La crisi idrica della Villa Comunale finisce sul tavolo della Procura della Repubblica. Il Comune di Teramo avrebbe presentato un esposto e una formale diffida contro l’Aráp Abruzzo, chiedendo il ripristino dell’erogazione dell’acqua potabile entro 24 ore dalla ricezione dell’atto.
L’esposto sarebbe stato indirizzato al Comando Stazione dei Carabinieri Forestali di Teramo e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale, con comunicazione anche all’Azienda regionale delle attività produttive. I rappresentanti comunali non confermano l'indiscrezione.
Al centro dell’iniziativa c’è quella che l’Amministrazione ha sempre definito definisce una «grave e prolungata carenza» nella fornitura di acqua potabile all’interno della Villa Comunale. Una situazione che, secondo il Comune, sta mettendo in difficoltà la cura del verde pubblico, la tutela degli animali presenti nel parco e la normale fruizione dell’area da parte dei cittadini.
Nell’atto sarebbe indicata l’Aráp Abruzzo quale soggetto competente per la gestione e l’erogazione del servizio idrico nell’area.
Da qui l’ultimatum: l’Ente regionale è stato formalmente diffidato a intervenire con la massima urgenza e, comunque, entro 24 ore, ripristinando la normale erogazione dell’acqua potabile.
Il Comune avrebbe chiesto alle autorità competenti di valutare l’eventuale presenza di responsabilità penali e amministrative, comprese le ipotesi di interruzione di pubblico servizio o omissione di atti d’ufficio. Saranno naturalmente gli organi inquirenti a verificare se sussistano effettivamente profili di rilevanza giudiziaria.
La vicenda della Villa Comunale supera così il livello della semplice segnalazione amministrativa. Dopo settimane di emergenza e richieste di intervento, il confronto con l’Aráp si sposta ora formalmente davanti ai Carabinieri Forestali e alla Procura.
Commenta