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Letizia Marinelli scrive alle donne abruzzesi

di Anonimo
4 minuti

Ho deciso di scrivervi queste poche righe per cercare di porre l’attenzione, la Vostra attenzione, non su di me o sulle questioni che mi riguardano, cosa che tra l’altro per molti è stata un’occasione per diffamarmi o insultarmi senza conoscere il rispetto che ho avuto della legge ed il lavoro che ho svolto e che ho intenzione di continuare a svolgere, ma per comprendere quale sia il vostro interesse sul tema della condizione della donna nella nostra regione. In Abruzzo le donne, come nel resto d'Italia, vengono pagate mediamente il 20-30% in meno rispetto ai colleghi maschi a parità di lavoro svolto; faticano a crescere in carriera nel corso della loro
vita professionale e lavorativa. Le condizioni d’accesso le penalizzano sia nella vita politica che nei ruoli decisionali pubblici e privati, in aperto contrasto con il nostro dettato costituzionale.

La violenza, la discriminazione, la mancanza di pari dignità politica e sociale oggi sono questioni che le donne abruzzesi vivono sulla loro pelle e spero che almeno su questo si possa essere d’accordo. Non possiamo permettere che la vita delle donne in Abruzzo, come dovunque, possa essere in pericolo; prima ancora della pari rappresentanza di genere, della pari dignità retributiva ed economica e del ruolo della donna credo sia necessario e non più procrastinabile che il legislatore regionale, visto che quello nazionale ha altro da fare, individui azioni urgenti per contrastare efficacemente il fenomeno della violenza sulle donne e sui loro figli minori, vittime a loro volta. Come dimostrano le cronache, purtroppo, è un fenomeno che ci riguarda e ci coinvolge, complice una scarsa attenzione alla promozione delle pari opportunità e dell'educazione al rispetto e alla reciprocità.

Ogni qualsiasi Candidato, indipendentemente dallo schieramento che lo sostiene, ha forse la volontà di dichiarare di voler avviare nella futura legislatura progetti di contrasto alla violenza e al sessismo per ridurre il fenomeno della violenza nelle relazioni tra uomo e donna, promuovendo l’uguaglianza di genere e mirando a debellare la violenza sulle donne dalla radice? Ma come, in che tempi, con quali risorse e soprattutto con che impatto ed efficacia intenda farlo, noi tutti dobbiamo saperlo, io nel mio ruolo di consigliera di parità regionale e voi come cittadini abruzzesi interessati all'argomento.

Non esiste sia a livello nazionale che regionale un osservatorio che monitori la violenza sulle donne, mentre se ne sono costituiti a dozzine, che hanno riguardato di tutto, ma su questo fenomeno nulla, non interessa a nessuno, se ne parla solo in maniera strumentale. Del resto non esiste a tutt’oggi una legge nazionale che definisca in tutt’Italia nemmeno il ruolo e la funzione dei Centri antiviolenza e ciascuna Regione è intervenuta con criteri e regole interne peraltro non omogenee.
Per fronteggiare l’emergenza di atteggiamenti sessisti si dovrebbe cominciare ad agire in età scolare, attraverso la rappresentanza del sapere femminile nei programmi e una corretta rappresentazione delle donne nei testi scolastici, la promozione della parità tra bambini e bambine, che passa attraverso la divulgazione della cultura del rispetto dell'altro pur se diverso. L’educazione civica e l’educazione sessuale dovrebbero includere corsi nelle scuole per informare i ragazzi sulle modalità di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e delle gravidanze indesiderate, affrontare il tema delle molestie sessuali e degli stupri, promuovere una sessualità consapevole e libera da stereotipi di genere che costituiscono la prima forma di violenza sulle donne.

L’Italia ha sottoscritto la Convenzione di Istanbul, ma perché quel documento non resti lontano dai risultati, distante da noi come la città che ne porta il nome, occorre operare azioni di contrasto e prevenzione nei confronti di un fenomeno che nel nostro Paese è strutturale al sistema. Il prossimo 29 marzo, presso l’Auditorium Petruzzi del Museo delle Genti d’Abruzzo, in Via delle Caserme a Pescara, vorrei conoscere anche la Vostra opinione in una pubblica assemblea, alla quale ho invitato Istituzioni , parti sociali, Politici Abruzzesi e voi tutti cittadini abruzzesi.
Esserci può essere utile per cambiare. Vi ringrazio.

La Consigliera di Parità Regionale
          LETIZIA MARINELLI

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Commenti

Come può Lei essere portavoce se è stata la prima a cadere tra le braccia del Presidente ?
Credo che prima del lavoro e della giustizia l'Italia abbia una più importante mancanza: il SENSO DELLA VERGOGNA. Basterebbe questo sentimento rivoluzionario per cambiare il nostro paese in sei mesi. Consiglio alla signora di diventare familiare con questo sentimento, all'inizio non è piacevole, ma poi ti libera! E magari libera anche noi...
Ma con quello che ha fatto non si vergogna a parlare di pari opportunità? Non ha mai pensato che fosse opportuno lasciare l'incarico che "forse" lei ha in modo "poco chiaro". Comunque le auguro di poter fare vera chiarezza in tutta questa vicenda che umilia e offende non solo lei ma tutte le donne che lei stessa vorrebbe difendere.
La sua indecenza non ha limiti,come la sua voglia di protagonismo. Sono una donna come lei,ma ritengo che lei rappresenti ciò che una donna non VUOLE essere. Sono sicura che la sua assemblea pubblica,come la chiama lei,riscuotera ' un successo di pubblico notevole dovuto perlopiù a quella curiosità da buco della serratura tipica dei nostri tempi. Un atteggiamento più riservato,secondo me, l'avrebbe aiutata a non essere ricordata per sempre come " quella della stanza 114".
Ah ah ... Italy: Nothing is impossible
Per fortuna ha deciso di scrivere "...POCHE RIGHE..."! Semmai dovesse decidere di trattare l'argomento con una "analisi dettagliata del fenomeno": istituisce una Fondazione?
Cara Marinelli ciò che scrive è sacrosanto, il fatto è che detto da lei rischia di diventare poco credibile. Si renda conto che non può passare e non passerà mai per eroina delle donne quindi non capisco cosa lei abbia in mente ma noto che il suo impegno e la sua ricerca di visibilità stanno aumentando dopo il fattaccio, penso che lo faccia per ripulire, agli occhi degli altri o degli scettici, la sua immagine, ma mi dia retta, resti nell'anonimato come ha sempre fatto, non abbiamo bisogno di una nuova Giovannna D'Arco !!!
Le sue vicende personali, cara signora, non mi interessano. Mi interessa invece quello che lei dice sulla necessità di informare i giovani, di educarli ad una sessualità non strumentale, ma consapevole e rispettosa della dignità di ciascuno. Dai politici ci si aspetta coerenza, ci si aspetta che abbiano il coraggio di rivendicare per se stessi la stessa libertà di scegliere che chiedono per altri. Se questo è, allora non si dispiaccia per gli insulti, si assuma la responsabilità delle sue scelte senza giustificazioni e senza piagnistei. Che le giudichino sbagliate oppure giuste non importa, purché siano state consapevoli.
Proprio per donne come lei molte altre non lavorano e pur avendo titoli di studio forse più importanti dei suoi devono accettare le condizioni in cui sono costrette a vivere e a far tornare i conti a fine mese. Posso assicurarle una cosa che è meglio vivere con poco ma con molta dignità che "prostituirsi alla vita". Lei non ha nulla da insegnare anzi gli uomini useranno il loro potere finché ci saranno donne come lei!
Secondo me la Marinelli gode nel farsi insultare. Sadomasochista
Cara Letizia, mi perdoni, legga questo, per capire quello che una donna E', prima di denunciare quello che ad una donna potrebbe essere fatto. "Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni. Però ciò che è importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno età. Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno. Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza. Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione. Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo. Non vivere di foto ingiallite... insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni. Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te. Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto. Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce. Quando non potrai camminare veloce, cammina. Quando non potrai camminare, usa il bastone. Pero` non trattenerti mai! Madre Teresa" Le donne sono amore, motore immobile, casalinghe, mamme, mogli, bambine... le donne vanno esaltate e ad essere và insegnato a combattere con "il buon esempio" e non a difendersi dai cattivi esempi. Le donne vanno osservate, ascoltate, capite con dolcezza e non costrette a raccontarsi con violenza. L'attaccamento alla vita ed ai valori è la loro miglior difesa. Perché la violenza và combattuta con amore. Perché una donna è amore. Perché una donna quando non potrà camminare veloce...camminerà...ma stia tranquilla che nessuno potrà arrestare il suo incedere. Vede, nei comitati, quelli seri, si forniscono gli strumenti, non si strumentalizzano gli esseri umani, non si fa pubblicità di se stessi, non si gioca con chi combatte ogni giorno per mantenere la sua integrità e...le assicuro ci riesce. Nei comitati, quelli seri, i suoi detti, non detti e soprattutto i suoi fatti, non possono costituire un'esempio. Mi spiace non possono. Perché la donna E', non parla, ma E'.
pure???al peggio non c'e'mai fine!!
I CONSIGLI DELLA CONSIGLIERA, forse nessuno li vuole più ascoltare, anche perché la sua lettera aperta ( che non è una vera lettera aperta) esprime ovvi, scontati, pacifici concetti masticati e rimasticati da altri tante, tante, tante volte; concetti che la consigliera ha ritenuto di proporli, tediosamente, senza neppure tentare di elaborare nuove parole. Forse sarebbe stato più interessante se avesse dispensato qualche consiglio di comunicazione seduttiva; come fare a sedurre un uomo importante con la propria autostima inversamente proporzionale all'aspetto fisico " infingardo". Chi ha brillato di luce riflessa, chi ha " attecchito" nel riflesso altrui, non ha talento e non arriva a nulla. Insistere è solo esibizionismo, come quel tipo che sale sul tetto di un camioncino, vestito mezzo ignudo con un impermeabile trasparente e invita le signore presenti ad offrirgli la loro......anima! suggerisco di offrire alla consigliere delle pari opportunità un soggiorno, alla da lei citata ISTAMBUL, anche perché dubito che, nelle nostre contrade, ci sia qualcuno disposo a farsi sedurre!.....honi soit qui mal y pense
Gentile signora, quando capirà che è il caso che si faccia da parte, almeno per un po'? Capisco le sue preoccupazioni, le condivido, ma il suo comportamento (pure se non ha commesso reati), ci lascia basiti. Proprio per quello che lei dice. Avrebbe dovuto astenersi completamente dal frequentare il governatore al di fuori dell'ambito lavorativo, proprio per non mettere in ridicolo le sue attività alle pari opportunità. Invece no.... sembra un p0' come D'Alfonso: poichè non ho commesso reati non mi tolgo di mezzo. A volte basta molto meno di un reato per perdere completamente la credibilità. Auguri!
la lettera è troppo lunga e appare noiosa pur leggendo una riga sì e tre no. tutto già scritto, tutto già detto, pura teoria di parole vuote e incoerenti.