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Un calcio ai bambini diversamente abili

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Che dire? Dopo un titolo così mi vien voglia di urlare, andare via, rimuginare antiche massime religiose, battere il petto e volare di albero in albero. Poi come ogni aspirante barone rampante, scendo dalle liane di fuga e di cronaca, vivo. Come si fa a ridurre le ore settimanali destinate all'assistenza e al sostegno dei bambini diversamente abili? Le 18 ore diventano 13,48. Centocinquanta euro in meno al mese per le insegnanti e una vita di emozioni, chiuse in un volgare recinto di emarginazione. Lla burocrazia diventa letale per i bambini. Le maestre in silenzio e con il rischio, in caso di protesta, di perdere il posto di lavoro, percepiranno 350 euro invece di 500 e con il bene placido di pubblico e privato. I bambini? Non è una materia che viene presa in considerazioni. Sono solo numeri. Il resto una volta si chiamava Onlus.

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Commenti

...i bambini non sono dei numeri,non e' giusto... proprio loro che,in special modo, hanno piu' bisogno...non le accetto queste cose!
E' vero che, con la fortuna che ho di avere figli integri ed in salute, non potrò mai comprendere appieno quel che prova un genitore di un bimbo con dei limiti, né le sue esigenze e paure. Ma basta poco a capire che hanno bisogno di tutta la mia, e nostra, solidarietà. Fra le varie cose che non si riesce a fare nel nostro Paese, c'è quella di discriminare tagli e risorse. Discernere gli sprechi ed il superfluo, da ciò che è vitale per la salute del corpo e dell'anima delle persone. Eppure, basterebbe poco. Vogliamo ridurre 'sta benedetta spesa di 4 mld annui per le auto blu?
Grazie al giornalista (con la G) autore dell'articolo e di una denuncia sociale, adesso qualche persona in più verrà a conoscenza di certe iniquità, già passate inosservate agli occhi dei cittadini dell'Interamnia Bungacity, distratti dagli idrovolanti. Questi sì, assolutamente indispensabili per i nostri amministratori.