Mi chiamo Ciro, Ciro Esposito Mitterrutzner.
Cioè non mi chiamo Ciro, è uno pseudonimo, ma su internet ho scelto la riservatezza. È una mia decisione ed ho sempre creduto che come tale andasse rispettata. In fondo perché dovrei raccontare la mia vita assolutamente piatta, ad esclusione forse di quella querela per abusi su un cavallo ma alla fine chi me lo doveva dire che un cavallo non regge più di una pinta di birra, a degli sconosciuti o regalare le mie preferenze di acquisto a qualche società di marketing che poi le usa per far lavorare piccolissime manine in un grandissima fabbrica di caciocavalli abruzzesi internazionalizzata in un distretto del Pakistan?
Insomma da quando vivo qui ho aperto un blog dove cazzeggio, senza mai offendere nessuno, a volte anzi spesso prendendo in giro molti. Confidando sempre nel Homo Sapiens Sapiens e nella capacità di confrontarsi, abilità che dovrebbe caratterizzare la cultura occidentale da Aristotele in poi.
Il mio blog è molto diverso da quello di Giancarlo. Nel mio blog si è infatti obbligati a leggere più di 140 caratteri, quindi difficilmente qualcuno che non abbia letto per intero la “policy fighe e shottini multicolore” della Regione Abruzzo arriva alla fine di un pezzo. Ma con Giancarlo ho trovato una forma di empatia, motivo per cui oggi ospita un mio brevissimo articolo.
Qualche volta ho scritto dei M5S locali. Oggi qualcuno disturbato da mie semplici considerazioni ha deciso di scrivermi appunto via Facebook minacciandomi di divulgare i miei dati personali e mie fotografie, numero di telefono e insomma tutto ciò che attiene alla mia vita privata, volendo suggerire chissà quali danni e pericoli deriveranno dall’attuazione della sua minaccia. Ora, detta così sembra una cosa piccola piccola. Invece io ci ho pensato e a me sembra grande grande come la sostituzione al Tempio della Birra della birra normale con quella senza alcol per ventenni iscritti al corso di Scienze politiche.
Nel 2014 esiste infatti una forma di squadrismo che è quella mediatica.
E cerco di spiegarmi. Oggi l’Italia è divisa in due, da una parte quelli che ancora cercano di mantenere la calma, dall’altra quelli con il personalismo politico da erezione. Centinai di migliaia di volontari ripetono come una cantilena gli slogan lanciati da un qualche burattinaio di turno, prima Berlusconi, poi Berlusconi 2.o alias Grillo, ora Berlusconi 3.0 alias Renzi. Non serve a nulla cercare di spiegare come stanno le cose, di raccontare razionalmente la verità o cercare di smontare il racconto narrativo di questi manipolatori di masse.
Le masse ti rispondono che se non sei con loro e con il lor capo infallibile allora sei dalla parte del carnefice, in un manichesimo da ventunesimo secolo in cui non si seguono i contenuti ma l’impeto con cui essi vengono raccontati. Se, infatti, sentite parlare uno di questi signori e non avete i crampi allo stomaco, allora il vostro insegnante di storia è stato Sperandio o Febo Salini. Lo squadrismo di oggi non ha bisogno di olio di ricino, oggi basta strumentalizzare o manipolare una qualsiasi informazione su chiunque e farne venire fuori ciò che si vuole. A me l’idea di essere spiato, seguito, fotografato da qualcuno che si sceglie un movimento politico fondato da uno che di mestiere fa il capocomico e che non ha idee reali su come affrontare i veri temi della politica, quindi la salute, il lavoro, il welfare, la politica estera ma sa tutto su come gestire internet, gli orsi tibetani e gli scontrini del caffè, a me questa idea infastidisce parecchio.
Il M5S è il più personale dei partiti e l’inconsistenza dei contenuti è funzionale alla sopravvivenza dello stesso. Chiunque, pertanto, cerchi di smontare questo racconto, di evidenziare queste incongruenze, finisce sulla pagina di Grillo come giornalista indesiderato in una forma moderna di squadrismo che sono sicuro non dispiace a molti, gli stessi che pensano che in fondo del fascismo non era proprio tutto da buttare.
A chi vive in provincia e si chiede dove siano finite le risposte, fortunatamente, toccano solo le minacce di qualche grillino di Alba Adriatica.
LETTERA FIRMATA
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