
Teramo in una mattina di lavoro. Corso San. Giorgio frenetico tra commercianti, corrieri, commesse, impiegati, passanti, vigili urbani, poliziotti, carabinieri, finanzieri e un cantiere che non rispetta le norme di sicurezza. Un rumore sordo ma acuto. Una mattonella, un residuo di lavoro da montaggio di fotovoltaici o altro, un pezzo di un tetto, venti centimetri di materiale edile in frantumi. Spavento. Mezzo metro e avrebbe colpito un Signore. Uomo fortunato. Dall'alto, circa dieci metri o qualcosa di più, fa capolino, "Cucù", un operaio. Un errore. Non era un errore. Non esistono errori. Solo impalcature e protezioni non idonee. Nessun controllo. Che succede? Che sarebbe accaduto in caso di incidente? Perchè non esiste la prevenzione? Che cosa rispondono all'ispettorato del lavoro? Stiamo parlando del centro della città. Non serve neanche prendere l'auto. In fondo sono solo uomini, operai. Future morti bianche e tante altre belle parole e promesse.
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