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Destra & Sinistra: Due anime

di Pietro Ferrari
5 minuti

Prima di essere bombardati dalla soffocante macchina delle campagne elettorali, forse imminenti anche per le elezioni politiche, cerchiamo di riflettere con leggerezza su alcune cose serie o di usare la serietà dei bambini quando giocano. Intanto mi pare evidente che spesso la natura totalitaria di un Sistema venga avvertita quando vi siano censure, ma non invece quando vi è una overdose di informazioni, un'elefantiaco salasso di 'notizie' utili a stringere l'inebetito cittadino nel recinto del conformismo più funzionale. Dice bene infatti Matteo Simonetti nel suo "Demonocrazia", che il cittadino democratico sente mancargli la libertà se 'non può' fare qualcosa (incidenza sul potere), ma non invece se la coercizione investe la sfera del 'volere', togliendogli la possibilità stessa di scegliere vere alternative politiche. Vere però, non farlocche. Proviamoci adesso perchè parlare di destra e sinistra sarà difficile quando polemica strumentale e marketing invaderanno il tubo catodico. Nella speranza però, che gli stessi giornalisti punteranno a pungolare i politici sulle differenze culturali e programmatiche, magari rinunciando a fare soltanto gossip pruriginoso.

Questo sì che sarebbe utile per i cittadini, anche perchè capirebbero meglio che in realtà molte contrapposizioni sono apparenti e molte prese di posizione del tutto irrazionali. L’uomo di destra e l’uomo di sinistra portano entrambi con sè identico fardello fatto di terra e cielo, bene e male. Cosa li distingue? Da un punto di vista politico-ideologico rimando al “botta e risposta” dei primi anni ’90 tra Norberto Bobbio (“Destra e Sinistra”- ed. Donzelli) e Marcello Veneziani (“Sinistra e Destra”- ed. Vallecchi), autentico Scontro tra Titani, affascinante anche perché irrisolto come aveva già liricamente e beffardamente cantato Giorgio Gaber. Nel concreto vi è una miscellanea convivenza tra i due termini, spesso sempre più insignificanti, anche se ancora utili strumenti per vaghe identificazioni di appartenenza elettorale. Voglio mettere in evidenza gli aspetti che differenziano le “due anime” e cioè l’uomo di destra e quello di sinistra in relazione all’atteggiamento psicologico davanti alle questioni più variegate.                  

Se l’uomo di destra tende a separare il Reale dallo Ideale (considerando l’evidenza della miseria umana e la Purezza come qualcosa di inconfondibile con qualsiasi cosa inferiore ad Essa), quello di sinistra (cuore più caldo ma spirito meno lucido) tenderà invece a confonderli. L’uomo di destra è un “soddisfatto” (in senso negativo) e un Realista (in positivo), magari ascetico se religioso nella misura in cui quello di sinistra è un “invidioso” (in senso negativo) come un Utopista (in positivo), magari quietista se religioso. Il primo fiuta il “disordine” appena arriva l’odore di un ideale mentre il secondo, pur di realizzare i suoi sogni rapidamente, è portato a “idealizzare il disordine”: tragico il primo, febbrile il secondo.

Nella malvagità, cinico quello di destra, ipocrita quello di sinistra. La durezza della ‘destra’ imprigiona e disciplina i demoni, laddove la fantasìa della ‘sinistra’ ne fa degli angeli. Appare evidente che entrambi colgono una parte della Verità senza rappresentarla del tutto e senza esaurirla nelle formule linguistiche. Se infatti è proprio Silvio Berlusconi ad apparire per tanti motivi quello sovversivo, antiprotocollare e di ‘sinistra’, Antonio Di Pietro appare invece quello di ‘destra’, inflessibile, tutto legge e ordine. Entrambi arcitaliani, probabilmente speculari, sicuramente populisti con a seguito due umanità manichee: i 'promotori della libertà' e il 'popolo viola'. Cortocircuito della destra e della sinistra? Nella realtà le "due anime" convivono spesso nell'individuo prevalendo alternativamente a seconda delle questioni poste. Vi è anche un aspetto comico e irriverente nella politologìa che diventa letteratura e costume. Dicono anche che la radio sia di sinistra e la televisione di destra, che manifestare in piazza e fumare i sigari sia di sinistra e che mettere gli occhiali da sole e tagliarsi i capelli sia di destra, il ciclismo è di sinistra e il calcio di destra, addirittura che il fondoschiena delle donne sia di sinistra mentre le tette ‘sarebbero di destra’. Se poi giocare a Dama è di sinistra e giocare a Scacchi è di destra, questo sì che è un vero mistero. Ho un atroce sospetto... e se fossimo malauguratamente tutti di Centro?

 

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Pietro, intanto grazie per avermi inviato questo tuo interessante articolo e spunto di riflessione. Personalmente credo che se, come tu fai, si incentra la riflessione destra-sinistra sugli ideali, comportamenti o caratteri e caratteristiche, molto probabilmente si perviene alle tue conclusioni. Quello che invece credo sia davvero distintivo e' il modo di percepire l'economia e le scelte economiche, nonche', cosa che non appare nella tua riflessione, i concetti di individualita' e collettivita' (sempre in rapporto a scelte pratiche come quelle sul walfare). Su questi due temi destra e sinistra sono PROFONDAMENTE diverse e facilmente distinguibili. Un esempio per tutti sono le scelte economiche del governo Berlusconi degli ultimi 10 anni: un progressivo spostamento della tassazione dalla proprieta' al lavoro (per cui le rendite da proprieta' sono sempre meno tassate e quelle da lavoro sempre di piu'). Oppure lo spostamento della sanita' dal pubblico verso il privato inteso non come strutture private, ma come vera e propia privatizzazione del sistema com'e' oggi negli USA (personalmente preferisco i sistemi Tedesco e Francese di walfare al quasi inesistente walfare statunitense). A livello economico (e di walfare) ci sono correnti di pensiero ben distinte e, a seconda di quella che decidiamo di seguire, allora perseguiamo "politiche" di destra o di sinistra. Anche perche' ormai, in una societa' sempre piu' permeata dal consumo e dall'economia, quest'ultima diventa una parte fondamentale della politica condizionandola e, spesso, caratterizzandola. Per me quello che fa la differnza, ancora, e' il modo di percepire la cosa pubblica e cio' che deve o non deve essere pubblico. Il modo di rapportarci alla comunita', con diritti e doveri, oltre che a noi stessi come individui. Naturalmente questo vale per me. Sono ben consapevole che, sempre piu' spesso, si sceglie da che parte stare per opportunita', opportunismo oppure perche' si crede che la destra sia ordine e la sinistra appartenga ai sognatori. Ma se davvero cosi' fosse, se davvero sinistra e destra fossero questo, allora noi matematici da che parte dovremmo stare? Noi che siamo logici sognatori? (In effetti, devo dire, tranne rare eccezioni, tutti a sinistra...chissa' perche'...:D )
" ... e se fossimo MALAUGURATAMENTE tutti di Centro?" ahahah, Ferrari, temo sia proprio così... divertente e irriverente il tuo articolo, mi piace. ma se "la cioccolata svizzera è di destra e la Nutella è ancora di sinistra", io continuo a preferire la Nutella. ;)
Da quando il nostro premier l’ha fatta così grossa al punto di diventare indifendibile anche da parte dei più volenterosi trai suoi sostenitori ( fatta eccezione per il suo entourage politico-mediatico assai esposto agli interessi di bottega), si fa avanti una nuova versione della difesa del premier, a volte semplice semplice- tipo ma chi c’è dopo di lui?- altre volte più raffinata e argomentata, dove si va a parare nei cieli turbolenti della speculazione politica e ideologica per approdare poi, con fare discorsivo ed elegante, su una rassicurante riva: meglio uscirsene per la tangente, figura geometrica quanto mai calzante ad illustrare lo sfuggire all’infinito di una retta poco fa curva e d’un tratto rettilinea e libera dalle costrizioni del suo appartenere ineluttabilmente ad un centro che l’attrae e la condiziona. Hai voglia tu, come fa l’apparente ingenua Simona, a parlare di problemi concreti come le tutele sociali, quel che importa è ritornare alle scaturigini del pensiero moderno per affermare infine che va là sono tutti uguali, circola molta ipocrisia, cos’è tutto questo moralismo. Il più battagliero e scoppiettante antesignano della categoria è il prode elefantino che sulla versione povera e colta del giornale di famiglia fabbrica-dossier, grida allo scandalo di una sinistra azionista che osa inscenare una crociata puritana contro il premier. Duole constatare che ci siano in giro buoni talenti irrimediabilmente sprecati anche nel nostro angolino di provincia. Lo so, è l’egemonia dura a morire di una sinistra che ha marchiato indelebilmente il secolo breve, soprattutto quella culturale, tormento abituale della destra alla Veneziani, piccolo piccolo, quasi invisibile vicino al vero Titano, grande Norberto.
egregio pietro, non la conosco, devo ammettere che il suo intervento è interessante ma..... ci sono sempre pacchi di ma............ le generalizzazioni anche se affrontate con piglio filosofico o sociologico andrebbero abolite per legge. Destra, sinistra sono come i nomi collettivi (gente su tutti), andrebbe punito l'uso con la galera. Il cappello accostava l'imminenza delle elezioni ed il significato attuale della destra-sinistra, non la facevo così ingenuo. Un po di realismo, l'elettorato italiano, o quel che resta, è costituito da un 80 % di individui che votano per un interesse diretto o indiretto, il fenomeno, come usa dire oggi, è del tutto trasversale. Del restante 20 %, un 10 è costituito da individui antropologicamente primitivi (vecchi nostalgici del fascismo che voterebbero "l'uomo forte" in qualsiasi caso). Rimane un sano 10 % che vota con convinzione, analizzando caso per caso, passando al setaccio delle proprie convinzioni il candidato o il partito scelto. L'ultima tranche rappresenta quello che si può definire l'elettorato maturo, ovviamente non ha mai contato un cazzo (mi scuso per la volgarità, ma era il termine che rendeva di più). Infine accostare il termine Titano con tanto di maiuscola a Veneziani è come paragonare un buon timballo (nomen omen) ad una pasta precotta di una qualsiasi multinazionale, eresia.
Leggetelo il libro di Veneziani "Sinistra e Destra" prima di sparlare....norberto vi sembrerà la pasta pre-cotta....provare per credere.
..... Caro Pietro, è meglio essere semplicemente fuori dal branco.... ;-)
IL GRANDE MARCELLO VENEZIANI: "Non toccategli Gobetti, Bobbio e l'azio­nismo al direttore della Repubblica. Ezio Mauro se l'è presa ieri con Giuliano Ferrara che ha osato criticare Libertà e Giustizia, risalendo alla sua matrice in­versa, Giustizia e Libertà e al Partito d'Azione. È una vecchia polemica torine­se, ne scrissi vent'anni fa. Mauro pone La Repubblica e il movi­mento antiberlusconiano sotto la cam­pana di vetro di Gobetti e degli azionisti, presentandoli come veri liberali, immu­ni dal peccato originale del comunismo. Mauro dimentica che per Gobetti il mo­dello della sua rivoluzione liberale era la rivoluzione bolscevica. Gobetti teorizza­va i soviet operai anche in Italia, conside­rava Marx «un liberale», riconosceva con Sorel il valore pedagogico della violenza, arrivò persino ad accusare il fascismo di «pacifismo imbelle» e di cedere al capita­lismo borghese. Gobetti sognava di «spazzar via tutti... questi maledetti si­gnori e signore » che temono «il bolscevi­smo, l'imposta sul capitale, le violenze e i tumulti; e vanno cercando di conservar­si il patrimonio». Parole attualissime... Gobetti poi auspicava «un proletariato agguerrito», «una politica imperialista», e riteneva la guerra «una legge di svilup­po dei popoli ». In Giustizia e Libertà Car­lo Rosselli fu nemico e vittima del fasci­smo ma alleato di Stalin perché ammira­va il suo anticapitalismo antiborghese. Tra gli azionisti c'erano Ernesto Rossi e Silvio Trentin che auspicavano per l'Ita­lia «una dittatura rivoluzionaria» e un' economia pianificata come in Urss; c'era Duccio Galimberti che prefigurava una Costituzione in cui vietare i partiti politi­ci. Molti dei loro riferimenti, Calogero, Capitini, Codignola, lo stesso Gobetti, si erano formati su Gentile, filosofo del fa­scismo. È vero, gli azionisti a cui si ispira Mauro e il neomovimento Libertà e Giu­stizia, non erano comunisti ma giacobi­ni; e succubi del comunismo staliniano. Per Augusto Del Noce gli azionisti furo­no i «trotzkisti del fascismo». La vera dif­ferenza con i loro nipotini di oggi è una e merita rispetto: pagarono di persona e non avevano un De Benedetti alle spalle. Azionisti puri, senza un azionista di riferi­mento. "
interessante punto di vista. grazie. esiste però anche una nuova sinistra quella che prova ad essere presente nel reale e che, secondo me ovviamente, si spoglia di alcuni ideali anacronistici e falliti per raccogliere le esigenze delle persone comuni e che sente forte il tema sociale e dei diritti e soprattutto del rispetto delle regole e del senso civico (questa cosa è pubblica quindi è di tutti e và rispettata), insomma il tema della convivenza umana funzionale ai più e non ad una minoranza (a chiunque sia un pò empatico o sensato viene la pelle d'oca quando apprende che Marchionne nel 2010 ha guadagnato 5 milioni e rotti di euro ed un operaio fiat ma anche un impiegato tra i 21 mila e 30 mila. va bene la differenziazione per la diversa assunzione di responsabilità, ma a me tutto questo sembra "schiavismo" e a casa mia si chiama anche "furto" o "ingiustizia gravissima") non si può restare a guardare, per questo l'animo si infiamma, perchè siamo arrivati veramente al fondo.. per non parlare poi (ma questo è un capitolo a parte) dello sfruttamento di noi occidentali nei confronti dei paesi del terzo mondo.. perchè nessuno di noi si chiede come mai in africa e altrove ancora si muoia di fame??? a me non sembra normale e io non starò a guardare di certo.
Chiaramente questa visione di destra e sinistra non tiene conto del passaggio dalla visione "tradizionale" a quella più "moderna": se ne tenessimo conto arriveremmo a dire che la destra è quella parte politica più o meno vicina agli ideali cristiani, per quanto sta più a destra o più a sinistra; la sinistra invece persegue il progetto "rivoluzionario", quello cioè di portare ad una società sempre più lontana dalle radici cristiane, una società "nuova" ma che di fatto riprende visioni pagane caricate di una forza ideale quasi misticheggiante... Ma questa riflessione è da demandarsi ad un discorso ulteriore. Sono tesi con cui si può prendere familiarità leggendo autori come Plinio Correa de Oliveira, Joseph de Maistre, Jean Ousset o Gustave Thibon. E' la scuola controrivoluzionaria. Per quanto riguarda il Berlusca e le sue manovre a livello economico, io credo che di destroso abbiano poco e di semplicemente truffaldino molto. Sono d'accordo con l'eliminazione delle tasse di successione, perché se io ho pagato le tasse per tutta la vita, la mia ricchezza è già stata "ridistribuita" e ho il diritto di trasferire quella rimanente ai miei discendenti in modo integro. Per tutto il resto (verebbe lungo il post se dovessi affrontare le questioni una per una e comunque ora non mi viene tutto in mente), si tratta spesso di un'operazione di marketing politico o di un modo per fare i propri interessi e quelli di altri pochi. Come esempio calzante posso portare lo scudo fiscale.
"L’uomo di destra e l’uomo di sinistra portano entrambi con sè identico fardello fatto di terra e cielo, bene e male. Cosa li distingue? Da un punto di vista politico-ideologico rimando al “botta e risposta” dei primi anni ’90 tra Norberto Bobbio (“Destra e Sinistra”- ed. Donzelli) e Marcello Veneziani (“Sinistra e Destra”- ed. Vallecchi), autentico Scontro tra Titani, affascinante anche perché irrisolto come aveva già liricamente e beffardamente cantato Giorgio Gaber." fin qui ti seguo, poi mi sembra che tu esploda in un esercizio retorico, che ha momenti di verità e momenti di puro divertimento. si legge volentieri, quasi come evasione dalla dura realtà quotidiana. cari saluti, alberto
«La gravità non è tutto nell’esistenza, e persino assai meno importante della leggerezza ». - scritto da me...un poeta fucilato -
QUALCHE RISPOSTA LA DEVO @Simona – io trovo asimmetrico quello che a te pare facilmente distinguibile: Tremonti sta a destra ma davanti alla ultraliberista Bonino sembra un no-global e fu sbranato dalla sinistra quando “osò” provare a tassare le plusvalenze dell’oro degli azionisti di Bankitalia; Prodi è stato il grande privatizzatore (forse anche svenditore) di enti pubblici, Bersani il “lenzuolatore” di liberalizzazioni (un po’ furbe perché contro le categorie che non lo votano), roba da destra liberale, mentre la Lega si oppone a questi processi riguardo i servizi pubblici locali. Luca Ricolfi, autorevole studioso di sinistra, ha dimostrato che i successi del governo Berlusconi sono essenzialmente “cose di sinistra”, tra cui estendere diritti ai lavoratori precari. In Europa lo Stato Sociale lo inventò Bismarck, uno di destra, mentre oggi è il “modello renano di economìa sociale di mercato” a contrassegnare le politiche economiche delle destre in Europa, non di certo il turbo capitalismo yankee. I privati? Vanno benissimo anche alla sinistra se gli sono amici, come Murdock, De Benedetti, Agnelli, Bazoli, i dalemiani “capitani coraggiosi”, etc. L’atteggiamento verso la cosa pubblica? Intanto “pubblico” non significa per forza “statale” come vorrebbe qualcuno, ma anche “comunitario” come invece preferisce chi guarda alla “welfare-community”, al principio di sussidiarietà e al decentramento teso a responsabilizzare i livelli più immediati di amministrazione. Insomma, la cosa è complicata… e le virtù appartengono agli uomini non alle sigle. Spesso vi è anche un’ipocrisìa di fondo perché “pubblico” viene a significare in realtà “partitico”, “lottizzatorio”, in ultima analisi “privato” perché giova ricordare la natura privatistica dei partiti politici; @Morgana – anch’io preferisco la Nutella, “nonostante” la medesima sia di sinistra…; @fuoridalcoro – non sono io ma è il PD che vorrebbe fare l’ammucchiatone da Vendola a Fini per battere Berlusconi rimandando alle calende greche ogni discorso sull’alternativa di governo credibile… in ogni modo si può essere “fuoridalcoro” o perché tenori, o perché stonati… non avermene ma sei piuttosto “fuori tema”. Se la sinistra è in crisi in tutti i Paesi d’Europa e negli USA è fallita in appena due anni, la colpa non è del Caimano, foglia di fico che nasconde questioni irrisolte dalla caduta del Muro di Berlino; @Augusto Timballo – favoloso il tuo involontario elogio dell’aristocrazia… mi piacerebbe se i voti potessero pesarsi invece che contarsi…. Bisognerebbe superare però tutte le banali e puerili illusioni della democrazia rappresentativa… forse facciamo prima ad accettare che chi vince le elezioni debba legittimamente governare; @Francesca Borsa – condivido in parte… però preferirei indignarmi di più coi cantanti, i calciatori, i presentatori televisivi (magari pagati coi soldi pubblici) che con i managers che almeno possono fare la differenza per il destino di decine di migliaia di persone… Marchionne ha salvato la FIAT e mi pare singolare di questi tempi, chiudere una fabbrica in Polonia per investire in Italia, chiedendo non salari più bassi ma maggiore produttività, produzioni di qualità (su cosa dovremmo puntare in alternativa?) dando più soldi ai lavoratori che lavorano meglio e di più… meritocrazia significa giustizia sociale. Ritengo che il modello partecipativo ed inclusivo della pragmatica “cogestione” tra capitale e lavoro (stile Sacconi & CISL UIL) sia abbondantemente più moderno e vincente rispetto al classismo conflittuale stile FIOM. Non si tratta di avere a cuore o meno certe cose, ma di trovare la soluzione complessivamente migliore, possibile da realizzare e capace di durare nel tempo.
Pietro, ti ririspondo.. allora sarei d'accordo con te pienamente se fossimo in uno stato civile e funzionale, ma se ti guardi intorno vedi che non è così. Non credo che Marchionne stia facendo gli interessi dei lavoratori, ma quelli della fiat. non entro nel merito però ti invito a riflettere, se hai voglia, sulle conseguenze dell'azione di Marchionne, alla lunga ... il suo modo di operare è finalizzato a togliere valore al contratto collettivo nazionale per privilegiare il contratto aziendale o individuale, che in fase di contrattazione VISTO IL PARTICOLARE MOMENTO STORICO ED ECONOMICO vede sbilanciato il potere contrattuale a vantaggio del datore di lavoro. i sindacati avrebbero dovuto restare uniti su questo, a mio avviso, comunque non ho voglia di criticare ma cerco soluzioni possibili ai problemi attuali che sono devastanti. non tutti hanno la fortuna di lavorare in modo stabile e non tutti hanno necessariamente la vocazione imprenditoriale.. il diritto al posto fisso per alcuni non deve esistere, ma il diritto ad UN'ESISTENZA LIBERA E DIGNITOSA quello deve esistere per tutti, in uno stato civile... in una pseudo dittatura mediatica borghese (e do pari responsabilità a destra e sinistra) come la nostra dove i pochi fanno i soldi e i molti schiattano appresso a un mutuo di 30 anni se va bene e riescono a farlo e a 5o anni ancora sò precari allora mi sa che stai sognando .... p.s. spero che in questo forum ci sia un economista per dare qualche presioso consiglio e/o ipotetica soluzione al problema del precariato/posto fisso/flessibilità ecc
Per quanto riguarda il problema del lavoro penso che l'ideale sarebbe il sistema tedesco, dove c'è ampio coinvolgimento nelle decisioni aziendali da parte dei sindacati e si dividono anche gli utili tra i lavoratori. Ma non siamo capaci di copiare?
Ecco finalmente un argomento contingente, la FIAT. Pochi sofismi, la contrapposizione tanto amata destra-sinistra misuriamola lì. Marchionne ha salvato la FIAT? La FIAT è già fallita, non solo, non è degli azionisti, è dello stato. Sapete dalla fondazione ad oggi quante volte lo stato ha pagato e quindi comprato la FIAT (riportato al valore attuale)? Diverse decine. La FIAT è un'azienda che deve la sua sopravvivenza alle sovvenzioni statali. Si potrà dire che si tutelavano interessi collettivi. D'accordo, allora spocchioso tagliatore di teste vieni da me e fammi vedere le tue carte (piano aziendale), altrimenti i soldini me li ridai, l'azienda la statalizzo e vado a cercare tutte le casseforti di famiglia dove sono state scaricati gli utili non tassati che i tuoi datori di lavoro si sono accaparrati dalle speculazioni finanziarie. Alcuni di questi, ti ricordo, sembra siano depositati in non precisati conti all'estero e forse c'è da farci su una qualche indagine di tipo fiscale. Sciocco di un canadese-abruzzese, ti genufletti, e mi ringrazi perchè ho consentito all'azienda dove lavori di produrre beni scadenti e di venderli in regime di semi monopolio, malgrado si trattasse di un libero mercato di uno stato occidentale, roba che Stalin era un liberista. Vuoi aumentare la produttività, chiaramante chi lo ha scritto non ha passato un minuto della sua vita in una catena di montaggio, non si rende conto che misure come la riduzione delle pause, in certi lavori significano la differenza tra un serio infortunio sul lavoro e la vita. Ti levi il maglioncino da fighetta e ti avvicini ad una pressa, ci lavori per un tot di ore e poi con una pausa da miniera dell'ottocento, riprendi a lavorare, per la produttività. Infine, all'amico un pò abbronzato gli dici che lo tratti alla pari del suo omologo italiano, quello con la testa asfaltata. Niente piano aziendale, in azienda fai un pò come ti pare, i soldini non li restituisci e se non ci stanno da Detroit te ne vai in Messico. Provaci, Allende per molto meno riposa crivellato in una tomba. Ecco tutto questo affermerei se fossi di sinistra!
@Timballo: è proprio quello che penso anch'io, ma per "problemi" vari non potrò mai dirmi di sinistra. Ma per me non dovrebbero esistere sovvenzioni alle grandi imprese, al massimo solo alle piccole. E se si è in procinto di fallire, allora si aiutano i lavoratori a trovare un'altra collocazione, ma non l'azienda. Troppo comodo per i colossi, ingiusto verso le piccole aziende. Io finanzierei progetti pensati dai lavoratori... metterei in campo esperti dipendenti dello Stato che siano in grado di seguire i lavori e istituirei una commissione per giudicare il valore del progetto. Vincolerei inoltre l'aiuto di Stato a diverse condizioni; una di queste potrebbe essere il fatto che l'azienda deve essere cooperativa. Se l'imprenditore vuole fare impresa, la fa con i suoi soldi. Ecco come aiuterei l'industria.
Bene...la FIAT....quando pigliava soldi pubblici per la rottamazione (socializzava perdite e privatizzava profitti) e l'Avvocato faceva l'occhiolino a Democratici americani andava tutto bene....la Susanna ministra degli esteri della sinistra alla faccia del conflitto di interessi.....adesso che per la prima volta vengono investiti parecchi soldini privati per rilanciare l'azienda e in controtendenza, chiudendo una fabbrica in Polonia (!!!) per reinvestire qui puntando a produzioni di qualità e all'aumento della produttività per rientrare nelle medie europee (non cinesi!), con conseguente aumento dei salari...cosa sccede? Il governo di centrodestra tramite Tremonti, Sacconi e Berlusconi che ci mette la faccia, favorisce l'incontro tra le parti sociali che realizza un accordo, sottoscritto dalla maggioranza dei sindacati (viva la libertà sindacale e la concertazione) e approvato, piaccia o meno, dalla maggioranza assoluta degli stessi lavoratori sia a Pomigliano (quasi un plebiscito) che a Mirafiori. Risultato? Almeno una speranza per decine di migliaia di famiglie e un progetto CHIARO per il Paese. Il centrosinistra invece cosa fa? Chiamparino, Fassino, Letta, Renzi si schierano in favore dell'accordo, Vendola, parte del PD e Di Pietro e CGIL si schierano contro, Bersani ed entourage si schierano per il "ni". Quale sarebbe stato il risultato se costoro avessero avuto ruoli di governo? Il Kaos, l'incertezza, la demogogìa inconcludente.
scusami Pietro ma allora forse non mi sono spiegata.. perchè accontentarsi di un uovo oggi quando si può avere la gallina domani? vediamo se è più chiaro!!! :) Francesca
Intanto "la gallina domani", se ci saranno galline, ce l'avrà chi nel frattempo non è morto di fame e ha potuto mangiare almeno un uovo oggi. La situazione reale non è quella che credi tu (purtroppo.....non che la cosa mi piaccia...), ma quella che punta almeno a far sì che non manchino le uova dopodomani.
Caro Ferrari, come annunciato nel mio precedente intervento, quando l'argomento è reale, contingente, risulta agevole intuire da che parte ci si siede. Ma veniamo al punto, anzi ai punti : a) quando la Fiat "socializzava le perdite e privatizzava i profitti" a chi stava bene ? Al sottoscritto no di certo. b) dai, l'avvocato che strizza l'occhio ai democratici è una provocazione del tutto antistorica. L'avvocato ha avuto rapporti con il clan dei Kennedy, above all, ossia con degli aristocratici senza titolo che (come la famiglia Agnelli) ha scalato la vetta con il contrabbando ed altre operazioni illecite. Al di là della passione comune per le barche, le mignotte ed altre gioie della vita non mi risulta avesse alcuna affinità con il partito democratico americano. Diciamo che se Agnelli è filodemocratico tu sei Che Guevara (chiedere al buon Kissinger per conferma). c) la Susanna è stata Sindaco, deputato e senatore prevalentemente nelle fila del partito repubblicano (detto il soviet supremo), è stata ministro nel governo Dini (un seguace di Gramsci), in un governo tecnico composto tra gli altri da un giovane Frattini (un novello Berlinguer). Insomma la Susanna non mi sembra essere stata una "compagna". In quanto al conflitto di interesse, personalmente non l'avrei eletta neanche come amministratore di condominio, figurati deputato. d)Per quanto riguarda le chiusure polacche, i privati che reinvestono,i referendum,i sindacati, l'aumento dei salari, non posso rispondere in modo efficace. Avrei bisogno di molto tempo e molto spazio, non ti voglio annoiare. Diciamo soltanto che ritengo queste affermazioni il peggio della retorica finto liberista di una serie di personaggi squallidi. Pensavo che fossi superiore a questa forma di lavaggio del cervello da rete quattro, d'altronde in passato folle estasiate aspettavano sotto un balcone che uscisse un pagliaccio che li controllava con tecniche da avanspettacolo. Molti di loro probabilmente erano in grado di comprendere Gentile e Croce.
Il liberismo non c'entra un tubo caro Timballo (Obama ha fatto scudi fiscali e tagli alle tasse per i ricchi, i socialisti in Grecia stanno facendo un massacro sociale e Zapatero delle riforme thatcheriane) come il tg4 (chiediti perchè l'alternativa di Marchionne era il Canada e non la Serbia); la verità è che la sinistra italiana non è unita da un chiaro e credibile progetto alternativo ma solo in funzione antagonista....i fenomeni vanno governati cercando di sfruttarne la forza il più possibile in prospettiva di vantaggi competitivi.....non è il liberismo, ma la storia dell'umanità, la politica di potenze che si espandono o recedono.... mentre tu dileggi dall'alto del balconcino, la Cina supera il Giappone e diventa la seconda potenza economica mondiale....tutta la nostra legislazione sociale è stata frutto della possibilità redistributiva dopo il boom economico.....da oltre venti anni siamo in recessione o in crescita sotto l'uno per cento, col debito pubblico alto, con problemi infrastrutturali ed energetici (magari avessimo il petrolio di Chavez!), con l'euro che ci impedisce di svalutare mentre i cinesi lo fanno, coi nostri settori stratregici che sono stati impattati violentemente da una globalizzazione subita in ossequio alle "aperture" (di cosce purtroppo)....ergo....le rendite di posizione si stanno esaurendo bello mio e molti non lo vogliono capire....magari non saremo più neanche nel G8 tra dieci anni.....quindi c'è da risalire la china. Non esistono soluzioni realmente alternative, a meno che non si voglia uscire dai sistemi liberaldemocratici occidentali, dall'euro, dalla NATO per tentare nuovi cicli eroici....un giorno ci provammo....e fummo sconfitti. Più devo sopportare gente come te e più mi rendo conto che forse non ne vale manco la pena starsi ad impegnare per il bene comune della nostra Italia. Non si può non essere filogovernativi dopo aver letto certe argomentazioni. E questo sia chiaro, con la Destra e la Sinistra c'entra ben poco.....Tremonti del PdL e Letta del PD siedono assieme nell'Aspen Istitute mentre qui si è obbligati a discutere perdendo di vista il nocciolo delle vicende. Chiudo le mie repliche ringraziando tutti....anche se siamo finiti un pò fuori tema rispetto al pezzo.