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«(...) e si vuole che il primo ministro Acton chiamasse Teramo: l’Atene del Regno»: CONSIDERAZIONI SUL PROGETTO PER I CORSI SAN GIORGIO E DE MICHETTI (PARTE SECONDA)

di Anonimo
6 minuti

Continuando da http://iduepunti.it/lettera-aperta/13_marzo_2015/quando-teramo-arrivo%E2%80%99-il-loritello-considerazioni-sul-progetto-corsi-sa s’arriva al pregevole secondo documento: il catalogo dal titolo “Concorso europeo di architettura – MICROSPAZI MACROLUOGHI – catalogo dei progetti” (176 pagine senza indice!). 

Dicono che del catalogo siano state stampate una grandissima quantità di copie. Tant’è che ancor oggi sono usate per gli scopi più svariati, da rialzi per videoterminali, a fermaporte, come regalo da chi ne ha tante e da cui non sa come liberarsene. Si dice che dieci copie sovrapposte siano un ottimo inginocchiatoio per invocare il ritorno di Guido II. Sembra che, per settimane, abbiano giaciuto centinaia di cataloghi nell’androne di un noto palazzo di via Delfico ma, tristemente, nessuno li sottraeva, e quindi s’è dovuto dar corso alla ovvia metafora attinente al luogo di giacenza.

È sconsolante dirlo, ma il catalogo NON è diventato, come auspicato a pag. 4: un “ventaglio di proposte  da cui attingere (…) anche per interventi futuri”. Peccato! Una grande quantità di idee oggi sono finite al macero. Idee non sostenute e non visibili dai balconcini di piazza Vittorio Emanuele II, sfumato com’è “il valore di sondaggio e falsificazione dei possibili esiti che il parco progetti (…) ci potrà consentire”, così come si legge a pag.12 !

Andando oltre, nelle pagine introduttive al catalogo, si trovano parole greche o latine, concetti onanistici e filosofici, considerazioni riciclate sicuramente d’altrove, ma il vero tripudio dell’intelletto lo si ha da pag.31 a seguire.

Trascrivendo senza commento si ha la fortuna di leggere, ad esempio, auto celebrative definizioni di chi andrà a breve a realizzare il vostro nuovo Corso: “ars maieutica … scanning: progettare il contenuto … polarità vs porosità … sincronico vs diacronico … struttura vs infra-struttura …” (pag.32). 

Mi piace riportare frasi su cui dovrete meditare quando passeggerete il sabato sera per il Corso : “ acquisizione cosciente della conoscenza … scanning dei dati materiali e immateriali … lettura sincronica della struttura urbana”. Ma non sfugga, applicata alla realizzazione di una banale pavimentazione (perché di questo si sta parlando), che per i vostro corso san Giorgio si dovrà “destrutturare la visione dei poli, scommettendo su una strategia di porosità”.  Quindi, passeggiando, dando la mano alla vostra fidanzata/o, sia obbligo meditare sulla “condizione sincronica di struttura in una diacronica di infrastruttura, pre-disposizione, sistema disponibile ad aggiornamenti continui”. Che sia forse una allusione al sottostante sistema fognario che in un afflato amoroso coita tra acque bianche e nere? 

Passeggia e medita cittadino teramano poiché sotto la suola del tuo calzare “Suolo Spazio Informazione infra-strutturano ciascuna area selezionata secondo una procedura input/output che processa in sequenza  livelli di stato di fatto  e le variabili contestuali (…)”.

Fin qui le serissime affermazioni a definizione della essenza metafisica del progetto vincitore. Passiamo ora alle immagini/disegni.

Un mio amico, esperto del settore, a cui ho fatto vedere il catalogo, mi indicava ridacchiando da quali riviste modaiole di architettura o di design, o da quali cataloghi di prodotti commerciali,  derivassero degli oggetti di arredo ed alcuni dei disegni di pavimentazione. Poiché sarebbe gioco troppo facile (come l’incrocio tra nominativi di cui si parlava in precedenza) non ne starò qui a parlare. 

Al contrario quello di cui si deve dire è l’assoluta NON pertinenza figurativa al contesto, storico e culturale, di Teramo delle immagini del progetto vincitore contenute nel catalogo (sicuramente, ne sono convinto, le cose miglioreranno quando studieremo il progetto esecutivo nelle prossime puntate)

Procedendo, non in ordine di stampa, mi ha molto colpito il BOX di pag. 37. Bellissimo! Bellissimo per il centro commerciale Gran Sasso ad esempio (taccio del maschilismo della rappresentazione). Ma mi domando perché introdurlo in città? Ed a proposito di introduzioni, merita davvero una segnalazione la selva di pali definiti ELEMENTI FISSI. Questi mi ricordano gli stessi usati dal principe Vlad l’Impalatore (Dracula per gli amici), ma che ritengo immeritati per i teramani, seppur colpevoli di aspirazioni moderniste.

Ma se al centro di pag 36 si vede uscire un personaggio da una nebbia bianca, che temo possa essere acqua nebulizzata, devo pensare che oltre alla riviste modaiole i nostri amici progettisti abbiano come riferimento culturale The Vampire Diaries: tutto molto carino ma – ripeto – non pertinente con la vostra Teramo.

Ma, non si creda che sia stia facendo della facile ironia. Perché se la tettoia di largo san Matteo sarà un indegno spreco di denaro pubblico (della tettoia si dirà nel dettaglio nelle prossime puntate), credo meriti una riflessione cittadina il nuovo lungomare di corso san Giorgio (di corso de Michetti, ovviamente, si parlerà quando analizzeremo il progetto esecutivo).

Ovviamente, tutti riconosciamo la indiscussa bellezza del tappeto in pietra, alla Missoni, che il gruppo vincitore vorrebbero stendere sul lungomare di corso san Giorgio (delle questioni tecniche legate alla posa e manutenzione delle lastrine di pietra parleremo prossimamente).

Ma  resta la domanda: ma perché a Teramo? Perché non su un lungomare adriatico? Perché si vuole cancellare la storia della vostra città? Quali i riferimenti culturali che hanno ispirato il progetto? Teramo merita tutto questo? 

Qui termina la seconda parte; ma circa quanto rappresentato nel catalogo si potrebbe dire molto altro - come ad esempio della banalità della spiegazione della sostenibilità del progetto (pag.34) liquidata con un disegnino che irriterebbe una qualsiasi intelligenza media. 

Eusebio Cesarea – professore emerito di Patafisica urbana

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Commenti

Bellissima e divertente lettura del progetto, complimenti al professore emerito di Patafisica urbana, mi piacerebbe vedere il progetto sbeffeggiare il quale, si capisce, è come sparare sulla croce rossa.
L'invidia dell'Architetto. E' confortante il poter prendere atto che, non appena in questa vuota, annoiata, provinciale e sciatta città, qualcuno provi a fare qualcosa che vada al di fuori della solita confortante banalità che caratterizza i nostri edifici, i nostri spazi pubblici e privati, la nostra sonnecchiante subcultura dei salottini bene, emergano immediatamente esperti, filosofi, e commentatori, pronti a deliziarci con la loro illuminante mente. Leggendo l'ottimo Eusebio Cesarea, professore di patatafisica inurbana (la dicitura corretta è questa), ci si aspetterebbe di vivere in un contesto dove l'opera dell'architetto si possa ritrovare in ogni centimetro quadrato delle strade, delle piazze, dei giardini, degli edifici teramani (e nell'intera provincia)… l'architettura, a Teramo e dintorni, si dovrebbe vedere e financo respirare… Dal numero di esperti che esce allo scoperto, con laurea in architettura o trascorsi da lettore di Casafacile e Cosedicasa, ci si aspetterebbe di essere citati, quotidianamente, da riviste internazionali di architettura, urbanistica, pianificazione, paesaggio, ecc., come fulgido esempio di una vivacità culturale che vede splendidi professionisti confrontarsi quotidianamente per rendere una città, tristemente ingrigita da anni di cattiva politica e di cattivi cittadini, un luogo meraviglioso dove abitare, lavorare, vivere. Dal numero di critiche che si ergono, sdegnate, da architetti, o pseudotali, su opere progettate da colleghi, ci si aspetterebbe che gli stessi ponessero a giustificazione del loro disdegno l'esempio di opere proprie, in modo che ci si possa rendere conto di come si fa architettura, e non di come, secondo il professore di turno, si dovrebbe fare. Invece, facendosi una passeggiata per le vie cittadine, tra le colline suburbane, nei territori di provincia, a parte qualche rara, anzi rarissima eccezione (probabilmente a suo tempo criticata dai soliti noti e dai soliti ignoti), si vedono solo anonimi palazzoni; spazi urbani che, nei casi migliori, sono buoni solo per far parcheggiare qualche auto; villini pacchiani; edifici pubblici tristi e intristenti. A volte qualche piacevole sorpresa diventa amara perchè, si scopre, progettata dal geometra o dall'ingegnere illuminato di turno, mentre i tanti architetti che affollano il nostro territorio, oltre a criticare il lavoro di colleghi molte volte costretti ad esprimere la loro creatività in altri lidi, sembra che abbiano deciso di scordarsi cosa è l'architettura. Elencatemi dieci esempi di edifici, nel comune di Teramo, che possano definirsi architettura. Elencatemi cinque esempi di recupero di spazio urbano, nel Comune di Teramo, che siano stati realizzati. Elencatemi un piano regolatore comunale, in provincia di Teramo, che abbia all'interno una minima idea di città e non sia solo un insieme di retini buono a decidere dove si costruisce e dove, forse, no. Poi, una volta che si fa un concorso di progettazione (vedi il corso o via Longo o Piazza Dante), dopo che tali procedure sono state richieste da tempo, tutti (soprattutto chi non ha vinto), a criticare… Poi, una volta che, magari, viene dato un incarico ad un/una giovane architetto (cosa che viene richiesta, sempre a gran voce, giusto per far vedere, soprattutto dai soliti tromboni, laureati 50 anni fa, abboffatasi di incarichi pubblici con gruppi di lavoro ipertrofici ed ora intristiti dal fatto di non poter più vivere alla grande grazie alla collettività), tutti a dire che ci vuole esperienza e che si doveva scegliere un tecnico più navigato. Ma tutti questi architetti, mentre Teramo, il suo centro storico, le sue colline, i suoi lungofiume, e le sue cittadine della Provincia, venivano massacrate, umiliate, distrutte, dove cavolo erano? Forse a disquisire sui progetti di altri colleghi, rodendosi il fegato perchè l'incarico era stato dato a Tizio e non a Sempronio, oggi ancora di più, visto che avere il cappuccetto bianco non paga più come un tempo, né essere l'amico dell'amico dell'amico del parlamentare di turno. Quindi meno patafisica (o patatafisica) urbana e disurbana, e più progetti ed opere di architettura… e se a nessuno piacciono i vostri proggetti, cari critici a tutti i costi, interrogatevi sul perchè, senza dare sempre e solo colpa al destino cinico e baro.
Un altro capolavoro di ironia. Attendo con curiosità la lettura del progetto.
Avanti il prossimo! Chi dice altro? Chi parla? Chi commenta? Resto in trepida attesa!
ops… progetti, non proggetti… mi è scappata una g di troppo… strano che luminari della lingua italiana non se ne siano accorti… P.S. Se non si è capito a me il progetto dei corsi piace, e piaceva anche quello di Piazza Dante, e mi piacerebbe vedere progettati, e realizzati, anche nuovi spazi urbani, scuole finalmente da tutti fruibili e anche belle esteticamente, ristrutturazioni di edifici pubblici e privati fatte con un minimo di criterio, recupero di enormi spazi urbani come l'ex manicomio o l'ex Villeroy… ma continuiamo pure solo a parlarne…
Caro Archigeometra, molte delle cose che dici sono vere, in una Provincia come questa è quasi impossibile esprimere al meglio le capacità della nostra categoria, anche perché molti nostri colleghi si sono fatti usare dai politici di turno a mo' di scendiletto e quindi non hanno più credibilità alcuna. Ma è altrettanto vero che i contenuti dei progetti che hanno partecipato al concorso MICROSPAZI MACROLUOGHI erano sostanzialmente "fuffa". Il progetto l vincitore, poi, è il capostipite della Fuff ' Architettura". Roba buona per tutti i microspazi e per tutti i macroluoghi, per tutte le stagioni, inverno, estate, montagna, mare, collina, metropoli e cittadina di provincia. Credimi, in quel progetto manca una cosa sola che è poi la cosa che conta: la rielaborazione del passato in chiave contemporanea. Quando manca questo in un progetto in centro storico, il resto è FUFFA! Archingegnere da Roccasecca
ridate a teramo la vivibilita di una città pulita, con strade, marciapiedi e verde pubblico curati, e non dove lo sporco e incuria la fanno da padroni. Sperperare soldi pubblici x realizzare opera fantascientifica da solo ridere se non si tiene conto dell`architettura urbanistica esistente. Si sistemi e valorizzi attuale... RidatEci la fontana di marmi di p.zza garibaldi e togliete quella scatola di sardine,... Tanto corso San Giorgio e` morto come tutta la citta. X passeggiare si preferisce andare fuori nelle città della costa dove sia inverno che a maggior ragione destate si puo` ammirare di tutto, dai negozi, vetrine e bar dove non regna lo squallore e la sporcizia, ratti e germi a portata di mano...
Cari architetti di sto c...o, il vostro lavoro sostanzialmente consiste nel complicare ciò che è semplice e funzionale per il semplice motivo che più incasinate le opere che progettate e più esse costano a noi cittadini con laute parcelle a vostro favore e prosciugamento delle casse Comunali. Per quanto riguarda i Corsi sopracitati ed in particolar modo Corso De Michetti, basterebbe rifare i marciapiedi, raddoppiare l'illuminazione stile antico e fresare i portici antichi fatiscenti valorizzandoli con delle luci appropriate. Non penso che per fare ciò occorrano 3,5 milioni di euro. A già dimenticavo che per fare queste opere ci devono MANGIARE in molti.
Meno male che c'è Alex. Chissà dove è stato tutto questo tempo. Le sue geniali idee dovrebbero essere esportate in tutto il mondo. Alex sindaco!!! Anzi, di più: Alex Governatore!!!