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Scusate se sono una disabile

di Anonimo
1 minuto

Scrivo presa da un moto di orgoglio misto a rabbia.
Scrivo perchè l'unico pensiero che vorrei avere e se essere più o meno vanesia oggi rispetto a ieri.
Scrivo come sfogo pubblico, scrivo per descrivere cosa significa essere una giovane Donna disabile che lotta quotidianamente per mantenere alto il proprio grado di dignità.
Mi alzo tutte le mattine con qualcuno nella mia camera che mi lava e che mi veste. Anche quando non ho voglia di parlare appena sveglia.

Devo chiedere per favore se mi si accompagna in bagno quando ho un bisogno fisiologico.
Devo farmi accompagnare da gente totalmente inadeguata a prendersi cura di un disabile e mi devo stare zitta anche quando mi si mette per distrazione la carrozzina elettrica a folle e vado a finire in mezzo alla strada rischiando la vita.
Scrivo per descrivere come sia una fatica abominevole andare in giro per la mia città piena di barriere architettoniche fisiche e soprattutto mentali.

Scrivo perchè mi sento profondamente offesa di non essere libera di andare a lavoro con mezzi di trasporto pubblici perché inesistenti linee per diversamente abili.
Scrivo per descrivere lo sconcerto che provo quando si fa finta di avere un'interesse per la mia causa ma nel momento del bisogno reale incontro aggressività e comportamenti emotivamente lunatici.
Scrivo perchè la mia forza sta diventando rabbia e vorrei che davvero ci si mettesse tutti una mano sulla coscienza e si cercasse di essere meno ipocriti ed egoisti.

Fausta Di Berardo

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Commenti

Cara Fausta, sono disabile pure io anche se non in forma grave, sono fortunata perche' vivo altrove, anche se mi porto Teramo nel cuore. Ti capisco e nella mia poverta' posso solo esprimerti la mia solidarieta', sentitamente!
Gentile signora Fausta, purtroppo ciò che scrivo non le servirà - come vorrei - a veder cambiare gli ostacoli vari che incontra ogni giorno in una società piena, dentro e fuori, di 'barriere' assurde ed indegne, visto che osa defininirsi civile... Ho il vantaggio, che mi aiuta a non illudermi, di non credere nella bontà di fondo dell'animo umano... quindi quando, di rado, incontro delle eccezioni, ringrazio il Padreterno e mi godo quell'attimo o quella relazione umana... Sono qui a dirle semplicemente che le sono vicino, a chiederle perdono per il 'nostro' comportamento indegno verso la disabilità, per i nostri amministratori mossi evidentemente da ben altro che voler amministrare il bene comune ed il benessere, a partire da chi soffre... Sono qui, indignato, a rivendicare che chi accetta o desidersa cimentarsi nell'amministrazione del bene comune, in politica e nella dirigenza di enti di servizio, assuma la responsabilità di curare il bene comune e non semplicemente i propri sporchi interessi privati o corporativi! Sono qui a ricordare a me e ad ogni elettore, ma soprattutto ad ogni amministratore, che non dobbiamo aspettare una situazione di malattia o disabilità sulla nostra persona o in una persona cara per esercitare uno sguardo diverso, attento ai bisogni di chi non può cavarsela da solo... Non sono qui a fare il moralista fine a se stesso, ma ad esprimere rabbia ed indignazione per l'egoismo e l'insensibilità con cui i più si muovono nella società, pur camuffandosi come persone serie, dignitose, altruiste, pie, religiose... Ogni giorno, nel mio piccolo, combatto contro corrente, chiedendo al Padreterno la forza di non scoraggiarmi e sperando che i 'salmoni' si moltiplichino sempre più, per rendere questa società più dignitosa, ed anche un po' più semplice da vivere per lei... Ci perdoni, signora Fausta, se può... il Padreterno pensi al resto...
Barriere architettoniche e disabilita' sono purtroppo un binomio indissolubile. Le buone parole e i propositi si polverizzano di fronte a un vivere a volte incivile: la nostra citta'e un chiaro esempio di come la mancanza di rispetto per l'altro non trova limiti,nemmeno se l'altro e' un diversamente abile.Basta guardarsi intorno per comprendere che viviamo in una città' ostile per prendere atto di quanto lontana sia la soluzione anche la piu' semplice alla problematica in argomento.
Ti capisco anch'io , Teramo una piccola città quindi facilmente gestibile , quello che manca e la preparazione dei nostri politici locali nel occuparsi delle cose serie quali le barriere architettoniche ,come punire severamente con sanzioni chi occupa gli stalli anche per soli 5 minuti i posti a loro riservati, o anche quei pochi scivoli a ridosso dei marciapiedi occupati da moto e auto con totale noncuranza perchè l'inciviltà regna sempre piu' sovrana in questa cittadina. Basta vedere davanti alla scuola Noe Lucidi abbiam0 un parcheggio a 30 metri ma genitori di alunni invece di dare l'esempio ,per i loro 5 minuti si ritengono nella ragione di intralciare gli altri e di vigili neanche l'ombra ,almeno uno nulla !! Il problema di Teramo e che la città in questi ultimi 10 anni si e imbruttita in tutti i sensi . A Teramo cara Fausta dei problemi altrui non frega niente a nessuno finchè non vengono intaccati i propri interessi !!!
In questo Paese, il welfare è stato, negli ultimi anni, letteralmente demolito dal Centrodestra. Si è passati da 2,5 miliardi di euro di Fondo nazionale a circa 400 milioni. Una riduzione dell'80 %. Una vergogna, di cui sono responsabili sia lo Stato, sia le Amministrazioni territoriali che non sono state in grado di compensare i minori trasferimenti statali. Con la scusa degli ammortizzatori attivi. "Non dobbiamo assistere" - dicevano - dobbiamo trovare occupazione". Una panzana, tipica di chi pensa solo di imporre il dio denaro, le speculazioni finanziarie, l'oligarchia del potere.
Anonimo si è espresso anche per me. Fausta, non stancarti di raccontare e di denunciare. Spero che questa lettera sia condivisa da molti.
Ringrazio la Signora per questa lettera perché si possa iniziare ad agire concretamente. Cosa possiamo fare per impegnarci in questa lotta?