Non cammino. Sono un disabile e tu invece no.
Non parlo. Sono un disabile e tu invece no.
Non sento. Sono un disabile e tu invece no.
Non vedo. Sono proprio un disabile. E tu invece no.
Non faccio tante cose che tu invece fai. Io non faccio finta di essere normale.
Tu invece fai finta di essere diverso. Mia madre mi ha sempre raccontato che prima era differente, ancora più complicato. Mi doveva portare a spalle, ovunque, anche in classe. Tua madre sulle sue metteva lo zaino perché tu non avevi voglia di sforzare le tue. La mia scuola non è stata proprio difficile, era difficile che l'avessi...non c'erano insegnanti né assistenti per me, o c'erano, sì, ma erano solo e soltanto per me.
La tua scuola, al massimo, non aveva i termosifoni o la palestra e qualche volta non ci sarai nemmeno andato perché non ti andava. Stavi con tutti e i compagni ti avranno detto ciccione, o tappo, o quattr'occhi, gli insegnanti avranno messo una nota ed almeno una volta qualcuno ti avrà detto " o brutto andicappa' ". Dai, te lo ricordi, no? A me invece mai.
No, non me l'hanno detto mai. Mi sarebbe piaciuto, sì, uno scherzo di vita simpatico. Mica come questo mio che mi porto addosso o come l'indifferenza che gli si appiccica dappertutto!
Ma le cose sono cambiate, un po' per volta. La gente capisce di più ed è diventata diversa. Come me, anche con me.Tu invece no.
Tu invece sei un politico...Allora te lo voglio dire io: "o brutto andicappa',!'"...mbè, che fai, ti offendi? E invece io te lo voglio proprio dire. Tu che fai il Sindaco e non pensi se la tua città può essere anche la mia, tu che fai l' Assessore e non vuoi saperne se mi muovo o come mi muovo, tu che fai il consigliere e non te ne frega che non frega nulla a quelli come voi ma pensate solo ai voti facili che si chiedono parlando di diritti, di integrazione, di pari opportunità...insomma di me. Tu prendi i voti parlando di me. Io invece no. Non te li farò dare fino a quando non farai ciò che devi per quelli come me e pure senza chiedere un voto. Quelli come me vogliono vivere come quelli come te.
Andare in giro, uscire, arrivare, girare, entrare, riuscire, incontrare. Quelli come me non vogliono nulla di diverso da quelli come te. Voglio solo vivere. Ovunque. Non essere rinchiusi. Da qualche parte. Vacci tu al lido per disabili...ma che roba è? Io voglio andare dappertutto e dove mi va, come fai tu, no? Poi rimani tu prigioniero di una casa, vedi cosa si prova e come me chiama, aspetta qualcuno e fatti prendere in braccio per salire nel Palazzo Comunale. Pesi? Allora dimagrisci...Vedi, dai, guarda un po' com'è...E se vuoi fare una cosa intelligente, caro Politico furbo di turno, o fine, o inizio turno, se hai capito ciò che ti sto dicendo, che tu sia a Teramo, l'Aquila, Giulianova, Roseto o a Roma... oggi, se incontri un disabile vagli incontro, sorridigli e poi digli " mbé ciao, 'andiccapa'".
No, eh? Già. Ci vuole coraggio, amore, rispetto, sincerità, verità, per poterlo fare così, con simpatia ed affetto. No. Tu no. Tu non puoi farlo. Sei solo falso. Io invece no. Perché? Perché sono Andiccapato veramente. Lo so. E voglio vivere davvero. Come sono. Anche più di te.
P.S. ( e pure...psss)
Dedicato a tanti. A tutti i politici di turno. Un pensiero diversamente speciale a Roseto. Alla vergogna di aver pensato un Lido per Disabili. E di vantarsene.
Lettera diversamente firmata
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Commenti
Caro Palermo,
non è un mio articolo...quindi hai sbagliato a leggere.
Oggi attacco D'Alfonso quindi non sono D'Alfonsiano...secondo errore....
Terzo errore stai difendendo Dimensione Volontario di cui è presidente tuo padre?
Quante gare?
Ps....continuo?