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Il sesso delle Parole

di I due Punti
2 minuti

Sono trascorsi venticinque anni dalla pubblicazione del testo di Alma Sabatini e Marcella Mariani "Il sessismo nella lingua italiana" in cui si suggeriscono alcune linee guida sull'uso non discriminante della nostra lingua. Il lavoro, commissionato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, rientrava nel campo delle iniziative sostenute dalla "Commissione Nazionale per la realizzazione della parità fra uomo e donna".

Immagino che una ventenne di oggi possa stentare a credere che in Italia ci si sia mai posti il problema, considerato che al momento attuale il sessismo è ben lungi dall'essere un mero fenomeno linguistico, ma si ripropone come vera discriminazione a danno dell'universo femminile che riguarda molteplici aspetti del nostro sociale, sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere.

Sarebbe però un grave errore sottovalutare la forza delle parole, soprattutto in questo momento in cui sono stati "sdoganati" e legittimati molti termini (e atteggiamenti) riferiti al corpo e alla moralità della donna che ne offendono la persona: non chiamo in causa soltanto il linguaggio comune e privato, ma anche, direi in prevalenza, la comunicazione pubblica in generale, che - oggi molto più di un quarto di secolo fa - può condizionare in senso sessista la percezione della differenza tra uomo e donna.

La sensazione è che si debba ricominciare dall'abc, dovendo rieducare innanzitutto ad un linguaggio rispettoso della dignità della persona di sesso femminile, prima di poter arrivare a definire con nuovi termini le differenze di genere preservandone le identità, come proposto nel testo Sabatini - Mariani.

Occorre quindi una larga sensibilizzazione all'argomento, in modo che ciascuno avverta e coltivi dentro di sé la necessità di contribuire alla promozione di una formazione linguistica priva di stereotipi sessuali, che possa condurre infine a ripensare il linguaggio, invertendo una rotta che allontana sempre di più da faticose conquiste etiche e civili che sembravano consolidate.

 

Fabrizia Valente

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Commenti

Le donne, anzi, le femmine, come razza umana, sono complici della loro sudditanza al sesso maschile. La natura ci ha dato maggiore forza e capacità. Ci sarà un motivo. Le parole non cambieranno grazie a questi articoli che trovo da anni settanta. Nostalgia. Ma per piacere. Olio di gomito in cucina e passa la paura. In fondo la famiglia si sta rovinando da quando la donna ha smesso di stare in casa.
Eugenio non sei un genio. Un maschilista di merda. E quando ci vuole ci vuole. Ma che dici, ma come ti permetti? E tu Giancarlo? Questo commento era da censurare, ci fa tornare indietro di mille anni. Sto stronzo.
Mia moglie mi ha lasciato. Aveva un altro. Io non so se la parola che le ho detto era sessista. Ricordo solo un Grazie. La cosa più bella in otto anni di matrimonio. Grazie anche al suo amante. Continuerò a trattare le donne come meritano, perchè sono la cosa più bella dell'esistenza, caro Eugenio. Anche se alla fine ti lasciano e vanno via.
@Eugenio, non può essere un caso che la natura abbia dotato i maschi di maggiore massa muscolare: evidentemente sono adatti ad usare quella e non altro.
Il signor Eugenio sicuramente avrà problemi di erezione e se la prende con le donne. E' ovvio!
Cara Deborah con l'H, questo poteva essere vero mille anni fa. L'uomo ha sempre utilizzato la sua forza, ma con la capacità di apprendimento ha costretto al donna a rimanere nel suo stato di Mamma, moglie e amante. Il ciclo si completa.Questa è la vita e i vostri discorsi sono inutile perchè non comanderete mai il mondo, non avete il senso di squadra e di strategia. Inutile. Non conoscete lo spogliatoio.
Cara "La GIna" ancora qualche anno e probabilmente avrò problemi di erezione, ma tanto ci sarà sempre qualche donna, che ben pagata ti dirà che sei il massimo. Attenzione non mi rivolgo solo alle prostitute, non parlo di lavoro. Voi donne siete anche così, basta un regalo e diventi il principe azzurro, il re degli stalloni.
Appunto, a voi basta sentirvi dire quello che volete e siete contenti. Vedi un pò che soddisfazione!
Cara Gina non mi va di monopolizzare ill sito e l articolo, che trovo comunque ridicolo. Qual è il suo prezzo?
ma a che serve questa lite da pollaio tra tal Eugenio e le donne qui presenti? non sarebbe meglio una riflessione seria sul sessismo della lingua italiana che non è affatto una discussione da anni 7o? Invito u signuru (Bartezzaghi docet) a ignorare le stolide provocazioni.
Mi trovo pienamente d'accordo con il pensiero di Fabrizia. E' ora di ridare decoro all'universo femminile, anche attraverso l'uso delle parole. La parola esige dignità, perché è immortale e come tale bisogna saperla utilizzare. La parola è declinata al femminile: è variabile, ha mille morfemi e fonemi, ha infinite sfaccettature da scoprire. Variabili infinite che non è dato scoprire a chiunque. E non è di certo un problema di noi Donne- già, perché io mi sento tale- se uomini come Eugenio ne vedono solo la declinazione al maschile o un'unica soluzione scenografica, fatta di cucina, fornelli e sudditanza. Pensiero davvero povero...direi. Pensiero che racchiude volgarmente ciò che la media suggerisce ogni giorno, ossia che tutto " gira intorno ad un buco" . Già...io quel "buco" ce l'ho, ma con la MENTE intorno!
per te gratis! ora scusa, ma devo cucinare! ;-)
Brava, davvero brava nel riproporre un tema che appassionava la mia generazione e che dopo è caduto nell'oblio. Nei dibattiti engagées degli anni Ottanta i rapporti di classe, i rapporti sociali e l'universo dei segni linguistici erano stati colti nelle loro strette connessioni. Poi la post modernità ha sfumato i temi forti e, successivamente, la civiltà dell'immagine li ha definitivamente cassati. Non è tardi per riavviare un dibattito che oggi ancor più di ieri, per le ragioni addotte da Fabrizia, sembra centrale in una società che aspira a dirsi 'moderna'.
Caro Eugenio, a una prima lettura quanto tu affermi, cioe' che "non abbiamo il senso di squadra e di strategia" sembra certamente vero. Poi pero' ci si pone la domanda: quale gioco di squadra? Quale strategia? Perche', se e' vero che le donne NON hanno il senso di squadra e di strategia cosi' come lo intende questa societa' al maschile e, quindi, verticisistica, e' altrettanto vero che la donna ha senso di RETE. Cioe' in una societa' al femminile e, quindi, orizzontalista, NON esiste un capo, un leader di una squadra o un comandante stratega, ma TUTTE le donne, anzi uome, partecipano parimenti, in RETE, alla prosperita' del gruppo (chiamala squadra se ti piace). Chiaramente piu' difficile da organizzare e realizzare come modello, perche' basato sulla cooperazione piuttosto che sulla competizione, e' pero' un modello piu' efficace. Un giorno forse, se saremo fortunate, sara' questo il modello che la nostra societa' decidera' di scegliere. Sara' a questo che penseremo quando si parlera' di gioco di squadra e senso di strategia.
buongiorno a tutte e tutti e al gentile ospite del sito. L'intelligenza umana è dettata dalle religioni. Tutte sono rivolte al maschile. Dio è uomo. Gesù è uomo. Allah è uomo. Buddha è uomo. Mormon è uomo. Dove vi presentate? Al massimo due muse e qualche sirena.
Scusate se torno di nuovo: vorrei dire all'integralista che la religione nasce come necessità metafisica e nessuno le toglie il ruolo di rappresentazione culturale, ma il progresso dell'uomo, compresa la possibilità che tu possa dire idiozie su internet, è dovuta alla SCIENZA. Innanzitutto dovresti dimostrarmi che Dio e Allah sono uomini, dopo di che ignori che: - una figura fondamentale del cattolicesimo è la Madonna, necessaria nella sua Immacolata Concezione, perché potesse nascere Gesù Cristo; - che Atena è la Dea patrona della Polis, che ha dato vita alla cultura europea; - che Achei e Troiani combatterono per la conquista di una donna di nome Elena( almeno secondo quanto la tradizione racconta, tralasciando la causa puramente storica, che riconduce al controllo dello stretto dei Dardanelli); - che Shiva è una delle principali divinità del Mondo Induista; - che Omero, per scrivere l'Iliade e l'Odissea, chiese AIUTO a Calliope, senza la quale, probabilmente, non avrebbe trovato ispirazione; - che Ulisse fu incantato dalla Maga Circe e che furono gli UOMINI ad essere trasformati in PORCI; - che il Dolce Stil Novo traduce sempre la bellezza femminile, oggetto dei più celebri sonetti; - Che Saffo fu donna come donne furono le più grandi menti che si contesero il Nobel nel mondo letterario e scientifico. ora...potrei continuare all'infinito...ma la dignità mi spinge a tacere.
“La donna è mobile e io mi sento mobiliere”. Bella battuta di Totò per introdurre con leggerezza il tema molto serio della “rivoluzione”, tutta al femminile, che parte dall’America ed è già qui in arrivo. Vedi il recente “Roma International Estetica” e i vari talk-show in tv, dedicati al mondo della bellezza e del benessere, per svelare curiosità e tendenze del momento. Il premier Monti tenta la riforma dello Stato, con semplificazioni e rinnovamento della politica? Ebbene, anche la nostra compagna di vita (e del cuore) fa la sua. Dalla manager in carriera, alla donna in veletta e lingerie di seta. Forse ci siamo. La “lei” del terzo millennio comincia a fare i conti e avvia il recupero di ciò che ha perduto, in questi anni convulsi, in femminilità e seduzione... http://www.piazzagrande.info/nazionale/mentre-il-premier-monti-riforma-…
per Integralista: scommetto che tu li hai conosciuti tutti di persona.... Ti hanno anche fatto un applauso tutti insieme per la tua 'integrità morale'?
Forse andrebbe fatta propedeuticamente un'attenta riflessione sulla parola "uomo" e sul fatto che nella nostra lingua esprime non solo una definizione filosofica, ma anche antropologica. Questo genera una prima, non trascurabile discriminazione, perché l'uomo non è solo maschio, ma anche di genere femminile. L'etimologia di "donna", infatti, non ha la stessa valenza del suo corrispondente maschile e il suo significato risulta riduttivo rispetto alla dignità che dovrebbe definire. Personalmente ho introdotto nel mio linguaggio il termine "uoma" e ne sono una convinta sostenitrice.
Mi sembra un'operazione gattopardesca, cambiare qualcosa perchè rimanga tutto uguale, una concessione al "politicolcorret" che non sposta di una virgola il problema. Occorrono fatti molto più sostanziosi, purtroppo ultimamente i segnali sono stati in tutt'altra direzione. Per quanto riguarda gli Eugeni, ricordate le massime del Web: don't feed the troll.
La rovina del mondo sono tutti gli "ismi" ....care donne,io vi adoro, ma gli anni '70 sono finiti da un pezzo, quindi il vostro essere femministe vi sta portando al pari se non al di sopra dei maschilisti, quindi quanto prima la pianterete con queste lotte per la superiorità, quanto prima ne gioveranno famiglia e società...La parità era una bella idea,peccato non sia mai stata messa in atto e non nel senso che pensate voi......Voi volete rispetto ma è un pezzo che le femministe hanno smesso di dare rispetto agli uomini, anche ai più collaborativi, anzi di questi ultimi vi approfittate della loro disponibilità.... p.s. non intendo iniziare il solito botta e risposta, quindi buona giornata
@Tony, ma dove lo hai visto il femminismo in questo articolo? Accendi il cervello prima di leggere e rifletti prima di scrivere!
Che le religioni siano maschiliste, almeno quelle "ufficiali" che con la fede c'entrano poco, non c'è nessun dubbio e non a caso sono state ideate e scritte da maschi. Caro Tony, i movimenti femministi sono stati importantissimi per i diritti e la dignità delle donne, ma il successivo ventennio dominato dai politici puttanieri ha fatto tornare indietro la storia di decenni. Fra tante corbellerie dette dal signor Eugenio in poche righe, classico maschio dalla vista corta, ce n'è una che condivido ed è un potenziale e ipotetico gioco di squadra, oggi possibile solo con la fantasia. Il maschilista classico esercita il suo potere sulla donna contando sulla forza fisica o quella economica (l'unico apprendimento appreso), e questo potere viene usato per asservire o comprare la femmina, o più semplicemente la gnocca. Il giorno che le donne sceglieranno di darla solo per il gusto, il piacere o l'amore e non per una convenienza opportunistica, il mondo femminile avrà fatto la più grande rivoluzione della storia. Vi immaginate un S. Berlusconi a caso che rimane in bianco perchè i suoi miliardi non servono più a comprare il piacere sessuale? Magari anche lui e i suoi simili metterebbero in funzione il loro intelletto per ricercare nuove strade che conducono alla "felicità"...
Io mi riferivo ai commenti....cara amante se tu ne avessi un briciolo di cervello l'avresti capito
che teatrino interessante...emergono tutti i pregiudizi ...appunto sessisti: partiamo da Tony: dà per scontato che l'amante sia una femmina...non hai pensato che potrebbe essere "l'altro" del commento di "Le donne"?o comunque un maschio?...altro quadretto che ho trovato interessantissimo sono stati i commenti della gina e di simona alle esternazioni di Eugenio: la prima gli ha risposto alludendo a una presunta disfunzione erettile, emulando un atteggiamento tipicamente maschile (pensiamo ai maschi quando dicono "quella è isterica perchè non scopa"); simona, invece, ha colto nel commento di Eugenio il riferimento alla mancanza di spirito di squadra...grande simona! però non condivido la scelta del termine "uoma" perchè i maschi non penserebbero al concetto filosofico antropologico di uomo ma la prenderebbero come conferma della loro presunta superiorità, visto che gli abbiamo preso in prestito la radice...propendo per la costruzione di identità di Uomini e di Donne, attraverso l'INTELLIGENZA, L'EDUCAZIONE, L'INTEGRITA'...finchè si continua a parlare di parità si alimenta il concetto di differenza...
Se dovessimo giudicare il genere dagli interventi di alcuni maschi dovremmo chiudere bottega ed andare a nasconderci tutti: difficile trovare nelle banalità 'sessiste' dignità concettuale e meno che mai culturale: non credo che Eugenio abbia pensato sul serio: ha provocato limitandosi a ripetere ciò che avrà ascoltato da bambino; similmente L'integralista: il suo concetto di Dio è fermo all'antropomorfismo più elementare (ci manca che lo declini all'europea!). Allora? Rappresentano questi il genere? Non credo. La discussione sul tema è possibile a condizione che si ricominci dall'origine del potere, dal suo strutturarsi e dalla modalità conseguente di elaborazione della lingua i cui termini traducono nel genere la gerarchia sociale. Quando le donne hanno fatto irruzione nella società ed hanno progressivamente messo in scacco il monopolio del potere maschile si è scoperto la natura succedanea della lingua e la sua traduzione segnica dell'ordine sociale. Esempi? Basti vedere i goffi o quantomeno contraddittori tentativi di indicare al femminile gli incarichi pubblici una volta appannaggio maschile ed ora conquistati dalle donne: ministra (!) magistrata (!) colonnella(!) prima ministra (!) generala (!) e così all'infinito: o gli utensili domestici, o le armi, o l'abbigliamento, o le parti del corpo umano ecc. ecc. E' giunto il tempo che si ricominci a ragionare tutti su argomenti fondamentali che toccano il nostro tempo, non tanto e non solo sulla parità uomo-donna, giuridica, morale, sociale ed economica,linguistica quanto sul significato ed il valore della persona umana, indipendentemente dal genere, dalla razza, dall'età, dalla provenienza.
Le donne sono un sesso affascinante e testardo. Ogni donna è una ribelle e, di solito, entra in rivolta contro se stessa. (Oscar Wilde)