In una città, con un paesaggio insolito e surreale, passeggia indisturbato un astronauta venuto da non si sa dove. Assalito dagli sguardi dei curiosi, che increduli osservano la scena, l'astronauta a piedi attraversa la spiaggia giuliese e si dirige verso il centro della cittadina. Dopo aver osservato alcuni luoghi colpiti da una cattiva amministrazione, come ad esempio l'ecomostro che giace di fianco al Kursaal o i marciapiedi di piazza Dalmazia sprovvisti di scivoli per diversamente abili, si dirige verso il porto turistico, attratto da una serie di faretti rotti che servivano tempo fa ad illuminare le romantiche passeggiate estive.
L'astronauta, sorpreso e disgustato, decide allora di vedere la parte alta della città e chiede un passaggio ad un automobilista giuliese. Salendo per via Piave, l'astronauta non capisce come si siano potuti installare degli enormi pali della luce che deturpano l'ingresso del centro storico e, senza fare domande, scende in Piazza Buozzi da poco ristrutturata. L'astronauta, tra le luci psichedeliche e le sfere di cemento, si sente quasi a casa sua perché quella piazza ,costata insieme al Corso Garibaldi 1,2 milioni di euro, effettivamente assomiglia ad una rampa spaziale. Deluso da tanto spreco s'incammina verso Piazza della Libertà per deporre ai piedi di Vittorio Emanuele il manifesto che sancisce la nascita di LINEA RETTA, una nuova...(continua)
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