Pubblichiamo l'Interrogazione Parlamentare dell'Onorevole Andrea Colletti del Movimento Cinque Stelle.
Il Gruppo bancario abruzzese denominato «Banca Tercas Spa» è controllato per il 65 per cento del capitale sociale dalla fondazione Tercas il cui statuto, sia nella versione del 2007 sia a in quella in vigore dal 4 ottobre 2013, prevede che il consiglio di amministrazione della Fondazione venga eletto dal consiglio indirizzo;
la maggior parte dei componenti del consiglio di indirizzo viene sostanzialmente designata dai partiti politici per il tramite di alcuni enti territoriali;
il meccanismo previsto dallo statuto ha dunque consentito alle diverse forze politiche di acquisire e mantenere il controllo della fondazione Tercas e conseguentemente della Banca Tercas;
a maggio del 2012 la Banca d'Italia ha disposto il commissariamento della banca dopo aver rilevato «gravi irregolarità e violazioni normative, ai sensi dell'articolo 70, comma 1, lettera A del Testo unico bancario, connesse alla «inadeguatezza degli assetti di governance e dei controlli interni» nonché a «gravi irregolarità operative»;
gli accertamenti ispettivi erano stati disposti «anche a seguito del coinvolgimento di Tercas in un procedimento penale della Procura della Repubblica di Roma» relativo al fallimento di Di.Ma Costruzioni, il gruppo dell'immobiliarista Raffaele Di Mario, arrestato per bancarotta fraudolenta;
il 18 dicembre 2013, un altro filone della stessa inchiesta ha portato all'arresto dell'ex direttore generale della banca, Antonio Di Matteo, con l'accusa di bancarotta fraudolenta, ostacolo all'attività finanziaria di vigilanza e associazione per delinquere;
Le indagini hanno coinvolto altre 18 persone che, secondo l'accusa, avrebbero «prosciugato» i fondi della banca ottenendo, con la compiacenza del direttore generale Di Matteo, finanziamenti privi di garanzia in favore di imprenditori e soci in affari, tra cui lo stesso immobiliarista Di Mario, per un totale di circa 200 milioni di euro;
secondo il gip di Roma, Vilma Passamonti, a fronte delle ingenti somme di denaro illecitamente ottenute, i beneficiari si impegnavano ad acquistare pacchetti azionari Tercas con patto di rivendita (il cosiddetto portage) sottraendoli di fatto al controllo degli organismi di vigilanza e garantendo a Di Matteo di gestire indisturbato i fondi della banca;
nel mirino dei magistrati risulta anche l'acquisizione della banca pescarese Caripe, autorizzata dalla Banca d'Italia il 29 dicembre 2010 sulla base di informazioni false. Le ispezioni dell'anno successivo hanno infatti accertato in capo a Tercas l'assenza dei requisiti patrimoniali minimi obbligatori per l'operazione nonché la scadente qualità del portafoglio prestiti, gravato da ingenti svalutazioni –:
di quali elementi disponga il Governo in merito alla vicenda descritta in premessa, con particolare riferimento alla tutela dei risparmiatori e dei lavoratori della banca;
se sia nelle intenzioni dell'Esecutivo promuovere con urgenza un intervento normativo che ridisegni la disciplina delle fondazioni bancarie affinché siano garantite la massima trasparenza, soprattutto nei rapporti con le forze politiche, ed un più efficace contrasto al compimento di eventuali operazioni finanziarie illecite.
(5-02021)
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