La tentazione di abbandonarsi a "comitati di salute pubblica" o a Progetti palingenetici ricorre ancora, nonostante gli utopismi abbiano già dato abbondantemente pessima prova di sè. Illuminismo e Rivoluzione Francese rappresentano ancora oggi la vetta della cosiddetta modernità, cioè di quella categoria astratta che ha prodotto un pensiero filosofico in polemica col Cristianesimo. Non tanto le forme di governo, quanto il Principio dell'autorità divide i due campi: per la Chiesa ogni autorità deriva da Dio, per la Rivoluzione deriva dal Popolo. Un "popolo" però, inteso non come organica rappresentazione delle famiglie e dei corpi intermedi, ma come astratto portatore di una volontà generale. La "rivoluzione" è riuscita a coprire il significato di se stessa, perchè casomai l'etimo indurrebbe a considerarla un "ritorno" ai primordi e non un salto nell'indefinito umano; poi di apparire fenomeno bifasico (fase liberale e fase giacobina), mentre fu in realtà unitario, perché ogni tensione utopica comporta un processo di accelerazione rivoluzionaria. L'opera più perversa di ogni "rivoluzione" è il tentativo di degradazione del Sacro e la lotta acerrima scagliata alla Chiesa, dissimulata oggi grazie all’azione di una storiografia compiacente e al clima neo-modernista di troppi cattolici sedicenti "adulti". Gli epigoni attuali del “clima ottantanovesco” liberal-giacobino sono coloro che attraverso la proposta di un “morale laica”, intendono prescindere totalmente da fondamenti metafisici ancorando la morale all’Uomo stesso, in sé considerato come nuovo alfa e omega, Principio e Fine. La storia ha dimostrato che ogni valorizzazione dell’umano che abbia avuto la pretesa di eludere la dimensione finita e creaturale dell’uomo stesso, ha generato la subordinazione dell’uomo a idoli come la Rivoluzione, la Razza, la Classe, lo Stato, la Storia, il Denaro, la Tecnica e la Libido. Il Maestro indiscusso di questi epigoni è stato Jean-Jacques Rousseau che ebbe modo di inventarsi una sorta di “Immacolata Concezione del Genere Umano”, in buona sostanza un capovolgimento radicale della teologìa cattolica, teso a riconsegnare l’Innocenza all’Uomo, già cittadino di un Mondo Nuovo che redime. Peccato che lo stesso Rousseau, pur essendo "buono per natura" abbandonò i figli in un orfanotrofio. Nell'uso corrente pertanto, il termine "medioevo" è usato per indicare un periodo storico contrassegnato dal "buio" della ragione, dall'arretratezza e dall'ignoranza che avrebbero schiacciato l'Europa in un limbo di oltre mille anni, dall'epoca classica al cosiddetto Rinascimento, mentre il termine "rivoluzione" indica l'irrompere di un novum carico di proiezioni positive, di superamenti e di felicità mai raggiunte. Credo che i due termini possano significare più profondamente, due archetipi, due visioni del mondo antitetiche, due "stili" in quanto tali metastorici, che vanno al di là di effettivi periodi storici. Gli inganni sono storici e filosofici perchè ogni rivoluzione necessita di stravolgere la comprensione del passato, di oscurare ciò che può intaccare il Suo affermarsi nel momento presente. La contraffazione dei valori e delle parole è necessaria per togliere ai valori ed ai concetti avversati, i "contenitori" sui quali essi possono continuare a diffondersi. Un esempio tra tanti è la confusione su ciò che significa "autorità" o su ciò che bisogna intendersi oggi per "libertà" e "uguaglianza", concetti mutati rispetto a ciò che significavano nel "medioevo". La Rivoluzione si oppone radicalmente alla "mentalità medievale" ancora rivolta alla metafisica e agli insegnamenti della Scolastica, muovendo da un'antropologìa che mette il pensiero prima dell'essere. Scetticismo, idealismo, soggettivismo e relativismo inducono a ritenere che non vi sia alcuna verità oggettiva, ma ciò è una contraddizione in termini perché affermando che non vi è alcuna verità oggettiva, implicitamente ne ammettiamo l’esistenza: sarebbe necessariamente una verità oggettiva per tutti, che non esiste alcuna verità oggettiva. Molto acutamente Ennio Innocenti ha scritto nei suoi lavori sullo gnosticismo, come la Rivoluzione rappresenti il tentativo di "immanentizzazione dell' eschatòn cristiano": Dio si identifica col mondo e non è più trascendente ad esso perchè avrebbe la medesima sostanza di esso. Se il mondo non è più "creato" ma dal nulla si sviluppa indefinitamente assieme a Dio, esso non sarà soggetto alla Chiesa ma sarà la Chiesa a secolarizzarsi, non sarà l'umanità a dover tornare a Dio, ma sarà Dio stesso a realizzarsi pienamente nell'Uomo. In sintesi si approda alla concezione cabalistica della negazione di Dio e della Divinizzazione dell'Uomo. Il Concilio Vaticano II ha rappresentato per la Chiesa, aprendola agli influssi spurii delle filosofìe moderne sorte dalla rivolta contro la metafisica e il tomismo, ciò che la Rivoluzione Francese ha rappresentato per la società politica europea e la Breccia di Porta Pia per l'Italia. Da Arca di Salvezza a parodìa dell'INPS, stretta tra conservatori della rivoluzione e ultraprogressisti un pò come qualsiasi parlamentino occidentale.
Per la filosofia naturale e cristiana, ancora non contaminata, l’uomo può cercare la verità ma non può decidere di essa: una volta trovatala, deve sottomettere l’intelletto alla verità, in quanto lo stesso è creato e orientato per il vero, come gli occhi lo sono per l’oggetto da vedere. Il soggetto viene subordinato all’oggetto e pertanto l’intelletto riconosce la verità, non la inventa, come la volontà non crea il bene, ma aderisce casomai ad esso. Un brillante pensatore cattolico, Marcel De Corte, così sintetizzava la questione: ”Verità non vi è, se intelligenza non concorda con la realtà”. Tutto ciò è insopportabile per le filosofìe moderne che non considerano l’uomo come creatura misurata ma come misura stessa di ogni cosa, come principio e fondamento, come “creatore” che liberamente e nella sua illimitatezza, sceglie il vero e il falso, il Bene e il Male. La Rivoluzione ha quindi bisogno di stravolgere lo statuto della natura umana, contrassegnato dal limite e la devozione in quel Dio “colpevole” di aver deciso per l’uomo quella limitatezza. In termini teologico-morali, la Rivoluzione è rivolta a distruggere nell’uomo la virtù dell’Umiltà per innestare la pianta prepotente dell’Orgoglio.
In estrema sintesi è lo scontro "agostiniano" tra una Città che mette sul trono Dio e una Città che pone invece l'Uomo divinizzato, misura di tutte le cose, al Centro dell'Universo e della società stessa. La costatazione degli stessi rivoluzionari che gli uomini rimanevano però sempre gli stessi, con tutti i loro vizi e le loro meschinità, induceva a non considerare più il Male come proveniente dall’interno stesso dell’umano, ma che la Rivoluzione doveva crescere di intensità per trasformare del tutto lo statuto genetico dell’Uomo per proiettarLo nel “bene”: ecco il Terrore. Appare dunque ovvio che qualsiasi mezzo potrà essere usato per giungere al trionfo della Purezza incarnata dalla Rivoluzione e che la non accettazione della Rivoluzione significava appartenere ad una razza sub-umana (i “briganti”), indegna di vivere: ecco il genocidio vandeano. Del resto lo stesso Maximilien Roberspierre disse alla Convenzione nel 17 febbraio 1794: “Il Terrore altro non è se non la giustizia, pronta, severa, inflessibile….un’emanazione della virtù”. Pulizia materiale quindi di tutto lo “sporco” che occuperebbe la società, con esaltazione dello sterminio così come voluto da Jean Paul Marat (10 agosto 1792): “…non lasciate dietro a voi che cadaveri e sangue”. Peccato per il “popolarismo” giacobino che neanche il 10% delle vittime sarebbero state di “aristocratici”, avendo la furia omicida colpito proprio il popolo che rifiutava la Rivoluzione. Venne così abolita ogni formazione di associazioni contadine con legge del 1793, facilitando l’acquisto da parte della borghesia più facoltosa delle terre demaniali ed ecclesiastiche, prima gravate dall’ipoteca sociale che contemplava diritti maggiori e minori, una proprietà non assoluta ma comunitaria: ecco l’individualismo economico. E così la nuova fraternità avrà come base non la figliolanza (avere un Padre comune) ma la condivisione di una collocazione immanente e neanche un’idea di appartenenza concreta, ma di autosufficienza. Se appunto "medioevo" e "rivoluzione" sono due "stili" e due concezioni della vita e della società, è evidente che una tale dicotomìa si disvela come fenomeno persistente in ogni epoca storica. Un esempio recente dello scontro di tali "categorie" può essere ben evidenziato nella divisione assoluta verificatasi in Italia riguardo la vicenda di Eluana Englaro. Quando scendono in campo gli archetipi, anche lo scacchiere politico viene scompaginato essendo la coscienza profonda delle persone a prendersi una rivincita sulle artificiali “coalizioni elettorali”. Marcello Veneziani ha scritto notevoli riflessioni sulla Tradizione intesa come trasmissione, come vivificante passaggio che collega passato e futuro senza che vengano recise le radici per cui, "uccidendo i padri" si sono già uccisi pure i figli.
A proposito di figli, credo che la crisi demografica italiana dipenda essenzialmente dal rifiuto di scommettere sul futuro e sul peso che la "liberazione" sessantottina dai vincoli familiari ha lasciato nelle menti, ereditando l’idea dell’ autosufficienza individualista rivoluzionaria.
Mettere sù famiglia diventa allora gesto eroico e rivoluzionario, atto eversivo dell'ordinamento giuridico e del nuovo senso comune.
Davanti ad un cambiamento di mentalità e di stile di vita, ogni problema economico o occupazionale assume in realtà connotati di aggravante che inducono l’individuo a non assumersi delle responsabilità. Non si capirebbe perché altrimenti, sono proprio i più poveri ad essere proletari, cioè quelli ricchi di prole, mentre chi potrebbe permettersi di avere una famiglia numerosa, preferisce il contrario. Rivoluzione e Medioevo: archètipi che si scontrano, visioni del mondo e della vita che pigliano le armi da almeno mille anni. Come le presero 150 anni fa....ma su questo tornerò prossimamente.
(Per seguire la presentazione del libro "La rivoluzione contro il Medioevo" - Pescara giugno 2009)
http://www.youtube.com/watch?v=5VFKIl1nHAE
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