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Asl-Teramo: Storie di ordinaria Sanità

di Anonimo
6 minuti

Torniamo ad occuparci della riforma sanitaria.
Quella Sanità che non conosce i numeri, il risanamento, la regione canaglia ma subisce il quotidiano delle corsie.
Di quella politica di destra e sinistra che ha premiato l'appartenenza e non la coscienza meritocratica.
In sanità a volte è la diffrenza tra la vita e la morte.
Buona lettura.

La nostra bimba di 8 mesi è molto raffreddata da una settimana; ho iniziato a telefonare alla nostra pediatra da lunedi e lei ha iniziato a rinviare al giorno dopo (aspettando una eventuale evoluzione in qualche malattia tipo pertosse, per la quale comunque lei è vaccinata....). alla fine giovedi mattina mi  presento  all'ambulatorio. il responso è una lieve bronchiolite, mi da una cura e torniamo a casa.

Venerdi pomeriggio, nonostante un primo miglioramento, la bimba inizia a tossire in modo violento e ad andare in apnea.
Preoccupata chiamo mio marito e andiamo subito al pronto soccorso di Sant'Omero, perchè abitiamo a  5 minuti e  la nostra pediatra  non è reperibile. Arriviamo e ci dicono di aspettare perchè c'è un'urgenza in neonatologia.  Aspettiamo pazientemente, ci mancherebbe!
La bimba sudata in un corridoio pieno di correnti d'aria; lo faccio presente e ci fanno accomodare in medicheria, perché io allatto ancora e il corridoio non è certo il posto migliore.  Arriva la dott.ssa, giovane, gentile, sembra sapere il fatto suo, si scusa per l'attesa e visita la bimba.
Diagnosi: lieve bronchiolite, dedotta dal fischio che sente, leggero dai bronchi, auscultando la schiena; davanti è pulita.

Ci parla dell'opportunità di un ricovero perchè la situazione potrebbe  precipitare...vedendoci perplessi ci accorda di aspettare prima il risultato delle analisi del sangue. Si congeda per tornare in neonatologia e ci lascia con le infermiere per il prelievo: vi farei vedere i segni sulla bimba!!!!

Restiamo in attesa dei risultati, per fortuna buoni! Allora la dott.ssa ci propone un patto: portare la bimba a casa, sorvegliandola, e iniziare una cura forte per poi riportarla sabato mattina al controllo perché lei è di turno e preferisce poter fare il confronto (il discorso ci è sembrato logico).
Sottolinea nuovamente la gravità della situazione e che ci stiamo assumendo una grossa responsabilità non ricoverandola…

Sabato mattina torniamo e ci mettono in attesa, ovviamente nel corridoio pieno di spifferi e che comincia a riempirsi di altri piccoli pazienti con le patologie più disparate.  Le due dottoresse di turno sono in neonatologia per le visite; dopo circa 3 ore di attesa ci visita e conferma la necessità del ricovero!
Nonostante la saturazione migliorata e anche l’aspetto generale della bimba, adesso si sente fischiare anche davanti!!!
E qui inizia davvero l’avventura: non ci sono posti e bisogna aspettare le dimissioni di alcuni bimbi delle quali si incarica una delle due dottoresse (sono più o meno le 12). Intanto c’è un viavai di gente, visitatori, bimbi dal pronto soccorso…..io e mio marito ci attiviamo per il ricovero : prima siamo riparcheggiati nel corridoio esterno, poi quando finalmente il ricovero è effettivo, nel  corridoio interno del reparto.

Nel frattempo si sono anche preoccupati di farci lasciare il vitto che consumiamo in piedi (finchè sempre la solita infermiera impietosita non ci presta la sua sedia) con la bimba nel passeggino. Intanto sentiamo alcuni genitori spazientiti per l’attesa: eh ma c’è il cambio turno. Et voilà dopo un po’ una delle dottoresse della mattina riappare, dopo la legittima pausa pranzo. A tutti dicono di aspettare e pazientare. Noi stiamo aspettando che si liberi un posto: peccato che un posto sia già libero),ma il letto non ancora rifatto. Altre mamme impietosite, dicendo di averlo già fatto, si offrono di rifarlo, ma no, non è quello il letto per noi (è nella stessa stanza ma in posizione diversa: ma i letti dell’ospedale non hanno le ruote?)

 Alle 3 circa, dopo 6 ore di attesa nei corridoi, stanca, spazientita e preoccupatissima di dover tenere mia figlia in quel caos, mi decido a telefonare a un medico che lavora in un altro ospedale vicino: è di turno e ci dice di andare! Bene, la decisione è presa, mettiamo la firma e usciamo. Eh ma l’infermiera ci dice che dobbiamo aspettare!!! Ahahah, la risata è d’obbligo, io le rispondo che noi stiamo andando via e se la dottoressa non ci riceve per la firma, pazienza! Un fortuito colpo di vento e la dottoressa chiude subito il cellulare e rientra dal balcone e, in risposta alle nostre motivazioni ci dice: eh ma io che posso fare, devo fare le dimissioni, le visite etc …..

In men che non si dica siamo fuori e ci rimettiamo in macchina con la bimba che ci guarda smarrita, con la paura che la situazione possa precipitare e un filo di senso di colpa e dubbio. Bene, arriviamo dall’altro dottore: intanto  tutta un’altra organizzazione, reparto con la porta chiusa, accoglienza, ordine  etc ma la cosa più grave è che dopo la visita smentisce clamorosamente la diagnosi della mattina! Ma quale ricovero, la bimba è molto raffredata, si , ma nelle vie aeree superiori e non ci sono fischi.

Dobbiamo soltanto continuare la cura  e tornare a casa…….oggi la bimba è già migliorata e siamo contenti di poter raccontare questa storiella con un pizzico di rabbia ma soprattutto gioia perché la nostra storia si è conclusa bene e in fretta, ma come mamma... non posso non pensare agli altri bimbi e genitori. 

Lettera Firmata

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Gli ospedali sono un caos continuo, i medici competenti ed umani pochi, ma ci sono, l'importanza di un pediatra di base disponibile e che sappia il fatto suo è fondamentale! Nonostante appuntamenti e ricoveri programmati si aspetta per ore! Non funziona niente.... E le esperienze negative di certo non aiutano ad aver fiducia, giustamente. L'intero sistema sanitario andrebbe completamente rivoluzionato... In generale... Magari si riuscirebbe a salvare qualche vita in più o ad avere diagnosi repentine... Senza considerare il fatto che i dottori dovrebbero essere assunti con criteri diversi...ce ne sono troppi che non capiscono un emerito cavolo!
prima di tutto spero che la bimba si rimetta il più presto possibile, però non ho capito di cosa si lamenta la signora: degli spifferi, dei segni dei prelievi, degli altri bambini al pronto soccorso?