Vi lascio alla lettura di questa disavventura estiva, poi prossimamente vi racconterò perchè non voterò Luciano D'Alfonso alle prossime elezioni regionali.
Un saluto a Giuliano Gambacorta.
Giancarlo Falconi
Domenica 28 luglio. Fa caldo. Decido di andare al mare a trovare un po’ di refrigerio in un bel bagno, sapendo bene che per qualche ora di fresco bisogna pagare un bel pedaggio per lo stress del viaggio, delle code ecc. Mi conforta il pensiero che con il mezzo pubblico dell’ARPA la domenica precedente mi sono trovato bene: ho letto, sonnecchiato, osservato il variegato mondo degli utenti, persone che non ti capita spesso di incontrare: molti giovani allegri e gentili, con l’immancabile telefonino tra le mani, con auricolare annesso, anziani come me e a quanto pare molto più esperti di me in fatto di utenza pubblica; ho avuto anche l’occasione di assistere ad una conversazione tra non udenti, un ragazzo e una ragazza, con il linguaggio LIS, un esperienza unica per me che non sospettavo come dai telegiornali al linguaggio di una conversazione si potesse essere così veloci ed espressivi.
Il loro linguaggio tra l’altro non dà fastidio a nessuno e paradossalmente mi è sembrato che a soffrire della disabilità fossero gli altri. Tornando a questa domenica 28 luglio, confesso la mia disinformazione: non sono andato sul sito ARPA e non ho appreso che il 28 luglio per le corse estive è un giro di boa e le corse sono dimezzate - così tanto, per incrementare il trasporto pubblico e incoraggiare il turismo - che non si susseguono ogni mezz’ora, che le biglietterie sono chiuse. Pazienza, tanto sono in tempo per la corsa delle 9, farò il biglietto sul mezzo. Sorpresa: la macchinetta non accetta banconote, non ho spicci, il conducente casca dalle nuvole come se gli avessi chiesto di pagarmi il ticket e non trovare spiccioli. Non posso partire senza biglietto. Corro di nuovo alla biglietteria di piazza Garibaldi dove un cartello sepolto tra decine di altri avvisi mi comunica che di fronte, alla fermata dei pullman, c’è il distributore automatico. Che bello! Sono salvo. Sorpresa: la macchina accetta banconote ma non la mia forse perché è la cinque euro di nuovo conio.
Pazienza…ancora per poco. Corsa al più vicino bar per cambiare la fatidica banconota, via alla fermata. Perdo la corsa delle 9, aspetto quella delle dieci. Fine della disavventura? Sì, quasi: ormai è l’ora del traffico intenso e dopo le 15 ( 15!) fermate, al bivio di Giulianova, dove mi aspetta l’amico Nino, c’è una coda bella lunga. Nino è paziente e non mi manda all’altro paese. Via a Cologna spiaggia, ormai non più la spiaggia dei musoni che non vogliono incontrare anima viva…acqua limpida, non so se la limpidezza è sinonimo di purezza, ma che importa ormai è bagno.
C’entra tutto questo con l’immarcescibile presidente della Sistema spa e soprattutto l’ARPA i cui dirigenti prendono bei stipendi per amministrare aziende senza respiro strategico e senza nemmeno la capacità di assicurare l’ordinaria doverosa efficienza?
Buona estate!
Lettera Firmata
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