Salta al contenuto principale

Ora basta: In Montagna non si può rischiare la vita anche dei soccorritori...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Un'intervista a tutta montagna con Paolo De Luca Maestro di escursionismo e di sci.
I suoi consigli, i rischi in montagna, i grandi insegnamenti, il soccorso a pagamento, la possibili riforme.https://www.youtube.com/watch?v=XJppnp5bUsQ
 

Commenta

CAPTCHA

Commenti

Lo abbiamo già scritto e riscritto in montagna non ci si improvvisa. Anche i più esperti sono vittime di faciloneria, improvvisazione e sottostima dei rischi. In una arrampicata o in una semplice escursione in montagna occorre una programmazione attenta del percorso in virtù delle proprie capacità atletiche e di resistenza. Valutare le previsioni meteo e le condizioni climatiche e i tempi di percorrenza. Conoscere il percorso e i passaggi più a rischio. Non avventurarsi mai da soli e farlo con persone allenate. Queste indicazioni sono alla base di una giornata di sport e relax in montagna. Tutti coloro che non si attengono a queste elementari regole e mettono a rischio la loro incolumità e quella dei soccorritori devono pagare di persona la loro negligenza. Non è un deterrente o una minaccia punitiva. Semplicemente prevenzione e rispetto delle regole. Da tempo la regione Abruzzo attende una legge che regoli l'accesso alla montagna e l'intervento di soccorso.

Il soccorso alpino, è pagato ed addestrato per fare operazioni rischiose. Il rischio non può essere quindi considerato. Altrimenti facciamo che non esiste più, perché non ha ragione d'essere e ci mannem l'ambulanza fin a dove arriva la strada e sti cazzi ci sta oltre.
La montagna il mare e la natura in generale non è un parco giochi, non ci sono condizioni di sicurezza mai.
Puoi fare una passeggiata sui prati bassi, col sole ad agosto ed essere attaccato da un cinghiale e morire.
Vogliamo far pagare il servizio? D'accordo. I morti non credo diminuiranno. Con quelli che facciamo? Li lasciamo su o mettiamo in conto le spese ai familiari?
Ci vuole educazione, alla montagna, al mare, alla natura.
Tra l'altro il soccorso alpino sarebbe già dovuto essere a pagamento in casi di negligenza...ma siamo in Italia dove non cambia nulla e quando cambia, cambia tutto per rimanere uguale

Chi va in quota secondo me è personale esperto quindi dovrebbeto essere deterrenti di loro stessi. Quello che non so dice che qui non vale la regola del buon senso ... tutti si sento scalatori esperti ma resta da capire cosa vuol dire essere esperti ....

Roberto scusa ma hai fatto un esempio di cacca! Pure se vai a fare una passeggiata al parco puoi essere azzannato da un Pitbull ecc.. ecc.. E se vai in strada con l'auto? Ci sono sempre gli imprevisti. Ovunque! Mettere anche a rischio la vita dei soccorritori che lo devono fare per dovere è un'altra questione.