Un ricordo di Carlo? Attraverso gli occhi dei suoi pazienti malati di cancro
alla prostata. Era l’otto luglio del 2013 e in mille ci ritrovammo sotto l’asl di Teramo per difendere le sue mani, il suo modo e moto di salvare la vita. Quella battaglia nacque da una telefonata.« Buongiorno Giancarlo sono Giuseppe, un paziente del Professore Vicentini e mi dovevo operare perché ho un cancro alla prostata. La prego ci aiuti». Carlo era minuto ma con quello sguardo talmente rapido e ironico che nascondeva una capacità enorme di assorbire il dolore. Non vi parlerò del figlio, dell’amore per la moglie, sua compagna di scuola e della venerazione per la figlia. Non dopo quello che è accaduto. Sento la sua disperazione.
Lo vedo depresso accanto al figlio. Lo comprendo angosciato e impotente. Apprensivo e ossessivo. Qui mi fermo perché queste tragedie lontane da un quotidiano in cui ci scambiavamo sorrisi e strette di mano, ci portano vicino al nostro abisso. Nessuno conosce abbastanza il proprio buco nero, dove tutti noi abbiamo paura di sprofondare. Ci camminiamo accanto, un po’ a cercare di vivere il nostro funerale e
il dolore insopportabile di perdere un amore. Per la paura di vivere, di morire, di non vivere abbastanza di contare i giorni all’indietro. Solo domande.
Solo dannate e maledette domande. Non rispondere. Sono immobile Carlo, fermo, gelato, bagnato sotto una pioggia sporca. Eccome come mi sento. Freddo come la morte.
Foto Maurizio Di Biagio IL Senso
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Commenti
I mille
Che era successo nel 2013?
@Amen
Questo era successo. Oggi gli stessi lo piangono falsamente!
https://www.ilmessaggero.it/italia/carlo_vicentini_l_aquila_teramo_medi…
Nel 2013 c'era il dr. Rolleri. Inquadrò in 8 mesi la Asl con l'intento di prendere decisioni importanti. Poi come sempre le persone preparate di fronte all'arroganza della politica preferì tornare a Genova giacché non rientrava nei suoi compiti mettersi supino o a novanta gradi. Almeno se non ricordo male....