane dalle recondite acrimonie.
I sindaci votano; i sindaci eleggono; i sindaci scelgono i Cda e le presidenze che passano o vengono confermate; si chiama democrazia, quella democrazia istituzionale che deve proteggere l'acqua teramana dall'assalto di altre società in concordato e in stato di deficit sostanziale.
La forma dell'acqua teramana?
Quella di una Politica che deve essere all'altezza dei propri cittadini. 

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Commenti

Nessun Dorma

Non si gioca con l'acqua. L'acqua è di tutti, non è teramana, aquilana, pescarese o chietina. Basta con gli incarichi politici.

Un bene immenso! Attenzione... orecchie dritte🎲