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A morte i Gay

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Una risoluzione ONU. Un piccolo paese africano come il Benin. Settantanove paesi contro settanta. Una maggioranza che decide di stralciare l'omosessualità dalla considerazione umana. Si giustificano le persecuzioni contro le differenze sessuali. I gay a morte. Giusto che in Iran vengano uccisi in pubblica piazza, giusto che in Arabia Saudita ci sia la decapitazione, giusto tutto perchè nella maggioranza dei paesi islamici se il gay non muore felice, viene condannato ad un minimo di dieci anni di pubblica galera e violenza. Il 14 Novembre l'umanità mondiale è andata in frantumi. Dio è morto nel silenzio complice. Vorrei alzare una voce. Vorrei dire scontato che non mi riconosco in questa risoluzione, vorrei ascoltare la mia società civile, vorrei un pensiero di forte condanna dalla Chiesa Cattolica, dalla società civile, vorrei fuggire da questo silenzio di morte. Babbo Natale è gay... 

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Ieri sera ho visto un film, "Legion". Dio è arrabbiato con gli uomini ed invece di mandare sulla terra un secondo diluvio manda una serie di angeli sterminatori per massacrare il genere umano che lo ha deluso. Partendo dal presupposto che il film in se è una cazzata, sono convinto che qualcosa possa realmente cambiare solo se ci sarà un azzeramento totale delle coscienze, una sorta di nuova partenza. Un evento distruttivo che faccia ripartire il genere umano da un punto sconosciuto: la distruzione totale. Un dolore che unisce e che cementifica rimettendo le persone sullo stesso piano. Fino ad allora, ognuno di noi penserà al suo orticello. Augh!
Sono contento della pubblicazione. La notizia dell'avvenuta votazione all'ONU, risale a circa un mese fa e solo adesso , inizia a trapelare. Ieri ho scritto alla Parlamentare Paola Concia ed ad altri Ministri per chiedere come questo sia potuto accadere. Ancora non ricevo chiarimenti o risposte o semplicemente un Vaffanculo, che è già un segno. Certo questo non è periodo in cui hanno bisogno di interventi economici o umani, per le campagne elettorali , in cui ti chiamano ogni due per tre e si professano tuoi schiavi per la vita .Nel frattempo sto allertando EGMA, che è l'associazione internazionale, di manager ed imprenditori gay e lesbo, che compongono una delle lobbies più potenti al Mondo, per ciò che concerne l'economia , per rendere noti gli elenchi dei Paesi aderenti alla votazione. Semplicemente per farli riflettere sui loro referenti , nel momento in cui intessono relazioni internazionali. Inoltre , con l'aiuto di amici benemeriti, stiamo informando le Associazioni di genere, per orientare al meglio la scelta di mete di vacanze. Inutile andare dove non si è graditi, non trovi?
Mi scuso con Luca, le cui intenzioni e i cui auspici sono sicuramente dettati dalla buona fede, ma non posso fare a meno di considerare che l'idea di una distruzione totale come occasione di un possibile re-inizio sia un terrificante e banale luogo comune che tra l'altro viene smentito di continuo dalla nostra mutatissima e incasinatissima realtà. Se l'assunto apocalittico ricostruttivo poteva andare bene per definire la situazione mondiale alla fine della II guerra (ma anche lì io porrei dei dubbi, la situazione va definita con maggiori articolazioni sociologiche), oggi abbiamo un gran numero di paesi in cui tutto è andato a rotoli, tutto è (praticamente) retrocesso a un coatto anno zero e tuttavia il calendario continua a correre avanti (si fa per dire!), nella solita confusione post-moderna e post-umana. Cito l'Iraq, ovviamente il Benin (e quasi tutto il povero continente africano, oltre che tutto il cosiddetto III mondo), i paesi ex comunisti, tutti i paesi devastati dalla guerra. Lì più che mai si continua, imperterriti, a coltivare il proprio orto non conchiuso. Non il dolore in sé, ma la consapevolezza di esso, come della gioia, e di mille altre cose (l'alterità, il proprio essere, le cose a noi esterne e pure quelle interne) può far ripartire l'umanità. In un'era così scivolosamente virtuale e alterofobica, dubito, dubito, dubito che una distruzione a cui non si sappia far psicologicamente fronte possa mutare il panorama. Anzi. Cordiali saluti a tutti e un saluto affettuosissimo a Giancarlo.
Vorrei ringraziare iduepunti.it. Siete un sito elegante nella forma e nei contenuti. Una scrittura incisiva senza strilli. Filippo e Leonardo due commenti emozionanti.

La verità? Non conosco questa dimensione, il fatto di sentirsi diverso e di dover inseguire un modello di normalità, mi regala un sapore discriminatorio. Chi decide?