Ripartiamo dal finale. Marco Finori è il nuovo custode giudiziario degli impianti dei Prati di Tivo. La sentenza è a firma del giudice del Tribunale di Teramo, Silvia Fanesi che ha ritenuto ammissibile il ricorso presentato dalla Finori Srl che chiedeva al Tribunale di autorizzare, con provvedimento reso inaudita altera parte, il sequestro giudiziario del ramo di azienda in proprietà della GST s.p.a., comprensivo dei beni mobili ed immobili, nominando custode lo stesso ricorrente, il quale segnalava la rinunzia ora per allora alla richiesta di compenso. Nel provvedimento si legge che si autorizza il sequestro giudiziario del ramo di azienda avente ad oggetto il complesso dei beni organizzati per l’esercizio dell’attività di gestione di impianti di risalita e di strutture ricettive, corrente nei Comuni di Comune di Pietracamela (TE) e Fano Adriano (TE), meglio descritti nel ricorso introduttivo e che viene nominato come custode giudiziario la società Marco Finori s.r.l., in persona del legale rappresentante, con incarico di gestire e amministrare i sopra indicati beni nel rispetto degli obblighi e dei diritti conferiti dall’ultimo comma dell’art. 676 c.p.c., con autorizzazione a svolgere ogni attività prevista dalla legge e ritenuta utile al perseguimento delle finalità sottese alla nomina. Fin qui tutto chiaro? Come ha commentato la sentenza il Presidente della Provincia di Teramo, Camillo D’Angelo? «Finori compri gli impianti di Prati di Tivo».
Dopo una sentenza così chiara, un simile commento appare sinceramente fuori luogo, in quanto chi amministra per il territorio si dovrà fare immediatamente carico anche di una attività di incontri e programmazione per non mandare in fumo anche la prossima stagione estiva. Siamo sicuri che il presidente della Provincia di Teramo, Camillo D’Angelo, adotterà lo stesso entusiasmo che lo ha contraddistinto prima della sentenza a favore di Finori. Ricordiamo al Presidente della Provincia, sempre Camillo D’Angelo, l’incontro avuto con Finori quattro giorni dopo la sua elezione, in cui davanti all’avvocatura e a un dirigente non ha risposto alla volontà di Finori di acquistare gli impianti e non ha fatto nessuna controproposta per il risarcimento danni.
Come mai? Quali erano le intenzioni del Presidente e come la sentenza a favore di Finori ha fatto mutare la visione politica? Nel frattempo con tempi antecedenti a questa storia, si indaga sui Prati di Tivo dopo una denuncia dettagliata. Ci sarebbe anche una persona iscritta nel registro degli indagati e tramite un audio registrato, durante un incontro di ben 30 minuti sarebbero individuabili altri personaggi.Tutto sarà ulteriormente integrato.
Nella denuncia oltre all’audio ci sono foto precise, tempi e modi e luoghi. degli incontri. E qui ci
fermiamo nel pieno rispetto dell’attività giudiziaria.
Articolo pubblicato sul quotidiano I Due Punti in edicola tutti i giorni. Vi aspettiamo tutti.
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Commenti
Camillino il RAS DEI MONTI
solita burocrazia....
Di sto passo riaproranno nel 2030
Azzerare per ripartire
Ma con tutte queste inchieste, sequestri e burocrazie varie si può sapere chi cavolo è il proprietario degli impianti??